venerdì 7 maggio 2021

Con occhi verso il destino presentato a Firenze

 


"Con Occhi Verso Il Destino” è il cortometraggio sul tema del COVID finanziato con fondi del Ministero dello Sviluppo Economico e della Regione Toscana, prodotto dal Movimento Consumatori della Toscana. Il cortometraggio è stato presentato questa mattina a Firenze.

Scritto e diretto dal giovane regista aretino Elia Mansueto, il corto ha l’obiettivo di sensibilizzare, e per il futuro lasciare una testimonianza, sull’impatto che la pandemia ha avuto nella vita di ognuno.

Il corto è caratterizzato da una storia lineare che, grazie a un colpo di scena nel finale, invita lo spettatore ad una riflessione su quanto le scelte quotidiane di ciascuno possano riflettersi sulle vite degli altri. L’attenzione del regista, infatti, si concentra sulle diverse conseguenze dipendenti dalle scelte di ciascuno rappresentando, con un salto temporale, due diversi epiloghi della stessa storia. Mai come prima della pandemia, probabilmente, il benessere e la sicurezza di tutti sono dipesi dalle responsabilità dei singoli cittadini.

Il cortometraggio verrà proiettato nelle scuole della Toscana.

Fabrizio Del Bimbo

Travel & Joy Green Urban Solution parte da Firenze






 


Travel & Joy Green Urban Solution è un innovativo format green ideato da Federica Borghi e realizzato da
Icons Productions che vuole promuovere ed affermare una nuova cultura del benessere urbano attraverso la divulgazione di nuove tecniche di coltivazione a Cm0 e la riqualificazione di aree e terreni cittadini degradati.
Questo ambizioso format debutterà il 7 maggio a Firenze, con il Patrocinio del Comune, con un progetto
triennale ricco di iniziative ed eventi. Comune denominatore: la promozione di nuove tecnologie di
coltivazione sostenibile e nuovi modelli green di fruizione del tessuto urbanistico e di riqualificazione paesaggistica e ambientale.
Piazze, parchi e palazzi storici della città ospiteranno aziende e start up provenienti da tutto il mondo che
hanno ideato tecniche innovative di produzione legate al settore alimentare e botanico (idroponica,
aeroponica, acquaponica, colture protette) ma anche a settori quali il design, l’architettura e la moda.
La città si trasformerà in un hub di divulgazione culturale, animato da eventi, conferenze, mostre, laboratori aperti alla comunità. Travel & Joy ospiterà anche l’edizione fiorentina di WePlanet, in gemellaggio con Milano, con una suggestiva installazione di globi artistici nelle piazze della città.
Cuore di Travel & Joy sarà la Fondazione Zeffirelli, situata in uno dei più prestigiosi palazzi storici di Firenze.
Tra le tante location cittadine confermate, Giardino di Boboli, Palazzo Corsini, Piazzale Michelangelo, la Limonaia e molte altre.
Federica Borghi, ideatrice e director del progetto, dichiara: “La primavera 2021 segnerà un passaggio necessario per un nuovo modo di visualizzarci nel futuro. L’attuale periodo storico ha messo a dura prova tutti ma ci ha anche insegnato una resilienza che sempre di più dovrà rivolgersi al benessere della nostra terra, coinvolgendo una tecnologia a servizio di coltivazioni più sane, a Cm0”.
“Una rassegna di eventi che nasce da una bella intuizione, un sogno che si concretizza. – ha detto la
vicesindaca Bettini - Dobbiamo uscire da questa pandemia con un nuovo paradigma, passare da una società della competizione a una società della cooperazione e questo progetto incarna questo obiettivo. Crediamo davvero in queste tematiche come amministrazione, ci tengo molto alla luce anche delle questioni di cui mi occupo nelle mie deleghe, beni comuni e partecipazione. Dobbiamo reimparare a prenderci cura degli spazi urbani, dell’ambiente, riscoprendo così l’ ‘I Care’ di don Milani, come ha ben ricordato ieri la presidente della commissione Ue Von der Leyen”.
“Orgogliosi che questo progetto parta da Firenze dove stiamo lavorando molto sul fronte della sostenibilità sia ambientale e che a livello di turismo. – ha detto l’assessora Del Re - Cuore di questo programma sarà la Fondazione Zeffirelli ma sono moltissimi i luoghi coinvolti e anche le realtà cittadine, penso all’Associazione Per Boboli e alle Curandaie per fare solo qualche esempio. Dalla filiera corta all’agricoltura di prossimità
questa rassegna rimette davvero al centro i temi ambientali declinati a 360 gradi e la necessità di cambiare
il nostro modello di sviluppo”.
Il progetto coinvolge oltre al Comune di Firenze, la Regione Toscana, il Ministero dell’Ambiente la Confesercenti, Coldiretti, Confindustria e Confartigianato, l’Università degli Studi di Firenze e Perugia ed istituti di ricerca agroalimentari.
Travel & Joy ambisce a coinvolgere in futuro altre città italiane e internazionali, creando un “network metropolitano green” unito nella ricerca di soluzioni ecosostenibili innovative per vivere la città. Dopo Firenze la prossima città ad ospitare la manifestazione sarà Milano.

