giovedì 21 maggio 2026

L'appello dei manager culturali parte da Firenze


 I manager culturali chiedono una diversa attenzione delle aziende alla componente creativa: «Olivetti, prima che arrivasse qualsiasi leggi a prescriverlo, aveva promosso il bello attraverso un processo virtuoso di co-creazione fra impresa e artisti, fra committenza e creatività. Bisogna ritrovare questa spinta». È il segnale forte che arriva dalla delegata cultura CARIPLO Patrizia Asproni, presidente della Fondazione Industria e Cultura, fra i protagonisti dell’evento ospitato dal Teatro Nazionale di Firenze, dedicato alla progettazione e rigenerazione urbana, tema portante della vetrina italiana della cultura e della creatività Eureka, che si è presentata in Toscana. «Bisogna inserire gli interventi degli artisti nelle riunioni dei Consigli di amministrazione - ha proseguito Asproni - perché i creativi devono stare nelle stanze dei bottoni e partecipare alla co-creazione, alle decisioni. I creativi sono portatori di un punto di vista diverso, e oggi fondamentale». Un appello condiviso dai partecipanti al talk, una rappresentanza di manager culturali fiorentini e toscani riuniti al Teatro Nazionale: dalla delegata cultura CARIPLO Patrizia Asproni al CEO di Archea Associati Giovanni Polazzi, dalla direttrice di Forma Edizioni Laura Andreini al direttore del Centro Espositivo Pecci di Prato Stefano Collicelli Cagol, al presidente di Save the Artistic Heritage Mario Cristiani. Un talk a tutto campo sul rapporto fra creatività e impresa coordinato dal manager culturale Guido Guerzoni dell’Università Bocconi, con la partecipazione della delegata della Regione Friuli Venezia Giulia Elena Mengotti in veste di “storyteller” della vetrina nazionale delle Imprese Culturali e Creative, Eureka, in programma il prossimo 5 e 6 novembre a Pordenone – che nel 2027 sarà Capitale Italiana della Cultura - con la partecipazione di decine di imprese in arrivo anche da Firenze e dalla Toscana, dalle aziende tradizionali alle start up ad alta innovazione. Il settore ICC incide per il 5.4% dell’economia toscana, generando oltre 6,8 miliardi di euro e occupando oltre 55mila lavoratori e lavoratrici. Una sede iconica, il Teatro Nazionale di Firenze, ha ospitato il confronto sulla rigenerazione urbana: tornato a nuova vita dopo un restauro durato quattro anni, il Nazionale è un concreto esempio di riprogettazione nel segno della creatività. L’evento di Firenze ha rafforzato la sinergia fra Eureka 2026 e il sistema culturale creativo toscano, evidenziando il ruolo della cultura come driver di sviluppo economico. La Toscana si conferma uno dei principali ecosistemi delle ICC, pari al 3.2% dell’occupazione regionale: dall’editoria all’ audiovisivo, dal design alla comunicazione, dalle arti performative a software e videogiochi, tante attività capaci di trasformare conoscenza e contenuti in valore economico.


«Purtroppo la precarietà politica e di governo rende spesso difficile portare avanti le cose e rinnovare una legge italiana arcaica in tema di progettazione urbana pubblica, quella datata 1949 – ha sottolineato Laura Andreini -  Ma non dobbiamo perdere la parte umanistica del lavoro, quella che crea relazioni, e la dimensione della bellezza. Serve una normativa che permetta di valorizzare il patrimonio storico attraverso l’inserimento dell’arte contemporanea come elemento importante dei progetti». E conferma Stefano Collicelli Cagol, direttore del Centro Pecci di Prato, un «Museo pioniere, voluto da privati, che è un centro culturale attivo quasi 24 ore al giorno, con tante sinergie legate all’associazionismo, un luogo capace di intercettare stimoli. Ma l’incertezza finanziaria penalizza la visione a lungo termine dei musei. La sicurezza del budget è il primo elemento della progettazione».


«Eureka è la prima fiera in Italia che mette in relazione le ICC e crea opportunità di incontro, confronto e business – ha sottolineato Elena Mengotti -. Le tappe del Roadshow sono occasioni importanti per cogliere spunti e affrontare temi che a Pordenone, il 5 e 6 novembre prossimi, verranno ulteriormente approfonditi e troveranno risposta nel corso del convegno e negli stand degli espositori della due giorni FVG».

Fabrizio Del Bimbo 

martedì 19 maggio 2026

Intelligenza artificiale, oltre 400 studenti dell’Università di Firenze si sfidano in un hackathon

 



Conclusione del Progetto Alma-DEH sulla didattica innovativa


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Oltre 400 studentesse e studenti dell’Università di Firenze hanno partecipato oggi, al Palazzo degli Affari, a un grande hackathon con lo scopo di creare, servendosi dell’IA, una campagna di comunicazione volta a promuovere l’uso critico dell’intelligenza artificiale presso i propri colleghi.


 


La competizione, dal titolo “Studiare con l’IA. Dalle scorciatoie all’uso critico”, ha costituito l’evento finale del progetto Alma-DEH (Advanced Learning Multimedia Alliance for Inclusive Academic Innovation, Digital Education Hub), iniziativa nazionale finanziata dal programma Next Generation EU nell’ambito del PNRR [Missione 4, Componente 1, Investimento 3.4 “Didattica e competenze universitarie avanzate” Sub-Investimento Digital Education Hubs (DEH)].


 


Il progetto ha coinvolto, insieme all’Ateneo fiorentino, altre 12 università italiane e un’accademia di Alta Formazione Musicale (AFAM), unite in un progetto ambizioso: realizzare un Digital Education Hub che renda accessibile a tutti la formazione di alta qualità.


 


La due giorni, dal titolo “Il Futuro entra in Aula”, aveva preso avvio ieri alla presenza della rettrice Alessandra Petrucci, con il convegno “Intelligenza artificiale all’università: esperienze e prospettive del progetto Alma-DEH” dedicato all’approfondimento delle tematiche affrontate durante il progetto.


 


Oggi, dopo i saluti della prorettrice alla didattica Ersilia Menesini e della delegata all’innovazione didattica e responsabile scientifica Alma-DEH/Unifi Maria Ranieri, ha aperto le attività il talk ispirazionale tenuto da Silvia Benevenuta, formatrice IA e divulgatrice scientifica. A seguire si è tenuto l’hackathon, proseguito fino al pomeriggio.


 


I risultati del progetto. La due giorni di eventi è anche l’occasione per presentare i risultati delle attività condotte dall’Università di Firenze all’interno del progetto Alm@-DEH e che finora hanno prodotto, a vario titolo, oltre 7mila iscrizioni, dentro e fuori la comunità universitaria. Tra i principali, il ricco catalogo di corsi online ad accesso libero e gratuito disponibili per tutti i cittadini e le cittadine sulla piattaforma Ipazia: 14 webinar sui temi dell’intelligenza artificiale e della didattica innovativa, fruibili in diretta oppure on demand; 11 Massive Open Online Courses (MOOC) e 8 mini-MOOC su argomenti relativi alle cinque aree scientifico-disciplinari (biomedica, scientifica, delle scienze sociali, tecnologica, umanistica e della formazione), accessibili a studenti, cittadini e professionisti.


 


Una speciale sezione di Ipazia è dedicata alla Formazione per la Digital Education ed è pensata per tutti coloro che si occupano di didattica, mentre “Digital Champions” è il ciclo di webinar che permette la condivisione di esperienze, metodologie e strumenti digitali applicati a diverse discipline e materie.


 


“Il progetto Alma-DEH – ha dichiarato la rettrice Alessandra Petrucci – ha rappresentato una straordinaria opportunità per l’Università di Firenze di accelerare su una serie di iniziative, progetti e riflessioni che da tempo erano già state avviate sui temi della didattica digitale, dell’uso consapevole dell’intelligenza artificiale e della diffusione della formazione di alta qualità a tutti i cittadini, in forma libera e gratuita”.


 


Il MOOC sull’IA. Durante l’evento Maria Ranieri ha presentato uno dei prodotti del progetto: il MOOC, fruibile liberamente da tutti, dal titolo Percorsi di alfabetizzazione critica sull’Intelligenza Artificiale. Attraverso il contributo interdisciplinare di esperti il corso mira a educare gli utenti sui rischi della delega cognitiva e sull’importanza di un uso responsabile di strumenti come i chatbot. “L’obiettivo – ha commentato Maria Ranieri - è spiegare, in termini accessibili a tutti, la complessità dell’impatto che l’intelligenza artificiale sta avendo sul nostro modo di lavorare e, in generale, sulla società. Oggi è necessario essere consapevoli che le risposte dell’IA generativa possono riflettere pregiudizi e bias contenuti nei dati. Non è solo un problema tecnico: per creare una cultura dell’intelligenza artificiale serve una riflessione non solo su come la macchina funzioni, ma sulle conseguenze etiche, sociali e giuridiche del suo utilizzo”.



