martedì 12 maggio 2026

Dalla Fondazione Guuseppe Olmo elogio della misura a tavola

 


Ad Artimino medici e ricercatori a confronto su Dieta Mediterranea, salute e vino





 Il consumo moderato di vino non può essere interpretato secondo categorie assolute di "bene" o "male", ma deve essere letto attraverso il bilanciamento tra benefici e rischi. Su questa linea guida hanno concordato gli esperti nel campo della nutrizione, dell'epidemiologia, della medicina e delle scienze sociali riuniti nei giorni scorsi presso la Villa Medicea La Ferdinanda di Artimino per la giornata di studio "Elogio della misura. Verità scientifiche per difendere il modello mediterraneo", promossa dalla Fondazione Giuseppe Olmo Ets.


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 Ad aprire i lavori è stata la presidente della Fondazione Giuseppe Olmo, Annabella Pascale, che ha ribadito il valore culturale e scientifico dell'iniziativa: "La misura rappresenta oggi una chiave fondamentale per interpretare la complessità del presente. Crediamo sia necessario riportare il dibattito pubblico su basi scientifiche solide, senza semplificazioni ideologiche." 


Organizzata dal Prof. Fulvio Mattivi in collaborazione con il Prof. Attilio Scienza, la giornata ha posto al centro il progressivo allontanamento dal modello mediterraneo, la crescita dei cibi ultra-processati e il ruolo della cultura alimentare nella prevenzione delle malattie croniche.


 Secondo la Prof.ssa Licia Iacoviello "le disuguaglianze sociali stanno progressivamente trasformando la Dieta Mediterranea da patrimonio condiviso e popolare a comportamento selettivo, più diffuso tra i gruppi socialmente avvantaggiati".

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 Giovanni de Gaetano, tra le figure di riferimento della ricerca cardiovascolare internazionale, ha affrontato il tema del rapporto tra vino e salute, invitando a superare approcci ideologici e letture semplificate. "Il vino non cura le malattie cardiovascolari, ma è associato statisticamente a una riduzione del loro rischio, così come non causa il cancro, ma è associato ad un rischio aumentato di alcuni tumori. Esiste una finestra di beneficio associata al consumo di dosi moderate, ben distinta dagli effetti dannosi del consumo che si evidenziano in corrispondenza di dosi crescenti." Inoltre il ricercatore ha richiamato anche il valore storico e culturale del vino nella civiltà mediterranea:"Sono almeno 3.000 anni che la cultura mediterranea, raccontata nell'Odissea di Omero, ha distinto l'uso moderato, consapevole e culturale del vino dal suo uso irregolare ed eccessivo. Ulisse e Polifemo rappresentano ancora oggi, in modo esemplare, gli effetti salva-vita e quelli gravemente dannosi della stessa sostanza."




Fulvio Ursini, professore emerito di Chimica Biologica all'Università di Padova, ha messo in guardia rispetto alla crescente tendenza culturale e politica verso l'idea del "rischio zero", ricordando come la salute derivi invece da un equilibrio dinamico: "La salute non è il risultato dell'eliminazione di ogni rischio, ma dell'equilibrio tra stimoli, limiti e capacità di adattamento." 

  

Fabrizio Del Bimbo 

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