Fabrizio Del Bimbo 

martedì 4 maggio 2021

Nel cuore di Firenze il ristorante Sophia Loren Original Italian Food

Ha aperto i battenti  il locale con il nome dell'attrice premio Oscar. Menu tipicamente napoletano




Un grande mosaico con il volto di una diva conosciuta in tutto  il mondo accoglie i clienti del nuovissimo ristorante  a marchio Sophia Loren. Il suo autore è Luigi Masecchia  artista napoletano che trasforma cioè che è “ex”, in ciò che sarà. È così che anche un semplice tappo di metallo rinasce con nuovo senso estetico e morale.
Una nobilitazione della materia che diventa qualcosa di unico  nel panorama artistico internazionale. Ci sono voluti 1500 tappi di metallo per creare l'immagine della diva.
Un originale biglietto da visita per una nuova realtà gastronomica.
Un'icona senza tempo, che anima ancora le cronache cinematografiche,    investe nella ristorazione con questo locale che appunto porta il suo nome.
Un nome internazionale, che non ha bisogno di presentazioni , e che attirerà sicuramente i turisti d'Oltreoceano quando il turismo ripartirà pienamente. Infatti il locale pochi passi dal Duomo, quindi centralissimo. ha aperto mentre ancora la pandemia non è finita: un locale da 1500 metri quadri su 3 livelli con 300 posti, di cui 60 all'aperto sotto i portici.

"Siamo felici  di accogliere un progetto così ambizioso, tutto Made in Italy, in questo momento difficile", ha detto  il sindaco, che ha apprezzato molto  l'iniziativa anche per i nuovi posti di lavoro, che sono ben quaranta. Il ristorante è nell'ex sede della Banca Unicredit e ci  sono voluti due anni di lavori e ristrutturazioni per realizzarlo.




L'idea del ristorante è di Luciano Cimmino, presidente di Pianoforte Holding che controlla i marchi della moda Yamamay e Carpisa. Nel ristorante di Sofia Loren si gustano i piatti della tradizione italiana, per esempio la pizza di Francesco Martucci, uno dei nomi italiani della pizza, le sfogliatelle del pasticcere Carmine Di Donna e i primi stellati dello chef Gennaro Esposito.

Il ristorante è stato progettato dallo Studio Redaelli e Associati, in collaborazione con Costa Group, l’azienda specializzata da oltre 40 anni nella progettazione e arredamento per il Food & Beverage.





Info: www.sophialorenrestaurant.com

Fabrizio Del Bimbo

Patto per la Cultura per Firenze




 

Fondazione CR Firenze e Intesa Sanpaolo destinano 1,32 milioni di euro a sostegno delle realtà culturali del territorio messe a dura prova dall’emergenza sanitaria. Un ‘patto per la cultura’ che garantirà il sostegno a 21 soggetti, selezionati tra le eccellenze nel panorama culturale del territorio per la realizzazione di altrettante programmazioni per quest’anno nell’ambito dello spettacolo dal vivo, del cinema e della valorizzazione delle arti visive, ai quali andranno nello specifico 810 mila euro di risorse. Si aggiungono inoltre due stanziamenti speciali per altrettanti soggetti istituzionali: Fondazione Palazzo Strozzi e Fondazione Teatro della Toscana. L’iniziativa è stata presentata questa mattina, a Villa Bardini, dal Presidente di Fondazione CR Firenze Luigi Salvadori, dal Presidente della Fondazione Parchi Monumentali Bardini e Peyron Jacopo Speranza, dall’Executive Director Arte cultura e Beni Storici di Intesa Sanpaolo Michele Coppola, dal Direttore generale di Fondazione CR Firenze Gabriele Gori, da Lucio Argano, Presidente del Consiglio Superiore dello Spettacolo del MIC.