Fabrizio Del Bimbo 

lunedì 18 maggio 2026

Dal 22 maggio al 7 giugno va in scena in tutta Italia la terza edizione di “Dams and Reservoirs Day”: eventi territoriali mirati ad avvicinare il pubblico al mondo delle dighe

 ITCOLD - Comitato Nazionale Italiano per le Grandi Dighe


 


Dal 22 maggio al 7 giugno va in scena in tutta Italia la terza edizione di “Dams and Reservoirs Day”: eventi territoriali mirati ad avvicinare il pubblico al mondo delle dighe


 


Giunge alla terza edizione, dopo il successo crescente delle precedenti – nel 2025 parteciparono complessivamente oltre tremila persone - la manifestazione “Dams and Reservoirs Day” organizzata da ITCOLD, il Comitato Nazionale Italiano per le Grandi Dighe.


 


Nell’arco di una ventina di giorni (fra il 22 maggio e il 7 giugno) è in programma una articolata serie di eventi che coinvolgeranno dighe e impianti in dieci regioni italiane, con la fondamentale collaborazione dei vari soggetti gestori dei singoli impianti. Si tratterà di volta in volta di iniziative di vario genere: visite tecniche a dighe, invasi e impianti; giornate di studio e approfondimento; seminari e open days presso università; iniziative di carattere sportivo e culturale nelle aree prossime alle dighe.


 


L’obiettivo dell’evento è quello di favorire una più ampia informazione e comunicazione sulla funzione delle dighe, in particolare verso le giovani generazioni: un tema che riguarda milioni di italiani e che abbina aspetti di natura ambientale, economica, energetica e di sicurezza e che sta assumendo in questi ultimi anni sempre più rilevanza strategica per contrastare gli effetti del cambiamento climatico, della transizione energetica e per affrontare le sfide del programma d’azione globale dell’Agenda 2030. 


La manifestazione si svolge in totale sinergia con analoghi eventi promossi in diversi Paesi europei da EURCOLD (di cui ITCOLD è membro fondatore), l’organizzazione europea di ICOLD, la Commissione Internazionale delle Grandi Dighe alla quale aderiscono oltre 100 Paesi nel mondo.


 


 


ITCOLD, Comitato Nazionale Italiano per le Grandi Dighe, è un’associazione culturale e scientifica che si propone di promuovere lo studio delle tematiche connesse con le dighe, dalla realizzazione alla loro valorizzazione. 


Al comitato sono associati sia i principali operatori del settore, che rappresentano oltre 300 delle circa 500 grandi dighe del territorio italiano, sia realtà diverse: pubbliche amministrazioni, mondo accademico e della ricerca, liberi professionisti. Il Comitato partecipa alla Commissione Internazionale per le Grandi Dighe (ICOLD-CIGB), organismo creato nel 1928. 


Il programma completo degli eventi (in allegato) è consultabile al link https://dam-day.itcold.it/

Fabrizio Del Bimbo 

martedì 12 maggio 2026

Dalla Fondazione Guuseppe Olmo elogio della misura a tavola

 


Ad Artimino medici e ricercatori a confronto su Dieta Mediterranea, salute e vino





 Il consumo moderato di vino non può essere interpretato secondo categorie assolute di "bene" o "male", ma deve essere letto attraverso il bilanciamento tra benefici e rischi. Su questa linea guida hanno concordato gli esperti nel campo della nutrizione, dell'epidemiologia, della medicina e delle scienze sociali riuniti nei giorni scorsi presso la Villa Medicea La Ferdinanda di Artimino per la giornata di studio "Elogio della misura. Verità scientifiche per difendere il modello mediterraneo", promossa dalla Fondazione Giuseppe Olmo Ets.


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 Ad aprire i lavori è stata la presidente della Fondazione Giuseppe Olmo, Annabella Pascale, che ha ribadito il valore culturale e scientifico dell'iniziativa: "La misura rappresenta oggi una chiave fondamentale per interpretare la complessità del presente. Crediamo sia necessario riportare il dibattito pubblico su basi scientifiche solide, senza semplificazioni ideologiche." 


Organizzata dal Prof. Fulvio Mattivi in collaborazione con il Prof. Attilio Scienza, la giornata ha posto al centro il progressivo allontanamento dal modello mediterraneo, la crescita dei cibi ultra-processati e il ruolo della cultura alimentare nella prevenzione delle malattie croniche.


 Secondo la Prof.ssa Licia Iacoviello "le disuguaglianze sociali stanno progressivamente trasformando la Dieta Mediterranea da patrimonio condiviso e popolare a comportamento selettivo, più diffuso tra i gruppi socialmente avvantaggiati".

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 Giovanni de Gaetano, tra le figure di riferimento della ricerca cardiovascolare internazionale, ha affrontato il tema del rapporto tra vino e salute, invitando a superare approcci ideologici e letture semplificate. "Il vino non cura le malattie cardiovascolari, ma è associato statisticamente a una riduzione del loro rischio, così come non causa il cancro, ma è associato ad un rischio aumentato di alcuni tumori. Esiste una finestra di beneficio associata al consumo di dosi moderate, ben distinta dagli effetti dannosi del consumo che si evidenziano in corrispondenza di dosi crescenti." Inoltre il ricercatore ha richiamato anche il valore storico e culturale del vino nella civiltà mediterranea:"Sono almeno 3.000 anni che la cultura mediterranea, raccontata nell'Odissea di Omero, ha distinto l'uso moderato, consapevole e culturale del vino dal suo uso irregolare ed eccessivo. Ulisse e Polifemo rappresentano ancora oggi, in modo esemplare, gli effetti salva-vita e quelli gravemente dannosi della stessa sostanza."




Fulvio Ursini, professore emerito di Chimica Biologica all'Università di Padova, ha messo in guardia rispetto alla crescente tendenza culturale e politica verso l'idea del "rischio zero", ricordando come la salute derivi invece da un equilibrio dinamico: "La salute non è il risultato dell'eliminazione di ogni rischio, ma dell'equilibrio tra stimoli, limiti e capacità di adattamento." 

  

Fabrizio Del Bimbo 

Successo per Cosmofarma 2026

 



La 29ª edizione di Cosmofarma Exhibition, svoltasi a BolognaFiere dall'8 al 10 maggio 2026, si è conclusa confermandosi come l'evento leader per il settore farmaceutico, focalizzandosi sul tema "Regeneration/NewGeneration". 


 L'edizione ha esplorato il passaggio generazionale, l'innovazione tecnologica e la sostenibilità, con un focus particolare sul ruolo evolutivo della farmacia e del farmacista.


È stato lanciato "HUB AI", il primo spazio interamente dedicato all'intelligenza artificiale nel settore farmaceutico, per portare l'innovazione digitale nella pratica quotidiana.


 È stata confermata la trasformazione della farmacia in un "hub di benessere" globale, dove la cosmetica si evolve in strumento di espressione identitaria.


Cosmofarma Awards 2026: tra i premiati della XI edizione, il titolo di "Farmacista Social" è stato assegnato ad Amelia Augusta Maria Biagi, mentre Federica Bona è stata nominata Farmacista dell'anno.


L'evento ha registrato una grande partecipazione, sottolineando la centralità del farmacista come punto di riferimento sanitario. 


La manifestazione ha offerto un programma ricco di convegni e aree tematiche, tra cui la "RE/NEW SQUARE", dedicata a tecnologie, sostenibilità e nuovi servizi farmaceutici. 


Fabrizio Del Bimbo 

venerdì 1 maggio 2026

La pizzeria Bellagrò di Firenze ha presentato le sue novità

È aperta da poco tempo ma ha già riscosso un notevole successo. Sto parlando di Bellagrò, la pizzeria nata nel cuore di Gavinana. Ma chi l'ha fondata non si ferma certo qui e si sta già aprendo un nuovo capitolo con nuovi  impasti, nuovo team, nuova direzione. Al centro, la Pizza Toscana: una proposta originale che nasce da un percorso di ricerca condiviso tra agricoltura, formazione e ristorazione.

Non è alta come la napoletana, né sottile come la fiorentina, né croccante come la romana. La Pizza Toscana ha una sua consistenza e una identità definita. Pensata per essere condivisa, servita a spicchi e accompagnata da piatti in mezza porzione, invita alla varietà e alla scoperta.

Una squadra di soci e professionisti, uniti dalla volontà di innovare sta proponendo questo nuovo corso per adattarsi alle esigenze e ai gusti della sua clientela che si fa sempre più numerosa. 

Pasquale Caprarella,  fondatore del progetto, ha assunto la responsabilità della direzione gastronomica e strategica. Insieme al team di sala, cura l’accoglienza e l’identità del format, con un’impronta precisa e una forte attenzione alla qualità dell’esperienza.


Carlo Triarico, presidente dell’Associazione per l’Agricoltura Biodinamica (APAB) e membro del Comitato Permanente Ricerca in Agricoltura Biologica e Biodinamica del Ministero dell’Agricoltura, collabora con Bellagrò, proponendo la visione culturale di una cucina agricola, sostenibile e connessa al territorio.

Attraverso questo dialogo si è sviluppata la sinergia con APAB – ente di formazione professionale accreditato – e con l’Università di Firenze, da cui nasce il progetto di ricerca sull’impasto e sulla qualità degli ingredienti.

Il risultato è una proposta coerente con i valori della biodiversità alimentare e della stagionalità, portata avanti da un gruppo di pizzaioli formati lungo questo percorso. Ogni pizza nasce da un impasto sviluppato con metodo, rispettoso dei tempi della natura, a base di farine biologiche macinate a pietra, lievito madre, verdure bioattive e salumi artigianali.