Le risorse sono state attinte, al 50% da Fondazione CR Firenze e al 50% da Intesa Sanpaolo e questa operazione consentirà a Fondazione CR Firenze di poter destinare ulteriori risorse al mondo della cultura. Si rinnova infatti il bando ‘Emergenza Cultura’, una misura straordinaria creata lo scorso anno a sostegno delle realtà culturali del territorio in ginocchio a causa delle restrizioni dovute al Covid-19. Quest’anno le risorse salgono a 750 mila euro (erano state 500 mila nel 2020) e si estendono rispetto al Comune di Firenze, anche alle realtà operanti nella Città Metropolitana fiorentina e nei comuni e nelle province di Arezzo e Grosseto.

“È trascorso ormai più di anno dal primo provvedimento di chiusura di teatri, cinema, musei, sale di spettacolo e biblioteche – ha affermato Luigi Salvadori, Presidente di Fondazione CR Firenze – un tessuto culturale vivace, che ha sempre rappresentato una ricchezza per il nostro territorio, e che improvvisamente è stato costretto a spegnere i propri riflettori. Le necessarie misure di cautela sanitaria hanno agito purtroppo in maniera asimmetrica colpendo alcuni settori in maniera più drastica rispetto ad altri. Ringrazio Intesa Sanpaolo, che ha saputo cogliere l’eccezionalità di questo periodo storico e si è dimostrata ancora una volta vicina al nostro territorio. Questa operazione dimostra il ruolo fondamentale che la Fondazione CR Firenze ha assunto in questi anni quale motore di promozione e sviluppo delle attività culturali. Oltre agli interventi che presentiamo oggi, abbiamo destinato con il bando ordinario relativo a quest’anno una cifra di 2,5 milioni di euro a ben 203 soggetti del comparto arte e conservazione, di cui 1,6 milioni di euro sono stati impiegati a sostegno del lavoro e dei lavoratori del comparto. Nonostante lo ‘tsunami’ globale che stiamo vivendo, il comparto sta reagendo con resilienza e a raccontarlo è il valore delle iniziative previste per l’estate in arrivo. Da parte mia e della Fondazione che rappresento, l’augurio che il grande entusiasmo che anima queste iniziative possa propagarsi anche al resto della comunità”.

“In questo difficile momento storico Intesa Sanpaolo si conferma punto di riferimento per le comunità, in una chiara assunzione di responsabilità sociale, anche a supporto del settore culturale che è elemento irrinunciabile per il rilancio del Paese – ha dichiarato Michele Coppola, Executive Director Arte cultura e Beni Storici di Intesa Sanpaolo –. Insieme a Fondazione CR Firenze, siamo al fianco delle realtà del territorio per sostenerne le iniziative e contribuire alla promozione di uno dei patrimoni d’arte e di storia più ricchi e preziosi dell’Italia e del mondo”.

I danni al settore cultura

Il settore dello spettacolo dal vivo è fra i più danneggiati dalla crisi pandemica: solo nel 2020, su cinema e spettacolo dal vivo hanno pesato 165 giorni di chiusura totale e 133 di riapertura contingentata, a fronte di 67 giorni di funzionamento ordinario. Un bilancio drammatico che trova riscontro nei dati recentemente pubblicati dall’Osservatorio dello Spettacolo SIAE che mettono a confronto il primo semestre del 2019 e del 2020. Per la Toscana, quinta regione italiana per volume di spesa, le cifre negative sono le seguenti: -75mila eventi, -3,8 milioni di ingressi e -63 milioni di euro di spesa del pubblico. La spesa si è ridotta del 72%. Una crisi che in particolare a Firenze presenta i diversi scenari: accanto ad operatori di grandi dimensioni che grazie alla conferma del FUS hanno raggiunto un avanzo positivo di bilancio, sussistono numerose realtà, che, sebbene di qualità e con efficacia gestionale, non recependo contributi pubblici o di importo modesto, sono in grave difficoltà.

I 21 progetti beneficiari e 2 soggetti istituzionali

Grazie al sostegno straordinario di Fondazione CR Firenze e Intesa Sanpaolo verranno supportati 21 progetti di spettacolo dal vivo realizzati da operatori che da anni lavorano sul territorio, per un totale di 810 mila euro. Si tratta di eccellenze selezionate nel panorama degli operatori culturali. Ecco elencati i progetti e i loro promotori: “Una bizzarra stagione -2021” al Teatro di Rifredi, a cura dell’Associazione Pupi e Fresedde Teatro Rifredi; “Ri-Creare Comunità -2021”, all’ex Manicomio di San Salvi, a cura di Chille de la Balanza; “Avamposti Teatro Festival 2021”, al Teatro Studio ‘Mila Pieralli’ a cura de Il Teatro delle Donne – Centro Nazionale di Drammaturgia; “Ritorno a Teatro” al Minimal Teatro di Empoli, al Teatro del Popolo di Castelfiorentino e all’Ex Manicomio di San Salvi a Firenze, a cura di Giallo Mare Minimal Teatro; “Kilowatt Festival 2021” a Sansepolcro, a cura dell’Associazione Culturale CapoTrave Kilowatt; “32° Florence Dance Performing Arts, Future Perfect: la potenza in atto”, al Chiostro Grande di Santa Maria Novella, a cura dell’Associazione Florence Dance Festival; “Festival Fabbrica Europa”, al Parco delle Cascine, Teatro Cantiere Florida, Teatro Puccini, Chiostro di Santa Maria Novella, Teatro Studio di Scandicci e Teatro Era di Pontedera, a cura della Fondazione Fabbrica Europa per le Arti Contemporanee; l’attività concertistica 2021 dell’Associazione Amici della Musica Firenze onlus; “Musart Festival estate 2021” in piazza Santissima Annunziata, dell’Associazione Culturale Musart; “Unlocked Sound. Progetto strutturato di diffusione e valorizzazione della nuova musica”, alla Limonaia di Villa Strozzi a Firenze, promosso dal Centro di Ricerca Produzione e Didattica musicale Tempo Reale; “Tradizione in Movimento” alla Sala Vanni, piazza e Chiostro del Carmine, Fortezza da Basso, a cura di Musicus Concentus di Firenze; “Toscana Music Pool – Rete di Musica Popolare e Jazz 2021”, dell’Associazione Music Pool; “Lo schermo dell’Arte – XIV”, al Cinema La Compagnia, alla Manifattura Tabacchi e Cango Cantieri Goldonetta, a cura dell’Associazione Culturale Lo Schermo dell’Arte; il 62° Festival dei Popoli, al Cinema La Compagnia, Spazio Alfieri, Cinema Stensen e MAD – Murate Art District, a cura del Festival dei Popoli Istituto Italiano per il film di documentazione sociale onlus; “La Compagnia e Più Compagnia”, al Cinema La Compagnia, a cura di Fondazione Sistema Toscana; la XXXII Biennale Internazionale dell’Antiquariato, a Palazzo Corsini, a cura della Mostra Mercato Internazionale Antiquariato, che è rimandata al 2022; la mostra “Marino Marini. L’espressione del colore”, al Museo Marino Marini, a cura della Fondazione Marini San Pancrazio; “Cortona On The Move 2021 – We are humans”, a Cortona, a cura dell’Associazione culturale On The Move; la mostra “Le materie dell’Arte. Tecniche e Stili dell’Artigianato”, alla Casa Museo dell’Antiquariato Ivan Bruschi ad Arezzo, a cura della Fondazione Ivan Bruschi; “Rigenerazione urbana a base culturale di Palazzo Muglioni”, a cura dell’Associazione Casermarcheologica; il “Festival di Maremma” a cura di M.Arte aps.

A questi progetti si aggiunge uno stanziamento di 255 mila euro per Fondazione Palazzo Strozzi per le perdite derivanti dalla mancata e ridotta bigliettazione a causa delle chiusure e delle disposizioni di contingentamento degli ingressi e di altrettanti 255 mila per la Fondazione Teatro della Toscana per attività di mediazione culturale e formazione.