I fornitori, tutti affini alla filosofia di Bellagrò, completano la filiera: dall’Orto Bioattivo di Andrea Battiata al Mulino Le Pietre, da Poggio di Camporbiano a Lunica del Mugello, fino a realtà come Tonno Adelfio, Tito Speck e Brisval.

Secondo Carlo Triarico sarebbe necessario portare i contadini nei ristoranti, nelle mense, negli ospedali e nelle scuole per fare alta qualità nella ristorazione.

Bellagrò ha ottenuto due spicchi nella guida "Pizzerie d’Italia" del Gambero Rosso ed è stata selezionata da Identità Golose e inserita tra le preferenze degli utenti TripAdvisor (Travelers’ Choice 2025).

Ciò significa che Bellagrò è stata capace di farsi notare in una piazza matura come quella di Firenze.

Il giardino di Bellagrò offre uno spazio raccolto e immerso nel verde, tra la palma e le yucche, pensato per vivere la convivialità all’aperto in ogni stagione.


Consigli per la scelta dei piatti e delle bevande: un calice di vino bianco siciliano accompagna in maniera eccellente un antipasto di ottimi gamberetti in cocktail. Tra le numerose pizze Armonia e Contrasto è veramente molto gustosa. 



Bellagrò | Pizzeria & Cucina

Piazza Ravenna, 10-11 – Firenze

WhatsApp +39 338 715 0732

Tel. 055 685802


Fabrizio Del Bimbo 

giovedì 30 aprile 2026

Moldes a Cosmofarma 2026 con un nuovo brand

 



Moldes al Cosmofarma 2026: longevità, innovazione e il nuovo volto del brand, sviluppato con Nuly & Nuly Pubblicità


Da domani al via una importante campagna televisiva


Moldes, azienda con oltre 40 anni di esperienza nella ricerca e produzione di integratori, sarà protagonista a Cosmofarma 2026 a Bologna con un’importante evoluzione strategica, tra innovazione di prodotto e il lancio della nuova identità del marchio.


Al centro della presentazione, distribuita nei circuiti farmaceutici, sia on-line che fisici, la nuova gamma di prodotti, a marchio Net Integratori Farmacia, pensata per un target over 55, orientata alla longevità, al benessere attivo e alla prevenzione. Una gamma sviluppata su basi scientifiche, che interpreta le nuove esigenze di una popolazione sempre più attenta alla qualità della vita nel lungo periodo.


Accanto a questa, verranno presentate le evoluzioni delle linee Net Integratori e Inner, fortemente legate al mondo dello sport professionale e amatoriale, consolidando il posizionamento dell’azienda tra performance e benessere fisico.


Il 2026 segna anche il lancio ufficiale del nuovo marchio Moldes, sviluppato con Nuly & Nuly Pubblicità. Il cambiamento introduce un’identità più contemporanea, leggibile e riconoscibile, progettata per rafforzare il posizionamento della casa madre presso un pubblico più ampio. Il nuovo segno grafico integra uno stiloma distintivo e un glifo dinamico, ispirato alla ricerca scientifica: una composizione di elementi in espansione che richiama visivamente l’evoluzione continua delle formulazioni e l’innovazione proprietaria.


Tutti i prodotti Moldes sono sviluppati e realizzati internamente e identificati dal marchio M.O.M. – Miscela Originale Moldes, garanzia di qualità, ricerca e controllo produttivo.


A supporto del riposizionamento del marchio l’azienda ha investito in comunicazione con la produzione di un film istituzionale, “Benvenuti in Moldes”, volto a raccontare persone, struttura, ricerca e visione, e di uno spot TV nazionale in onda sulle reti di Sky Italia TV8, Cielo e Sky Sport dal 1° al 9 maggio, con un investimento, a listino, superiore a 800.000 euro dedicato alla promozione dei valori e dello spirito dei prodotti Net Integratori.


Questa nuova fase sarà rappresentata all’interno di un grande stand immersivo, sintesi fisica dell’identità Moldes.


Cosmofarma 2026

8 – 10 maggio 2026

Padiglione 26 – Stand A43/B44

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Moldes ricerca, sviluppa e produce al 100% integratori naturali grazie a un qualificato staff di una quarantina di persone composto da biologi nutrizionisti, tecnologi alimentari, consulenti scientifici e preparatori atletici. Produce miscele esclusive, proteiche ed aminoacidiche, formulate attraverso meticolose metodiche di lavorazione e macchinari di avanzata tecnologia produttiva. 



Fondata da Felice Molinari nel 1984 e tuttora gestita a livello familiare, l’azienda produce oggi circa 400 mila pezzi all’anno, con l’obiettivo di raggiungere i 500 mila nel 2027.


La Proposta di Valore di Moldes recita: "l'unica azienda Italiana che ricerca sviluppa e produce integratori alimentari di origine naturale pensati per gli atleti ma idonei per tutti”. 


Fabrizio Del Bimbo 



mercoledì 29 aprile 2026

A Firenze, Che bella Giornata!

 




Il 27 aprile scorso WinesCritic.com ha vissuto una bellissima giornata con la ..Grande bellezza.

Un successo invocato ed atteso, un evento archiviato e tanta soddisfazione per il duro lavoro svolto in questi mesi.

Crescono del 20% le presenze a La Grande Bellezza Firenze 

ed aumenta il tempo di permanenza degli operatori del settore nella splendido Salone delle Feste al Tivoli Palazzo Gaddi. 

L'event Manager dell'Hotel a 5 Stelle, Veronica Petrone non ha rivali e sotto la sua direzione la conduzione è stata a dir poco perfetta. 



Una piccola squadra ha gestito ed archiviato nel migliore dei modi la manifestazione che ha visto un passaggio di poco meno di 140 operatori del settore nelle 4 ore di tasting.


Grandi nomi della sommellerie italiana, enoteche e ristoranti tra i più raffinati in città. Tanti giornalisti a supporto che  hanno aiutato nella promozione e nella comunicazione dell'evento.

Una piccola visione ed un progetto che si concretizzano e raggiungono il punto più alto mai raggiunto finora su questa piazza. 

Premiati nei contest con una bottiglia di vino Nèmesi IGT Toscana 2021, 


Nicoletta Curradi per la sua perseveranza nella creazione di contenuti e la sua attenzione riservata all'evento.


Vince lo scatto migliore, Milko Chilleri in arte sui social milko.chilleri per la creazione di un post che ha sintetizzato nel migliore dei modi la giornata al Tivoli Palazzo Gaddi.


Fabrizio Del Bimbo 

Motore Sanità, a Firenze un incontro sullei malattie rare

 





La Toscana ospita il terzo di cinque incontri regionali in programma in questi mesi, con l’obiettivo di raccogliere i bisogni dei pazienti con malattia IgG4-correlata e trasformare le criticità territoriali in proposte operative condivise.


IgG4-RD: identificate le ‘red flags’ per ridurre i ritardi diagnostici della ‘grande imitatrice’


Arriva in Toscana il percorso di consapevolezza per migliorare diagnosi e presa in carico di una malattia rara e sistemica



 È una malattia rara, spesso sottovalutata e non di rado scambiata per un tumore o per altre patologie infiammatorie. Per la sua capacità di assumere manifestazioni cliniche molto diverse viene definita la “grande imitatrice”. Si chiama malattia IgG4-correlata (IgG4-RD) ed è una patologia fibro-infiammatoria cronica immuno-mediata che può colpire contemporaneamente più organi – tra cui pancreas, fegato, vie biliari, reni, ghiandole salivari, orbite oculari, meningi, retroperitoneo e tiroide – generando quadri clinici eterogenei che rendono il percorso diagnostico complesso e spesso tardivo. Con un’incidenza stimata tra 0,26 e 1,08 casi ogni 100.000 abitanti l’anno, la IgG4-RD interessa prevalentemente persone tra i 50 e i 70 anni, con una maggiore frequenza nel sesso maschile. Il ritardo nella diagnosi può comportare danni d’organo progressivi e complicanze significative.


Proprio per ridurre questi ritardi, una task force di esperti ha individuato cinque “red flags” che possono aiutare i medici a sospettare precocemente la malattia:


rigonfiamento di uno o più organi;

coinvolgimento del pancreas e delle vie biliari;

aumento dei livelli sierici di IgG4;

presenza di infiltrati di cellule IgG4+ nelle biopsie;

flebite obliterante nei tessuti coinvolti.


Questi elementi rappresentano oggi un passo avanti concreto verso una diagnosi più tempestiva. 


Con l’obiettivo di accrescere la consapevolezza sulla malattia, rafforzare e uniformare i percorsi assistenziali, favorire il riconoscimento di un codice di patologia dedicato e valutare la creazione di un registro nazionale, Motore Sanità ha organizzato, con il contributo incondizionato di Amgen, il percorso: “IgG4-RD, conoscere per agire. Da patologia complessa e sconosciuta a patologia diagnosticata e presa in carico rapidamente – Regione Toscana”.


Queste le parole di Augusto Vaglio, Professore Associato Nefrologia Università degli Studi di Firenze, Dirigente Medico Nefrologia e Dialisi- Centro Malattie Renali Immuno-mediate AOU Meyer, ERN ReCONNET “La terapia della malattia IgG4-correlata ha visto negli ultimi anni il consolidarsi di approcci terapeutici tradizionali e l'affermarsi di nuove terapie che possono realmente modificare la storia naturale della malattia. I pazienti si trovano quindi di fronte ad una nuova era terapeutica. L'aumentata consapevolezza delle complicanze e della prognosi della malattia portano inoltre ad una gestione più ragionata ed integrata”.