Il nuovo bando ‘EMERGENZA CULTURA’

La seconda edizione del bando ‘EMERGENZA CULTURA’ di Fondazione CR Firenze è destinata al sostegno degli organismi operanti sul territorio di intervento nel settore dello spettacolo dal vivo e delle attività artistiche e culturali che si trovano in difficoltà a causa dell’interruzione dell'attività produttiva (mancata bigliettazione, mancata erogazione di servizi culturali). Il contributo concedibile per ciascun beneficiario va da 5 a 30 mila euro e potrà coprire: costi di struttura e di gestione (affitti e utenze, manutenzione delle strutture, personale fra cui collaboratori continuativi e dipendenti, tecnici di settore, artisti); la realizzazione di attività culturali e artistiche da concludere entro il primo trimestre 2022; e interventi di digitalizzazione della produzione e dell’accesso culturale.

Per quanto riguarda il precedente bando ‘EMERGENZA CULTURA 2020’, sono pervenute 124 richieste di finanziamento per un totale di quasi 2 milioni di euro di contributi richiesti. Ne sono state finanziate 61 per un totale di 500 mila euro stanziati. Per maggiori informazioni sulla nuova edizione e per presentare domanda visita il sito. Il 10 maggio alle 15.00 inoltre si svolgerà un webinar dedicato al bando la cui scadenza è il 3 giugno.


Fabrizio Del Bimbo 


lunedì 3 maggio 2021

In libreria l'ultima creatura di Barbara Fabbroni "L'amore all'improvviso" (ed. Curcio)





 


Scambiamo qualche battuta con la scrittrice.

Che tipo di scrittrice è Barbara Fabbroni?
Non lo so! Devo ancora deciderlo. Credo non lo deciderò mai, non amo le etichette, amo la creatività nella sua assoluta espressione. La scrittura è il mio piccolo mondo di fantasia dove tutto è possibile, dove le emozioni si schiudono aprendo scenari imprevedibili ma densi di senso e significato.

Hai un luogo/stanza dove preferisce scrivere?
Ogni luogo è un luogo possibile per scrivere. Non c’è uno spazio definito perché la creatività così come la scrittura non è definita, è sempre in evoluzione e in continuo cambiamento.

Hai rituali “propiziatori” che segui?
Assolutamente no! 

Stili una scaletta prima di scrivere un romanzo o un racconto o va dove la porta la storia?
All’inizio lascio che sia la fantasia a iniziare un viatico, poi quando il lavoro si fa corposo definisco bene i personaggi, i luoghi, le situazioni.

Fai un altro lavoro oltre a scrivere? Sono una psicoterapeuta e mi occupo dei miei pazienti oltre che del mondo della scrittura. 

E ti piace?
Adoro il mio lavoro che mi regala tantissimo oltre che essere fonte d’ispirazione.

Che ne pensi di tutti gli aspiranti scrittori che dicono di leggere poco “per non farsi influenzare” o perché il poco tempo libero che hanno lo impiegano per scrivere?
Penso che leggere sia la possibilità di accedere a mondi sconosciuti o conosciuti per poterli conoscere. È un valore aggiunto, una ricchezza che non dobbiamo trascurare.

C’è un consiglio che vorrerbbe dare?
Più che un consiglio è un suggerimento: mai smettere di amarsi e di amare.

Come e quando si è accorta di essere una scrittrice?
Difficile dare una data certa. La scrittura è arrivata piano piano, con la leggerezza con cui arrivano tutte le cose importanti. È entrata nella mia vita a piccoli passi poi, piano piano, è diventata quel qualcosa in più che mi ha coinvolto così tanto da non poterne più farne a meno.

Ci racconti l’emozione del tuo primo libro pubblicato.
Il mio primo libro nasce dal poderoso lavoro della mia tesi di laurea in psicologia. Ho trattato un tema importante a me molto caro. Da lì poi si sono aggiunti molti altri testi scientifici fino a quando – dopo molti anni – una mattina decisi di scrivere il mio primo romanzo. Romanzo, tra l’altro, premiato dall’Accademia Res Aulica. L’anno dopo scrivo Coach in Love, che riceve il Premio Città di Taormina al Festival Internazionale del Cinema di Taormina. A cascata arrivano gli altri romanzi, l’uno di seguito all’altro.

Il romanzo o racconto che hai scritto a cui si sente più legata?
Ogni frase, parola, storia è unica e irripetibile, non c’è un romanzo o un libro scientifico più importante. Sono tutti unici e al tempo stesso importanti.

Ci consiglia un libro non suo?
“Il Piccolo Principe” di Antoine de Saint-Exupéry.

È appena uscito il suo ultimo libro “Un amore all'improvviso” ed. Curcio. Ce ne vuole parlare?
È la storia di Sveva, una giovane donna, figlia di un nobile avvocato romano. Sveva segue le orme del padre che ripone in lei grandi aspettative. Dopo varie esperienze nei più importanti studi legali del mondo, si trasferisce a Londra per una nuova sfida. Sempre presa dal lavoro e dal desiderio di non deludere il padre, Sveva non aveva mai dato importanza alla sua femminilità e all’amore, finché sulla sua strada appare Benjamin, un giovane affascinante e galante che la corteggia regalandole momenti indimenticabili. Ma proprio quando sembra che l’amore stia sbocciando... una scoperta sconvolgente e lui sparisce nel nulla. Non è ancora riuscita a dimenticarlo, ma è consapevole che Benjamin se n’è andato per sempre.  Lanciata verso una nuova vita, tra successi professionali, felici dinamiche familiari ritrovate e una nuova consapevolezza della sua femminilità, Sveva torna a Roma per il Natale dove qualcosa di meraviglioso l’attende...

Nicoletta Curradi


Fonte: ufficio stampa 

Novità al Museo del Bargello: l'allestimento della Sala degli Avori






  In concomitanza con la riapertura del Museo Nazionale del Bargello, dopo la chiusura forzata imposta negli ultimi mesi dall’emergenza pandemica, torna visibile al pubblico la Sala degli Avori, completamente riallestita. Il progetto di riallestimento, curato dall’ufficio tecnico dei Musei del Bargello insieme allo studio Guicciardini e Magni Architetti, è il primo importante intervento di rinnovamento integrale di un allestimento storicizzato in una sala del Bargello: è stato ripensato il percorso espositivo, migliorate le modalità di conservazione e valorizzazione delle opere e inseriti in collezione alcuni capolavori prima conservati nei depositi, come un prezioso Crocifisso barocco che torna in esposizione dopo quasi un secolo di assenza.

La raccolta di oggetti in avorio posseduta dal Museo Nazionale del Bargello - che copre un arco temporale di quindici secoli (da rari oggetti etruschi e romani fino a manufatti del XIX secolo) - è tra le più prestigiose al mondo, sia in termini numerici, con circa 250 esemplari, sia per qualità, varietà e raffinatezza delle opere. Questa tipologia di capolavori, affascinante per la perizia tecnica di intagli microscopici e perfetti, significativa come testimonianza dell’ampia circolazione di stili tra civiltà orientali e occidentali, è stata da sempre una componente fondamentale – e per certi aspetti primaria – delle collezioni del Bargello.




La Sala degli Avori si trova al primo piano del Museo del Bargello ed espone una selezione di opere che rappresenta lo spirito stesso del museo, in un ambito delicatamente sotteso tra la storia dell’edificio e quella delle collezioni, qui incentrata su opere che sono testimonianze artistiche, documenti di storia, alte espressioni individuali e insieme corali in seno alle società che le produssero. Nella sala sono esposti preziosissimi e antichi avori, come il Dittico con scene della vita di san Paolo e Adamo nel Paradiso terrestre e la placca con l’Imperatrice bizantina, databili tra il V e il VI secolo tra i più antichi. C’è il raro Flabellum carolingio dall’abbazia di Tournus, l’Olifante della Saint Chapelle, donato al re di Francia nel 1274, la Madonna dei Granduchi, per citare soltanto alcune tra le opere ricche di storia, ma anche pitture e sculture medioevali, e rari mosaici. Fino a pochi mesi fa, gli oggetti in avorio erano custoditi in eleganti vetrine risalenti agli anni ottanta del Novecento, ma ormai inadeguate, perché sprovviste di sistemi per il controllo del microclima interno e non più idonee dal punto di vista della tenuta all’aria, della polvere e dei moderni criteri museologici.
Il nuovo progetto di allestimento ha comportato la loro sostituzione integrale e la completa revisione degli allestimenti interni.
Tutte le nuove vetrine sono realizzate con struttura in metallo, vetri antiriflesso e antisfondamento, a completa tenuta all’aria e dotate di sistemi di controllo passivo del microclima interno. Oltre alla realizzazione delle nuove teche, la sala è stata sottoposta a operazioni di restauro degli apparati pittorici e decorativi, con nuove basi, nuovi supporti e una nuova illuminazione mirata a valorizzare sia l’architettura che le opere d’arte esposte a parete.
La bicromia delle teche dichiara l’appartenenza al doppio sistema di relazioni che l’allestimento museografico tesse con l’edificio (il grigio caldo degli esterni delle teche in relazione ai decori della sala) e con le opere (il grigio scuro degli interni per far risaltare meglio gli avori).
La grafica, composta dallo studio Rovai Weber, ubbidisce a questo spettro di variazioni, mentre la luce, progettata da Massimo Iarussi, disegna i contorni delle opere staccandole dal fondo.