L’incontro toscano, dopo quelli già tenuti in Lombardia e Veneto, è il terzo di cinque appuntamenti regionali in programma in questi mesi con l’obiettivo di raccogliere i bisogni emergenti dai territori e proporre soluzioni operative condivise.

Fabrizio Del Bimbo 

martedì 28 aprile 2026

Presentata la Chianti Lovers Week

 





Chianti Lovers Week, da Firenze a Siena, da Prato a Montespertoli, da Pistoia e Arezzo: dal 3 al 9 maggio il vino diventa un’esperienza itinerante

Degustazioni, concerti, visite al museo e passeggiate per la seconda edizione della manifestazione organizzata dal Consorzio Vino Chianti. Il presidente Busi: “Non eventi per addetti ai lavori, ma una festa aperta a tutti i Chianti Lovers”

 

 

Il vino diventa un’esperienza itinerante e aperta a tutti in occasione della Chianti Lovers Week, la manifestazione firmata dal Consorzio Vino Chianti che, alla sua seconda edizione, animerà la Toscana dal 3 al 9 maggio con un calendario diffuso di eventi tra piazze, enoteche, locali e luoghi del vivere quotidiano.

 

Sotto la regia del Consorzio Vino Chianti, l’iniziativa nasce dalla collaborazione tra le sottozone del Chianti e le organizzazioni del territorio, coinvolgendo produttori, ristoratori ed enoteche in un progetto condiviso. Da Firenze a Prato, da Siena a Montespertoli, passando per Pistoia e Arezzo, la settimana propone degustazioni, aperitivi, trekking nei vigneti e visite guidate, con l’obiettivo di raccontare in modo innovativo uno dei vini più iconici d’Italia.

 

“Con la Chianti Lovers Week portiamo avanti un progetto che, alla sua seconda edizione, nasce dall’intuizione di dare continuità all’Anteprima aprendoci ai territori – dice Giovanni Busi, presidente del Consorzio Vino Chianti –. La scelta che abbiamo fatto è quella di andare incontro ai Chianti Lovers e ha già registrato lo scorso anno un grande successo”.

 

A Montespertoli l’appuntamento è domenica 3 maggio in Piazza del Popolo. Dalle 16.30 alle 21.30 sono previste: una degustazione libera con i viticoltori del territorio, una masterclass con il critico culinario Leonardo Romanelli dedicata alla mappa dei vigneti di Enogea, e cena a base di pizza, il tutto organizzato da Chianti Montespertoli.

 

Vino e musica sono al centro degli eventi in provincia di Firenze. Il 7 maggio sarà “Un giovedì da leoni” alle Serre Torrigiani, dove dalle 18.00 alle 22.30 la musica della Chianti Mood Big Band accompagnerà una degustazione con i diversi volti dei vini del Consorzio Chianti Colli Fiorentini accompagnati da una selezione di finger food. Sabato 9 maggio sarà il Consorzio Chianti Rufina a prendersi la scena al Conventino, con un banco di assaggio che sarà presente dalle 12.00 alle 19.00, per un pomeriggio dedicato al vino in cui sono previsti dj set, degustazioni e approfondimenti.

 

A Pistoia la Chianti Week arriverà martedì 5 maggio, nelle sale del Ristorante Rosso Veneziano Bistrot, con cena gourmet e degustazioni di vini dell’Azienda Agricola Ludus a partire dalle 20.30, per un viaggio di sapori tra mare e vini del territorio.

 

L’Azienda Agricola Ludus sarà protagonista anche a Prato, dove mercoledì 6 maggio a partire dalle 18.30 è previsto un aperitivo a Bottega Prato con degustazione dei vini dell’azienda per celebrare una partnership storica nel cuore della Chianti Lovers Week. Il Circo della Luna è invece il luogo previsto per la serata di giovedì 7 maggio, che dalle 20.30 celebrerà l’arte bianca di Riccardo Ranfagni, reduce dal Campionato Mondiale della Pizza di Las Vegas. Le sue creazioni saranno accompagnate da una selezione di Divino Tartufo e dai vini di Agricola Ludus.

 

Le eccellenze dei colli senesi saranno protagoniste a Siena, dove tra il 7 e il 9 maggio è previsto un press tour riservato agli operatori del settore: tre giorni tra accoglienza, visite in cantina e masterclass. Sabato 9 maggio a partire dalle 17 nei locali dell’Azienda San Gregorio ci saranno i banchi di assaggio aperti al pubblico per scoprire le eccellenze del Chianti attraverso un’esperienza immersiva tra vino e territorio.

 

Arte, cultura e degustazioni sono al centro dell’evento Chianti Week previsto ad Arezzo: per sabato 9 maggio è prevista una giornata dedicata alla scoperta del Museo Fraternita dei Laici e dei vini del territorio, con la “Chianti Arezzo Art Experience”. Dalle 15.00 alle 21.00 ci saranno degustazioni con i produttori, visite al Museo e percorsi guidati tra le sale storiche, al cui interno saranno presenti i produttori dei vini del territorio. Un viaggio tra cultura, territorio e grandi vini del Chianti.

Fabrizio Del Bimbo 

lunedì 27 aprile 2026

Costa Crociere presenta il giro del mondo 2028

Dal Capodanno a Los Angeles alle notti stellate dell’emisfero sud,

un viaggio straordinario di 139 giorni attraverso cinque continenti, tra grandi metropoli, isole da sogno e natura estrema.




 Costa Crociere svela il nuovo Giro del Mondo 2028, un viaggio epico di 139 giorni, che attraversa 5 continenti e 3 oceani, con soste prolungate nelle città più iconiche del mondo, per chi desidera esplorare il pianeta senza fretta e in modo autentico. Un’esperienza di meraviglia continua, in cui ogni tappa apre un nuovo punto di vista e ogni giorno diventa parte di un racconto in continua evoluzione.


In partenza da Savona il 25 novembre 2027, Costa Deliziosa accompagnerà gli ospiti alla scoperta di un itinerario straordinario che tocca 51 destinazioni in 29 Paesi, incluse 21 isole, pensato per emozionare gli esploratori moderni e offrire un’esperienza completa, tra grandi metropoli, natura incontaminata, culture millenarie e approdi remoti tra i più affascinanti del pianeta.


Oltre all’itinerario completo di 139 giorni da Savona, è possibile usufruire anche di una ulteriore opportunità di prenotazione per la crociera di 100 Giorni con imbarco a San Francisco, raggiungibile con voli dai principali aeroporti e che include quindi le destinazioni tra Oceania, Asia e Africa fino al termine della crociera a Savona l’11 aprile 2028.


“Con il Giro del Mondo 2028 Costa Crociere propone un’esperienza di viaggio davvero straordinaria, con un’offerta pensata per chi desidera esplorare il mondo senza fretta. Un itinerario di 139 giorni che attraversa cinque continenti e tre oceani, con soste prolungate, overland esclusivi e momenti iconici come il Capodanno a Los Angeles e l’accesso a Celebration Key, isola privata alle Bahamas aperta per la prima volta agli ospiti Costa. È una proposta che unisce emozione, profondità e qualità, e che riflette la nostra capacità di creare viaggi riconoscibili e di grande valore, dedicati a esploratori del mondo e viaggiatori che vogliono assaporare ogni destinazione in modo autentico.” ha dichiarato Luigi Stefanelli, Vice President Worldwide Sales di Costa Crociere.


Dopo aver lasciato il Mediterraneo, in Nord America, il viaggio prende forma tra le icone delle East e West Coast, con soste prolungate a New York e Los Angeles, fino a uno spettacolare Capodanno sulla costa californiana. Un percorso che può essere ulteriormente arricchito da esperienze esclusive, come il tour del Grand Canyon in elicottero. Tra le grandi novità dell’edizione 2028, un’esperienza di totale evasione a Celebration Key, la nuova isola privata alle Bahamas, che apre per la prima volta agli ospiti Costa: una perla tropicale dove la sabbia chiarissima incontra un mare che sfuma in infinite tonalità di turchese, tra beach club riservati, acque cristalline e angoli di natura incontaminata.


Dal sole dei Caraibi la rotta si apre verso l’immensità del Pacifico, dove il viaggio trova alcune delle sue tappe più memorabili. Le Hawaii accolgono con paesaggi scolpiti dal fuoco: a Hilo, la natura domina con crateri, tunnel di lava e cascate che irrompono dalla giungla; a Honolulu, l’energia di Waikiki e la cultura polinesiana si fondono in un’atmosfera magnetica, capace di conquistare al primo sguardo.


L’itinerario prosegue nell’Oceania più autentica, con le atmosfere esotiche delle Fiji, dove Suva racconta tradizioni ancestrali e natura rigogliosa, e delle Samoa, con Apia, tra piscine naturali scavate nella roccia vulcanica, spiagge dorate e l’essenza più pura della cultura polinesiana. Il viaggio continua in Nuova Zelanda, che si svela come un grande set naturale fatto di fiordi, coste frastagliate e colline ondulate, regala alcune delle tappe più spettacolari del viaggio: da Tauranga ad Auckland, fino alla suggestiva Bay of Islands, con oltre cento isolette verde smeraldo punteggiano il mare creando uno scenario di rara bellezza. Il viaggio tocca poi l’Australia, con Melbourne, capitale creativa e multiculturale e Sydney, con una sosta di due giorni, offrendo il piacere di vivere la città e svegliarsi davanti all’iconico profilo dell’Opera House.