Nel 2015, la Fondazione il Bargello Onlus ha finanziato uno studio di fattibilità della Sala degli Avori e ha contribuito, tra il 2016 e il 2017, alla revisione conservativa delle pitture murali della sala stessa. Grazie ai fondi acquisiti con l’autonomia dei Musei italiani, a seguito della riforma del 2014, i Musei del Bargello hanno potuto investire gli introiti anche in importanti progetti di riallestimento. Nel giugno 2018, infatti, è stato mandato in gara il progetto esecutivo di riallestimento della Sala degli Avori, della Cappella e della Sagrestia del BargelloL’appalto di un valore di oltre 490 mila euro è stato curato da Invitalia che opera in qualità di Centrale di Committenza per il Ministero della Cultura. Nel 2019 l’appalto è stato aggiudicato alla ditta di Mario Verrazzo. Dopo è iniziato il delicato lavoro di costruzione di moderne vetrine e di realizzazione di un allestimento in linea con i più moderni criteri museografici, sotto la supervisione esperta di Ilaria Ciseri, Maria Cristina Valenti, e dell’architetto Marco Magni.

Il riallestimento della Sala degli Avori, oggi riaperta al pubblico, è il primo di una serie di progetti programmati al Museo Nazionale del Bargello per la messa in sicurezza, valorizzazione e nuova fruizione delle magnifiche collezioni di arti decorative, conservate al Palazzo del Podestà, e ancora troppo poco conosciute dal grande pubblico – dichiara Paola D’Agostino, Direttore dei Musei del Bargello - Per questo motivo abbiamo deciso di presentare il nuovo riallestimento nel giorno di riapertura dei musei, dopo mesi di chiusura forzata ma di grandi lavori da parte del personale dei Musei del Bargello e di vari professionisti impegnati in cantieri su tutti e cinque i Musei. Crediamo, infatti, che i visitatori siano i veri “ospiti d’eccezione” e volevamo accoglierli, facendogli apprezzare in anteprima questi straordinari micro capolavori d’avorio, di culture diverse, unici al mondo e riallestiti con nuovi e suggestivi accostamenti, in sicurezza e sotto una nuova luce”.

“Oggi si avvera un progetto cui si aspirava da lungo tempo, poiché le vetrine preesistenti, realizzate negli anni Ottanta del secolo scorso – spiega Ilaria Ciseri, Responsabile delle collezioni del Museo Nazionale del Bargello -, non garantivano più parametri espositivi adeguati alla delicatezza delle opere in avorio. Finalmente questi capolavori trovano condizioni microclimatiche ideali e si possono ammirare in tutta la loro bellezza straordinaria, valorizzati da un allestimento e da un’illuminazione che mettono in risalto dettagli finora inimmaginabili. E infine, un allestimento d’eccezione è quello di un capolavoro mai visto, il toccante Crocifisso barocco che torna in esposizione dopo quasi un secolo di assenza”.

Per la realizzazione delle nuove teche nella Sala degli Avori – ha spiegato l’architetto Maria Cristina Valenti, Responsabile dell’ufficio tecnico dei Musei del Bargello e RUP dei lavori – sono state smontate le vecchie vetrine, sono stati restaurati gli apparati pittorici ottocenteschi alle pareti ed il pavimento in cotto. Alle pareti sono state sistemate in un ordine storico diverso sia i quadri - mosaici e tavole - che le sculture in legno ed in marmo, usando le vecchie basi rivestite in corian. Le finestre restaurate, sono state inserite delle tende a rullo motorizzate, in tessuto filtrante e con protezione per i raggi UV. È stato realizzato un nuovo impianto elettrico e una nuova illuminazione puntiforme della sala per la valorizzazione delle opere d’arte esposte alle pareti con faretti e strip led”.