L’Asia segna un cambio netto di atmosfera. Il Giappone è protagonista con Tokyo, dove la nave si ferma due giorni, e sorprende con il suo equilibrio perfetto tra avanguardia e tradizione: templi silenziosi, quartieri futuristici e giardini nascosti che convivono in perfetta armonia. Dopo altre tappe giapponesi e in Corea del Sud, si arriva a Hong-Kong punto di passaggio chiave del viaggio che continua in Sudest Asiatico, con tappe come Langkawi, in Malesia, arcipelago lussureggiante di foreste pluviali, mangrovie e panorami sospesi tra mare e montagne e le spiagge luminose di Phuket, in Thailandia, tra scogliere scolpite e acque cristalline.


Si prosegue nel blu intenso dell’Oceano Indiano, con lo Sri Lanka, tra antichi templi, piantagioni di tè e una cultura millenaria; le Maldive, con acque di incredibile trasparenza e Mauritius, tra montagne verde smeraldo e cultura creola. La nave poi costeggia l’Africa australe, tra il carattere vibrante di Durban, la natura sconfinata di Port Elizabeth e la maestosità di Cape Town, dominata dalla Table Mountain.


Dopo la Namibia, con la spettacolare laguna di Walvis Bay e i suoi fenicotteri rosa, scenario di uno degli incontri più sorprendenti tra terra e acqua al mondo, e Capo Verde la nave rientra in Europa, passando dalle Canarie, Barcellona e Marsiglia, fino a Savona, dove tutto è iniziato.


A rendere il Giro del Mondo 2028 ancora più unico è una selezione di overland di più giorni, pensati per entrare davvero nel cuore delle destinazioni: dal Capodanno a Los Angeles con sorvolo del Grand Canyon, ai paesaggi cinematografici della Nuova Zelanda vissuti tra cultura Māori e natura primordiale; dai templi di Kyoto e i rituali tradizionali giapponesi, fino a un’immersione profonda nell’Africa australe, attraversata in un viaggio di cinque giorni tra storia, natura e grandi orizzonti.


Costa Deliziosa accoglie gli ospiti in un’atmosfera di eleganza e comfort, grazie ai raffinati arredi in vetro di Murano, ai ponti all’aperto dai nomi floreali e alle cabine luminose e curate nei dettagli. Il romantico Sunset Bar, affacciato sul mare, diventa il luogo ideale per un aperitivo al tramonto, mentre ogni ambiente della nave è pensato per trasformare il tempo trascorso a bordo in un piacere autentico. L’esperienza continua con un intrattenimento coinvolgente, tra spettacoli, musica dal vivo e serate a tema sempre diverse. L’offerta gastronomica, ricca e varia, spazia dai ristoranti tematici alle proposte gourmet, fino ai bar dedicati ai momenti di relax, invitando ogni giorno a esplorare nuovi sapori e a vivere un viaggio nel gusto che accompagna quello intorno al mondo.


 


Le prenotazioni per il Giro del Mondo 2028 a bordo di Costa Deliziosa sono ora disponibili presso tutte le agenzie di viaggio e sul sito ufficiale di Costa Crociere www.costacrociere.it. Una nuova opportunità per gli appassionati che si affianca all’edizione 2027 in partenza il 25 novembre 2026 da Savona, per la quale è ancora possibile prenotare le ultime cabine disponibili.



Nicoletta Curradi

Fabrizio Del Bmbo

giovedì 23 aprile 2026

La 199ª Corsa dell'Arno all'ippodromo Visarno-Cesare Meli incontra storiamoda e tradizione.

 

Sabato 25 aprile, in occasione della 199^ Corsa dell’Arno, all’Ippodromo del Visarno “Cesare Meli” va in scena l’undicesima edizione del concorso che unisce moda, creatività e beneficenza


Corse al galoppo, hospitality curata da Colle Bereto, tante attività collaterali per famiglie e il concorso “Il cappello più bello per Corri la Vita”




 La storia corre verso il bicentenario. Firenze sta per vivere la sua 199^ Corsa dell’Arno, la competizione al galoppo più antica d’Italia e una delle manifestazioni ippiche più rappresentative del panorama nazionale, simbolo di tradizione e passione sportiva. Tutto pronto all’Ippodromo del Visarno-Cesare Meli, dove dalle 13:30 di sabato 25 aprile sarà possibile prendere parte a uno degli eventi più attesi di questa primavera.

La giornata è presentata questa mattina da Carlo Meli, amministratore della Sanfelice Srl; Cosimo Guccione, presidente del Consiglio Comunale di Firenze; Franco Frasconi, presidente del Consorzio Il Cappello di Firenze; Rosaria Frescobaldi, socia fondatrice dell’Associazione Corri la Vita Onlus.

Il programma sportivo prevede sette corse in calendario. La Corsa dell’Arno, momento centrale della giornata che sarà preceduto dalla sfilata delle autorità, è in programma alle 18:30; il vincitore alzerà la coppa creata appositamente da Cassetti Gioielli e i doni preparati da Angela Caputi, Cadis e Castello di Gabbiano.

Tra gli altri premi spicca la Listed Race “Natale di Roma”, che riporta la pista di Firenze sulla scena delle classiche corse internazionali, il Premio MASAF che sottolinea la presenza delle istituzioni ippiche e il Trofeo Consorzio Il cappello di Firenze, a testimonianza del legame tra ippica, istituzioni e tessuto economico locale.

La collaborazione con il Consorzio Il cappello di Firenze si rinnova non solo a livello sportivo, ma anche mondano e solidale. Come ormai da tradizione, infatti, nell’ambito della Corsa dell’Arno si terrà anche il concorso “Il cappello più bello per Corri la Vita”, volto a raccogliere fondi per l’associazione Corri la Vita, guidata da Eleonora Frescobaldi. L’associazione è impegnata ad aiutare le donne colpite da tumore al seno e a finanziare progetti per la prevenzione, la diagnosi precoce e la cura della malattia.

«La Corsa dell’Arno, o semplicemente l’Arno, è molto più di una corsa ippica: è un pezzo della storia di Firenze, un appuntamento che racconta identità, tradizione e visione futura – commenta Carlo Meli, amministratore della Sanfelice Srl – Visione futura che si concentra sul lato sportivo, ma non solo. Da sempre la nostra missione è quella di aprire l’ippodromo al grande pubblico, far conoscere anche a chi non è appassionato di ippica questo meraviglioso scrigno verde nel cuore di Firenze. La 199ª edizione rappresenta un momento particolarmente significativo anche in questo senso e ci proietta verso il grande traguardo dei 200 anni della Corsa».

«Questa è una corsa che è nella storia di Firenze, che è diventata negli ultimi anni sempre più un momento aperto a tutti, appassionati e non dagli adulti ai più piccoli e che – spiega il presidente del Consiglio comunale Cosimo Guccione – si tiene in uno scenario meraviglioso, ovvero l'ippodromo del Visarno Cesare Meli. Sarà anche una importante occasione di solidarietà per la raccolta fondi di Corri la Vita».

L’edizione 2026 della Corsa dell’Arno si presenta come al solito come una grande giornata di festa, che mira a portare all’ippodromo non solo gli appassionati, ma anche tutti coloro che intendano passare una giornata in un bellissimo spazio verde. Accanto alle corse, il pubblico potrà assistere a numerosi eventi: l’esibizione delle carrozze storiche, il Campionato Pony AGRI – Selezione Fieracavalli, la dimostrazione del Gruppo cinofilo Carabinieri e le carrozze degli Attacchi storici. Per i più piccoli tanto divertimento al villaggio dei gonfiabili e foto indimenticabili con i puledri. E tra un’attività e l’altra, non mancheranno i food truck per un ristoro dolce o salato.

Madrina della giornata sarà Miss Italia 2025, Katia Buchicchio, accompagnata da Miss Toscana, Miss Firenze e dal “tronista” toscano Flavio Ubirti 

L’intrattenimento accompagnerà l’intera giornata con DJ Set, musica live e momenti di animazione, che proseguiranno anche dopo le corse. Anche quest’anno a curare l’hospitality sarà The Lodge Club by Colle Bereto: DJ set by EOL Elements of Life + Filippo Totti; cocktail list esclusiva in un’area privé con vista privilegiata sulla pista. L’accesso è gratuito, ma è necessario iscriversi sul portale Eventbrite.

L’apertura dei cancelli è fissata per le 13:30 (biglietto di ingresso €5, gratuito per i bambini). Il concorso “Il cappello più bello per Corri la Vita”, invece, avrà inizio alle 16:00, sulla panoramica terrazza dell’ippodromo. Per partecipare è previsto un contributo minimo di €20, interamente devoluto a Corri la Vita (anche parte dell’incasso proveniente dai biglietti di ingresso all’ippodromo andrà alla onlus fiorentina).

In caso di pioggia, le attività saranno spostate all’interno.



Fabrizio Del Bimbo 

mercoledì 22 aprile 2026

A Firenze l'evento "Biotech future: competenze e opportunità nel settore. Le biotecnologie incontrano gli studenti"

 




Un appuntamento dedicato al mondo delle biotecnologie, che rappresenta un momento di incontro e confronto tra studenti e imprese, con l’obiettivo di raccontare il valore del biotech nel rispondere alle sfide della società contemporanea, in termini di salute e sviluppo sostenibile. Giunto alla sua quarta edizione – dopo le tappe di Roma, Milano e Napoli – il format offre uno spazio di dialogo diretto con professionisti del settore, per approfondire i temi della formazione e delle professioni del futuro in ambito biotech e biopharma, nonché le prospettive di crescita di un comparto sempre più strategico per lo sviluppo sostenibile.


I dati sono stati presentati durante l’evento fiorentino “Biotech Future – Competenze e opportunità nel settore”, giunto alla quarta edizione


Quasi 700 imprese, oltre 3,7 miliardi di euro di fatturato e circa 12.000 addetti: sono questi i numeri che raccontano la forza e il potenziale del biotech in Toscana, presentati oggi nel corso dell’evento “Biotech Future – Competenze e opportunità nel settore. Le biotecnologie incontrano gli studenti”, organizzato da Assobiotec-Federchimica in collaborazione con Fondazione VITA Istituto Tecnologico Superiore per le Nuove Tecnologie della Vita. L’iniziativa, inserita nel calendario della Giornata Nazionale del Made in Italy 2026, ha rappresentato un’importante occasione di confronto tra imprese, mondo della formazione e giovani, con l’obiettivo di raccontare il valore delle biotecnologie, le sfide legate alla salute e allo sviluppo sostenibile e le opportunità professionali offerte dal comparto. 


La giornata si è aperta con una sessione plenaria dedicata a: numeri del comparto in Toscana, storie di startup e imprese, riflessioni sulle competenze del futuro e dialoghi intergenerazionali sull’impatto della ricerca biotech sulla società, offrendo a studenti e studentesse una visione concreta delle prospettive del settore. Nel pomeriggio, invece, spazio all’interazione diretta con il mondo del lavoro grazie ai due momenti paralleli “Job in Biotech” – dei Workshop verticali di presentazione aziendale - e “Biotech Village” - un’area dedicata all’incontro tra giovani e imprese. Qui circa 250 studenti di Università e ITS hanno avuto l’opportunità di confrontarsi con aziende del comparto, approfondire i profili professionali più richiesti e scoprire come sviluppare idee innovative fino alla creazione di nuove realtà imprenditoriali. L’evento è stata l’occasione per presentare una nuova e aggiornata fotografia del biotech in Toscana, elaborata a partire dal report “Il Biotech in Italia. Numeri, storie e trend” realizzato da Assobiotec-Federchimica in collaborazione con gli Osservatori Digital Innovation della School of Management del Politecnico di Milano. Il biotech si conferma un comparto strategico per il territorio, con: 3,7 miliardi di euro di fatturato (7% del totale nazionale) di cui quasi il 50% generato dall’area biomedico e sanitaria che comprende la fabbricazione di prodotti e preparati farmaceutici e la diagnostica Biotech, 663 imprese, pari all’11% del totale italiano, con una forte prevalenza dell’area agroalimentare e zootecnica (81%), seguita da industria e ambiente (16%) e biomedico e sanitario (4%), quasi 12.000 addetti (12% del totale nazionale), a conferma della capacità del settore di generare occupazione qualificata, 728,8 milioni di euro di investimenti in capitale umano. “Biotech Future – Competenze e opportunità nel settore. Le biotecnologie incontrano gli studenti”, è stata anche la cornice per l’assegnazione dell’Assobiotec Awardnuova categoria “Divulgatori scientifici”a Marco Martinelli, Biotecnologo industriale, content creator e divulgatore scientifico. .

Il premio è un riconoscimento istituito quest’anno da Assobiotec-Federchimica, in occasione del 40° anniversario dell’Associazione e si affianca ai più storici Assobiotec Award e Assobiotec Media Award. L’obiettivo: valorizzare la capacità di raccontare tematiche complesse rendendole accessibili al grande pubblico. A conclusione dell’iniziativa Andrea Paolini, Consiglio di Presidenza Assobiotec-Federchimica e Presidente di Fondazione Vita ITS Nuove Tecnologie della Vita​, ha lanciato un appello a una più stretta collaborazione fa Università, ITS e Industria Biotech. La sede dell’iniziativa ha ospitato anche la mostra “Dalla vita alla vita. Storia dell’innovazione biotecnologica” che racconta le biotecnologie e i 40 anni di storia di Assobiotec-Federchimica. Non una semplice esposizione, ma un’esperienza da attraversare. Il percorso, concepito come un’installazione a fisarmonica, invita a camminare tra frammenti che trovano senso fermandosi a osservare. Le biotecnologie emergono come un continuum: un flusso invisibile che connette scoperte, intuizioni e applicazioni tra agricoltura, medicina e industria. Una fascia centrale accompagna la narrazione, simbolo della vita che scorre, si trasforma ed evolve fino a ricomporsi in una visione unitaria. 

Fabrizio Del Bimbo 

giovedì 9 aprile 2026

La Crusca oggi: dalla valorizzazione del patrimonio alla ricerca scientifica

 



Mercoledì 8 aprile l’Accademia della Crusca ha presentato al pubblico le attività in corso e le principali linee di ricerca che intende sviluppare nei prossimi anni e ha svelato la nuova identità visiva dell’Accademia, oggetto di un profondo rinnovamento nella grafica e nei colori di riferimento


 


Durante la mattinata il Presidente Paolo D’Achille, affiancato dagli altri accademici, ha illustrato i tanti modi nei quali i privati e le imprese possono contribuire concretamente all’attività della Crusca, anche per compensare, almeno in parte, la riduzione di fondi pubblici. Tre sono le linee di progetti che la Crusca può sviluppare con l’aiuto di privati, aziende e imprese, sia per la tutela del patrimonio, che per lo sviluppo di progetti di ricerca e innovazione. 


Sarà infatti possibile aderire a progetti aperti al finanziamento diffuso, come il restauro dei beni mobili dell’Accademia, con la formula “adotta” una pala, un documento dell’Archivio storico, un volume antico della Biblioteca; oltre che dare il proprio sostegno a progetti di restauro, conservazione e valorizzazione della sede dell’Accademia, la Villa medicea di Castello, monumento nazionale e parte del sito Unesco “Ville e Giardini medicei della Toscana”. A questo proposito si intende estendere la copertura dell’impianto antincendio, a servizio attualmente solo dei locali della Biblioteca, sviluppare un nuovo sistema di illuminazione della Sala Conferenze, promuovere il restauro della cappella interna e riqualificare il Giardino dell’Imbrecciato. 


“L’Accademia inoltre intende dare nuovo impulso a proprio ai progetti di ricerca scientifica più strettamente di ambito linguistico e lessicografico, da realizzare anche grazie al lavoro di borsisti e ricercatori. La Crusca intende infatti allargare il ventaglio delle risorse lessicografiche che già sono disponibili sul proprio sito web, implementando quelle già esistenti come ad esempio il Dizionario del Battaglia e acquisendo nuove banche dati (come il GRADIT di Tullio De Mauro). 


La sfida è quella di accogliere sempre nuove banche dati in un unico portale e di riprendere così, in forma nuova e al passo coi tempi, l’attività lessicografica che ha caratterizzato l’Accademia fin dal Cinquecento” ha dichiarato il Presidente Paolo D’Achille.


L’Accademia può essere sostenuta con donazioni liberali, con la destinazione del 5x1000 nella propria dichiarazione dei redditi, tramite l’Associazione Amici dell’Accademia e anche accedendo al credito d’imposta Art Bonus nazionale e Art Bonus Toscana. Nelle prossime settimane saranno forniti tutti i dettagli necessari. 


Fabrizio Del Bimbo 
Nicoletta Curradi

giovedì 2 aprile 2026

Tradizione, creatività e nuove ispirazioni La Pasqua 2026 firmata Vergani

 


Per la Pasqua 2026 Vergani rinnova la collezione delle Colombe coniugando ispirazioni “globali”, abbinamenti di gusto contemporaneo e un profondo rispetto per la tradizione italiana. Le nuove Colombe nascono dall’incontro tra l’eccellenza artigianale dello storico marchio milanese, custodita e tramandata da quattro generazioni, e il desiderio di interpretare i trend più attuali, senza mai perdere il legame con la propria identità.


Alla base di ogni creazione, il lievito madre naturale messo a punto dal fondatore Angelo Vergani più di ottant’anni fa, che dona agli impasti un’alveolatura armoniosa e una straordinaria morbidezza, cifra distintiva di tutte le Colombe firmate Vergani.


Queste le novità per la tavola pasquale 2026:


Colomba Dubai Style Chocolate


Tra le novità più sorprendenti, dopo il grande successo del Panettone, “spicca il volo” la Colomba Dubai Style Chocolate, ispirata all’ormai celebre cioccolato che ha conquistato il pubblico internazionale. Il soffice impasto a pasta scura sin dalla prima fetta sprigiona le note intense del cacao, l’avvolgente crema al pistacchio e pasta kataifi dona al palato un’esperienza di gusto che gioca tra cremosità e croccantezza. L’elegante incarto, rifinito a mano e impreziosito da dettagli in oro a caldo, ne sottolinea l’esclusività.


Disponibile nel formato da 800 g.