È stato necessario – ha dichiarato l’architetto Marco Magni - individuare nuovi criteri che potessero adattarsi alla peculiarità delle diverse sezioni da rinnovare, e insieme rappresentassero una nota di stile e di esemplare chiarezza al servizio di questo specifico museo, risolvendo al contempo problemi di conservazione, gestione e valorizzazione delle opere. La configurazione delle teche è generata dal disporsi delle collezioni, ma anche dal disegno dei decori ottocenteschi della sala”.

La Fondazione il Bargello - Onlus è stata vicina al Museo Nazionale del Bargello sin dalla sua nascita come Associazione nel 1982 – ha aggiunto Sergio Chiostri, Presidente della Fondazione Il Bargello Onlus - Da allora ha aiutato finanziariamente il Museo a realizzare un ventaglio di iniziative che migliorassero la fruibilità delle opere esposte. In questo quadro rientra il finanziamento che, in contemporanea con il riallestimento della Sala degli Avori e delle oreficerie in Sagrestia e in Cappella, ha permesso di realizzare un nuovo progetto grafico e apparati didattici, in italiano in inglese”.

La maggior parte degli oggetti che compongono la collezione di avori del Museo appartiene al poderoso lascito dell’antiquario lionese Louis Carrand che, alla sua morte, nel 1888, accrebbe il Bargello di quasi duemila e seicento opere tra sculture, gioielli, pitture, oreficerie, tessuti, smalti e non solo. Altri avori provengono invece da acquisti ottocenteschi e dalle antiche collezioni granducali fiorentine.
Ma già negli anni settanta dell’800 esisteva all’interno del Museo (che, lo ricordiamo, è stato fondato nel 1865 come primo Museo Nazionale del Regno d’Italia) un’intera sala intitolata alla collezione di «Avori, Ambre e Cristalli di Monte» in cui erano conservate le raccolte granducali fiorentine e corrispondeva al grande ambiente di accesso al primo piano del palazzo, esattamente corrispondente alla sala attuale.
Anche prima del notevole implemento dovuto al nucleo Carrand, gli avori mediceo-lorenesi rappresentavano dunque un settore numericamente assai rilevante nel percorso espositivo del Bargello, ponendolo in linea con alcuni grandi musei europei come il South Kensington Museum di Londra e il Musée de Cluny di Parigi. Dall’inizio degli anni novanta dell’Ottocento, con l’acquisizione del lascito di Carrand, la collezione degli avori venne letteralmente raddoppiata, arrivando ai numeri odierni.

Fabrizio Del Bimbo 


giovedì 15 aprile 2021

Partito il countdown del Centenario di Assi Giglio Rosso



Un sobrio e informale cerimoniale svolto nel tardo pomeriggio di ieri 14 Aprile, ha dato il via al conto alla rovescia che ci separa dalla data di celebrazione del Centenario dell’Associazione. Presenti il Presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, l’Assessore allo Sport del Comune di Firenze Cosimo Gruccione e la Presidente del Quartiere 3 Serena Perini e per le Autorità sportive il Presidente del Comitato Regionale FIDAL Alessandro Alberti e il Presidente Regionale del CONI Simone Cardullo.

Un breve slideshow realizzato dal Centro Studi ASSI Giglio Rosso ha dato l’inizio all’evento che ha coinvolto una buona cinquantina di persone che ben volentieri hanno seguito calorosamente gli interventi del Presidente Marcello Marchioni e delle Autorità  intervenute, tra cui il Presidente della Regione Toscana Eugenio Giani.

Il 2022 sarà dedicato a tutta una serie di iniziative culturali.

Sono  in programma una cerimonia  nel Salone dei  Cinquecento e la pubblicazione di un libro per celebrare il ceentenario.
Con la speranza che la vita possa riprendere normalmente, inizia il countdown.

Fabrizio Del Bimbo

Spazio, l’allarme dell’esperto: “Oggi 18mila satelliti in orbita bassa, un rischio per la ricerca”

Il vicepresidente del Committee on Space Research, Ubertini, all’assemblea mondiale 2026 organizzata a Firenze grazie al supporto di Fondazi...