 

Linea Gourmet: Lampone e Doppio Cioccolato


Si arricchisce la linea Gourmet con un abbinamento ormai iconico nella pasticceria contemporanea: lampone e doppio cioccolato, al latte e fondente. Il contrasto tra la nota dolce-acidula della confettura di lampone e l’intensità del cioccolato dà vita a un equilibrio raffinato e avvolgente. Un vero e proprio inno alla golosità che conquisterà anche i palati più raffinati ed esigenti.


Disponibile nel formato da 750 g.


Colomba Pasticciotto


L’innovazione passa anche dalla rilettura dei grandi classici. Nasce così la Colomba Pasticciotto, che unisce la tradizione milanese a quella pugliese. Il soffice impasto con lievito madre naturale, burro e tuorli freschi è arricchito da amarene candite e da una generosa farcitura di crema pasticcera, omaggio alla più autentica tradizione leccese.


Disponibile nel formato da 750 g.


Colomba Total Black


Anche in questo caso, dopo il Panettone a tutti gli amanti del cioccolato Vergani dedica la Colomba Total Black, un concentrato di intensità ed eleganza dall’anima dark. L’impasto a pasta scura con gocce di cioccolato fondente sprigiona note profonde di cacao, la glassatura croccante con granella di cioccolato aumenta il piacere a ogni fetta. La sofisticata confezione nera rende questa colomba un’idea regalo di gran classe. Disponibile nel formato da 750 g e nell’astuccio da 100 g. da portare con sé per una golosa merenda.


Colomba Classica: il restyling


Chiude le novità il restyling dell’incarto della Colomba Classica, icona della linea “Antiche Ricette” collezione Le Medaglie. La ricetta resta invariata, fedele alla tradizione Vergani, mentre l’incarto si rinnova in una raffinata estetica rétro, con delicate sfumature pastello rosa e bianche, motivi floreali stilizzati, sigilli con l’iconico emblema del Comune di Milano e il profilo del Duomo a celebrare il legame profondo tra il marchio e la sua città.



VERGANI


La storia dell’azienda dolciaria Vergani è la storia di una famiglia che da più di ottant’anni e quattro generazioni custodisce e tramanda una tradizione di eccellenza e artigianalità. Vergani è rimasta l’unica azienda milanese aprodurre in città l’originale Panettone di Milano, oltre ad altri classici dolci da ricorrenza come le Colombe pasquali. Primato che fa di Vergani un vero e proprio vessillo di milanesità e ha portato l’azienda a essere insignita,nel 2014 in occasione del settantesimo anniversario, del prestigioso Ambrogino d’Oro. Con le radici ben salde nella tradizione e nella storia, ma allo stesso tempo attenta alle evoluzioni dei consumi e ai trend alimentari, Vergani coniuga ricerca e innovazione con la maestria artigianale che caratterizza il suo heritage e definisce lo stile dei suoi prodotti. A Milano Vergani ha due boutique con caffetteria e uno spaccio aziendale a poche centinaia di metri dal laboratorio di produzione, in via Oristano, nel quartiere Gorla, ed esporta in Europa, Canada, Stati Uniti, Brasile, Australia e Cina, contribuendo così a divulgare la qualità del made in Italy e il nome di Milano nel mondo.



www.panettonevergani.com


Fabrizio Del Bimbo 


martedì 31 marzo 2026

Conclusa Fiera Pastaria & Festival 2026

 




Si è conclusa oggi Fiera Pastaria & Festival (30 e 31 marzo presso la stazione Leopolda di Firenze), manifestazione internazionale di riferimento per il mondo della pasta. Nella giornata di oggi, quella dedicata al dibattito, si è parlato di “Pasta italiana di fronte alle nuove sfide e delle novità legislative sulla fissazione dei prezzi del grano duro attraverso la CUN (Commissione Unica Nazionale)” con i Pastai Unione Italiana Food, che hanno ribadito come “L’avvio della Commissione Unica Nazionale (CUN) per il grano duro, riunitasi ieri per la prima volta può rappresentare uno strumento utile a contribuire a favorire il dialogo ed a creare valore lungo la filiera, confermando la trasparenza delle transazioni che ha sempre contraddistinto il mercato della pasta, dal campo alla tavola”.


Nell’appuntamento dedicato a “I nuovi trend di consumo e le evoluzioni dei canali distributivi”, con la partecipazione di NielsenIQ e Circana, è emerso quanto la pasta sia sempre più internazionale, tanto che secondo i dati NielsenIQ relativi al canale Retail (consumi tra le mura domestiche), negli ultimi due anni sono aumentati gli acquirenti di pasta secca nei paesi europei, con l’Italia che mantiene una frequenza di acquisto bisettimanale (doppia rispetto agli altri). 7 italiani su 10 dichiarano che per loro la pasta è un piatto irrinunciabile e 13mio di italiani mangiano pasta tutti i giorni. Il giro d’affari della Pasta Secca venduta nella distribuzione moderna (canale Retail) nel mondo è stato di 14,7 Mld€ nell’anno 2025, quasi 7,2 milioni di tonnellate. La pasta accompagnata da un buon sugo rappresenta il 67% del giro di affari del primo piatto. I brand iconici di pasta italiana hanno performato in tutti i paesi del mondo nel 2025, ad eccezione del Messico: sul podio Usa +39,8%, Francia 28,7%, Germania 27,6%. Infine, la pasta secca senza glutine registra un +6,8% rispetto alla frequenza di acquisto ma anche un +4,4% relativo al prezzo medio.


L’analisi dei consumi di pasta fuori casa è stata affrontata da Circana. In Italia consumiamo fuori casa 3,6 miliardi di porzioni di piatti di pasta. Rispetto a questo dato la pasta corta rappresenta il 44,9%, gnocchi, lasagne o altri il 23%, la pasta lunga il 18,4% e quella fresca o ripiena il 13,7%. Il 2025 ha fatto inoltre registrare una diminuzione delle porzioni consumate di pasta corta a fronte di un aumento di quella lunga.


Le abitudini sul consumo della pasta fuori casa restano stabili con 10% dei consumatori che la scelgono dal menu.


Tra le tante novità la presentazione in anteprima del “World Pasta Night”, il nuovo momento celebrativo dedicato alla pasta ideato da Pastaria con il coinvolgimento delle principali associazioni internazionali di pasta, che si terrà a giugno coinvolgendo le comunità social di food lovers, chef, curiosi e appassionati. Infine, tanti riconoscimenti attribuiti al mondo della pasta e ai suoi interpreti tra cui quello dedicato ai pastifici che hanno fatto la storia della pasta, “Pastai senza tempo” Rummo, Pastificio Martelli, Pastificio Oleificio Iannini, Pastificio Andalini e La Sorgente e una premiazione speciale alle aziende che si sono distinte in termini di performance finanziaria e solidità di bilancio, assegnato da Pastaria in collaborazione con la Fondazione Vincenzo Agnesi.


www.fierapastaria.com

Fabrizio Del Bimbo 

sabato 28 marzo 2026

"Cuore d'albergo", il primo libro che racconta la storia dell' ospitalità italiana firmata BWH Hotels

 


BWH Hotels presenta “Cuore d’Albergo. Storie di Donne e Uomini. Racconti d’Impresa e d’Italia”, il primo libro pubblicato dal Gruppo Alberghiero per raccontare le straordinarie storie degli albergatori e delle imprese che hanno scelto di crescere sotto il segno dei brand BWH. Un’opera editoriale inedita nel panorama dell’hotellerie italiana, che riunisce dieci racconti di impresa capaci di attraversare generazioni, guerre, migrazioni e rinascite, restituendo l’anima autentica del fare ospitalità in Italia. Il progetto nasce da un’intuizione semplice e al tempo stesso profonda: trovare nelle radici l’autenticità e la spinta verso il futuro. Non raccontare numeri o performance, ma restituire la complessità di vite dedicate all’accoglienza, la trasmissione intergenerazionale di un sapere artigianale e la capacità di resistere alle crisi senza mai smettere di aprire le porte agli ospiti. Le storie sono state raccolte e narrate da Simona Teodori, autrice di romanzi storici e scrittrice del volume, che ha incontrato di persona e ascoltato le famiglie protagoniste per restituirne, con fedeltà e sensibilità letteraria, memorie, valori e visioni, con il coordinamento di Rosa Giglio, Head of Marketing di BWH Hotels Italy & South-East Europe e Daniele Viganò, imprenditore, autore di best-seller, e speaker motivazionale. Le pagine di “Cuore d’Albergo” raccolgono dieci diverse storie e altrettanti modi di attraversare l’Italia, dal Novecento e al nuovo millennio. Tutte hanno qualcosa in comune: la capacità di guardare oltre le difficoltà del momento, di tramandare e di immaginare. È questa l’eredità di “Cuore d’Albergo”: non solo un racconto del passato, ma una mappa per chi vorrà costruire il domani dell’accoglienza italiana. Si parte dalla famiglia Ratti, con la pioniera Carmelita che agli inizi del ‘900 aprì “La Babilonia”, un negozio di tessuti a Milano: una storia che nel tempo si è trasformata in un piccolo impero alberghiero, la cui eredità continua a costruirsi. Si arriva a Pio Cancro, che a ventisei anni perse tutto e scelse di ricominciare: un hotel fatiscente di Massafra è diventato nel 2023 una struttura affiliata a BWH, punto di partenza di un percorso ancora tutto da scrivere. C’è poi la famiglia Lamonica, con un imprenditore che a cinquant’anni ha avuto il coraggio di reinventarsi, acquistando un hotel mai aperto a Sabaudia e che, attraversando cantieri bloccati, tradimenti e pandemia, ha trovato nel figlio Mirko la continuità di una visione che guarda avanti. E poi la famiglia Borio, la cui storia inizia a fine ‘800 con una locanda accanto alla stazione di posta e arriva fino a oggi, con un’affiliazione Best Western che dura dal 1989: un filo familiare che non si è mai spezzato e che le nuove generazioni sono chiamate a raccogliere. Tra le pagine anche la storia dei Roscioli che a Roma inventarono il primo centro congressi in hotel nel 1957, aprendo una strada che il settore avrebbe percorso per decenni e che oggi abbraccia nuove visioni; e la famiglia Capuzzo, che nella Torino dell’occupazione nazifascista trasformò il proprio hotel in rifugio per famiglie ebree e punto di incontro per le staffette partigiane, consentendo all’edificio una memoria che ancora oggi ne orienta le scelte e l’identità futura. E ancora la famiglia Ciana, con due donne, Gilda e Luisita, alla guida della struttura tra le due guerre sulla Riviera Ligure, apripista di una leadership che il settore sta ancora imparando a valorizzare; la famiglia Pucci, partita da un bistrot aperto dai nonni in Canada e tornata in Italia nel 1962 per costruire qualcosa destinato a durare; la famiglia Coriddi, cresciuta insieme all’aeroporto di Fiumicino, il cui destino si è intrecciato con quello di un’Italia in movimento e che continua ad evolversi con essa; Irene Luvisi, ingegnere diventata protagonista di una trasformazione culturale all’Hotel Guinigi di Lucca, a dimostrazione che il futuro dell’ospitalità italiana si costruisce anche con coraggio e nuove contaminazioni e inneschi. Vite lontane tra loro per tempo e luogo, eppure percorse dallo stesso filo invisibile, quello di chi sceglie l’ospitalità come vocazione e non come mestiere. “Questo libro esprime grande rispetto e riconoscenza verso chi ha scelto di crescere con noi. Ciò che ci contraddistingue è la straordinaria varietà di storie, percorsi e vocazioni che i nostri albergatori portano con sé: radici profonde, capaci di attraversare generazioni e reinventarsi senza mai smettere di fare ospitalità e capaci di aggregarsi per affrontare insieme le sfide di ogni tempo. Ogni impresa affiliata, ogni famiglia di albergatori, è un pezzo dell’Italia che lavora e costruisce: ‘Cuore d’Albergo’ è il modo più autentico che abbiamo trovato per raccontarla”, ha dichiarato Sara Digiesi, CEO di BWH Hotels Italy & South-East Europe. L’iniziativa si inserisce pienamente nel percorso di BWH Hotels come Società Benefit, forma giuridica adottata ufficialmente a gennaio 2024 in Italia. Un modello d’impresa che misura il proprio successo non solo in termini economici, ma anche a livello di impatto culturale e sociale. Dare voce alle famiglie alberghiere affiliate significa riconoscere che dietro ogni hotel c’è una storia, un’identità che appartiene all’Italia e che quella storia merita di essere preservata e raccontata come ispirazione per chi ascolta. La raccolta evidenzia il tratto comune di queste meravigliose storie: la lungimiranza e la capacità di fare squadra e affidarsi ad un gruppo internazionale per essere più forti.


 italiana firmata BWH Hotels


BWH Hotels presenta “Cuore d’Albergo. Storie di Donne e Uomini. Racconti d’Impresa e d’Italia”, il primo libro pubblicato dal Gruppo Alberghiero per raccontare le straordinarie storie degli albergatori e delle imprese che hanno scelto di crescere sotto il segno dei brand BWH. Un’opera editoriale inedita nel panorama dell’hotellerie italiana, che riunisce dieci racconti di impresa capaci di attraversare generazioni, guerre, migrazioni e rinascite, restituendo l’anima autentica del fare ospitalità in Italia. Il progetto nasce da un’intuizione semplice e al tempo stesso profonda: trovare nelle radici l’autenticità e la spinta verso il futuro. Non raccontare numeri o performance, ma restituire la complessità di vite dedicate all’accoglienza, la trasmissione intergenerazionale di un sapere artigianale e la capacità di resistere alle crisi senza mai smettere di aprire le porte agli ospiti. Le storie sono state raccolte e narrate da Simona Teodori, autrice di romanzi storici e scrittrice del volume, che ha incontrato di persona e ascoltato le famiglie protagoniste per restituirne, con fedeltà e sensibilità letteraria, memorie, valori e visioni, con il coordinamento di Rosa Giglio, Head of Marketing di BWH Hotels Italy & South-East Europe e Daniele Viganò, imprenditore, autore di best-seller, e speaker motivazionale. Le pagine di “Cuore d’Albergo” raccolgono dieci diverse storie e altrettanti modi di attraversare l’Italia, dal Novecento e al nuovo millennio. Tutte hanno qualcosa in comune: la capacità di guardare oltre le difficoltà del momento, di tramandare e di immaginare. È questa l’eredità di “Cuore d’Albergo”: non solo un racconto del passato, ma una mappa per chi vorrà costruire il domani dell’accoglienza italiana. Si parte dalla famiglia Ratti, con la pioniera Carmelita che agli inizi del ‘900 aprì “La Babilonia”, un negozio di tessuti a Milano: una storia che nel tempo si è trasformata in un piccolo impero alberghiero, la cui eredità continua a costruirsi. Si arriva a Pio Cancro, che a ventisei anni perse tutto e scelse di ricominciare: un hotel fatiscente di Massafra è diventato nel 2023 una struttura affiliata a BWH, punto di partenza di un percorso ancora tutto da scrivere. C’è poi la famiglia Lamonica, con un imprenditore che a cinquant’anni ha avuto il coraggio di reinventarsi, acquistando un hotel mai aperto a Sabaudia e che, attraversando cantieri bloccati, tradimenti e pandemia, ha trovato nel figlio Mirko la continuità di una visione che guarda avanti. E poi la famiglia Borio, la cui storia inizia a fine ‘800 con una locanda accanto alla stazione di posta e arriva fino a oggi, con un’affiliazione Best Western che dura dal 1989: un filo familiare che non si è mai spezzato e che le nuove generazioni sono chiamate a raccogliere. Tra le pagine anche la storia dei Roscioli che a Roma inventarono il primo centro congressi in hotel nel 1957, aprendo una strada che il settore avrebbe percorso per decenni e che oggi abbraccia nuove visioni; e la famiglia Capuzzo, che nella Torino dell’occupazione nazifascista trasformò il proprio hotel in rifugio per famiglie ebree e punto di incontro per le staffette partigiane, consentendo all’edificio una memoria che ancora oggi ne orienta le scelte e l’identità futura. E ancora la famiglia Ciana, con due donne, Gilda e Luisita, alla guida della struttura tra le due guerre sulla Riviera Ligure, apripista di una leadership che il settore sta ancora imparando a valorizzare; la famiglia Pucci, partita da un bistrot aperto dai nonni in Canada e tornata in Italia nel 1962 per costruire qualcosa destinato a durare; la famiglia Coriddi, cresciuta insieme all’aeroporto di Fiumicino, il cui destino si è intrecciato con quello di un’Italia in movimento e che continua ad evolversi con essa; Irene Luvisi, ingegnere diventata protagonista di una trasformazione culturale all’Hotel Guinigi di Lucca, a dimostrazione che il futuro dell’ospitalità italiana si costruisce anche con coraggio e nuove contaminazioni e inneschi. Vite lontane tra loro per tempo e luogo, eppure percorse dallo stesso filo invisibile, quello di chi sceglie l’ospitalità come vocazione e non come mestiere. “Questo libro esprime grande rispetto e riconoscenza verso chi ha scelto di crescere con noi. Ciò che ci contraddistingue è la straordinaria varietà di storie, percorsi e vocazioni che i nostri albergatori portano con sé: radici profonde, capaci di attraversare generazioni e reinventarsi senza mai smettere di fare ospitalità e capaci di aggregarsi per affrontare insieme le sfide di ogni tempo. Ogni impresa affiliata, ogni famiglia di albergatori, è un pezzo dell’Italia che lavora e costruisce: ‘Cuore d’Albergo’ è il modo più autentico che abbiamo trovato per raccontarla”, ha dichiarato Sara Digiesi, CEO di BWH Hotels Italy & South-East Europe. L’iniziativa si inserisce pienamente nel percorso di BWH Hotels come Società Benefit, forma giuridica adottata ufficialmente a gennaio 2024 in Italia. Un modello d’impresa che misura il proprio successo non solo in termini economici, ma anche a livello di impatto culturale e sociale. Dare voce alle famiglie alberghiere affiliate significa riconoscere che dietro ogni hotel c’è una storia, un’identità che appartiene all’Italia e che quella storia merita di essere preservata e raccontata come ispirazione per chi ascolta. La raccolta evidenzia il tratto comune di queste meravigliose storie: la lungimiranza e la capacità di fare squadra e affidarsi ad un gruppo internazionale per essere più forti.

Fabrizio Del Bimbo 

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