mercoledì 22 aprile 2026

A Firenze l'evento "Biotech future: competenze e opportunità nel settore. Le biotecnologie incontrano gli studenti"

 




Un appuntamento dedicato al mondo delle biotecnologie, che rappresenta un momento di incontro e confronto tra studenti e imprese, con l’obiettivo di raccontare il valore del biotech nel rispondere alle sfide della società contemporanea, in termini di salute e sviluppo sostenibile. Giunto alla sua quarta edizione – dopo le tappe di Roma, Milano e Napoli – il format offre uno spazio di dialogo diretto con professionisti del settore, per approfondire i temi della formazione e delle professioni del futuro in ambito biotech e biopharma, nonché le prospettive di crescita di un comparto sempre più strategico per lo sviluppo sostenibile.


I dati sono stati presentati durante l’evento fiorentino “Biotech Future – Competenze e opportunità nel settore”, giunto alla quarta edizione


Quasi 700 imprese, oltre 3,7 miliardi di euro di fatturato e circa 12.000 addetti: sono questi i numeri che raccontano la forza e il potenziale del biotech in Toscana, presentati oggi nel corso dell’evento “Biotech Future – Competenze e opportunità nel settore. Le biotecnologie incontrano gli studenti”, organizzato da Assobiotec-Federchimica in collaborazione con Fondazione VITA Istituto Tecnologico Superiore per le Nuove Tecnologie della Vita. L’iniziativa, inserita nel calendario della Giornata Nazionale del Made in Italy 2026, ha rappresentato un’importante occasione di confronto tra imprese, mondo della formazione e giovani, con l’obiettivo di raccontare il valore delle biotecnologie, le sfide legate alla salute e allo sviluppo sostenibile e le opportunità professionali offerte dal comparto. 


La giornata si è aperta con una sessione plenaria dedicata a: numeri del comparto in Toscana, storie di startup e imprese, riflessioni sulle competenze del futuro e dialoghi intergenerazionali sull’impatto della ricerca biotech sulla società, offrendo a studenti e studentesse una visione concreta delle prospettive del settore. Nel pomeriggio, invece, spazio all’interazione diretta con il mondo del lavoro grazie ai due momenti paralleli “Job in Biotech” – dei Workshop verticali di presentazione aziendale - e “Biotech Village” - un’area dedicata all’incontro tra giovani e imprese. Qui circa 250 studenti di Università e ITS hanno avuto l’opportunità di confrontarsi con aziende del comparto, approfondire i profili professionali più richiesti e scoprire come sviluppare idee innovative fino alla creazione di nuove realtà imprenditoriali. L’evento è stata l’occasione per presentare una nuova e aggiornata fotografia del biotech in Toscana, elaborata a partire dal report “Il Biotech in Italia. Numeri, storie e trend” realizzato da Assobiotec-Federchimica in collaborazione con gli Osservatori Digital Innovation della School of Management del Politecnico di Milano. Il biotech si conferma un comparto strategico per il territorio, con: 3,7 miliardi di euro di fatturato (7% del totale nazionale) di cui quasi il 50% generato dall’area biomedico e sanitaria che comprende la fabbricazione di prodotti e preparati farmaceutici e la diagnostica Biotech, 663 imprese, pari all’11% del totale italiano, con una forte prevalenza dell’area agroalimentare e zootecnica (81%), seguita da industria e ambiente (16%) e biomedico e sanitario (4%), quasi 12.000 addetti (12% del totale nazionale), a conferma della capacità del settore di generare occupazione qualificata, 728,8 milioni di euro di investimenti in capitale umano. “Biotech Future – Competenze e opportunità nel settore. Le biotecnologie incontrano gli studenti”, è stata anche la cornice per l’assegnazione dell’Assobiotec Awardnuova categoria “Divulgatori scientifici”a Marco Martinelli, Biotecnologo industriale, content creator e divulgatore scientifico. .

Il premio è un riconoscimento istituito quest’anno da Assobiotec-Federchimica, in occasione del 40° anniversario dell’Associazione e si affianca ai più storici Assobiotec Award e Assobiotec Media Award. L’obiettivo: valorizzare la capacità di raccontare tematiche complesse rendendole accessibili al grande pubblico. A conclusione dell’iniziativa Andrea Paolini, Consiglio di Presidenza Assobiotec-Federchimica e Presidente di Fondazione Vita ITS Nuove Tecnologie della Vita​, ha lanciato un appello a una più stretta collaborazione fa Università, ITS e Industria Biotech. La sede dell’iniziativa ha ospitato anche la mostra “Dalla vita alla vita. Storia dell’innovazione biotecnologica” che racconta le biotecnologie e i 40 anni di storia di Assobiotec-Federchimica. Non una semplice esposizione, ma un’esperienza da attraversare. Il percorso, concepito come un’installazione a fisarmonica, invita a camminare tra frammenti che trovano senso fermandosi a osservare. Le biotecnologie emergono come un continuum: un flusso invisibile che connette scoperte, intuizioni e applicazioni tra agricoltura, medicina e industria. Una fascia centrale accompagna la narrazione, simbolo della vita che scorre, si trasforma ed evolve fino a ricomporsi in una visione unitaria. 

Fabrizio Del Bimbo 

giovedì 9 aprile 2026

La Crusca oggi: dalla valorizzazione del patrimonio alla ricerca scientifica

 



Mercoledì 8 aprile l’Accademia della Crusca ha presentato al pubblico le attività in corso e le principali linee di ricerca che intende sviluppare nei prossimi anni e ha svelato la nuova identità visiva dell’Accademia, oggetto di un profondo rinnovamento nella grafica e nei colori di riferimento


 


Durante la mattinata il Presidente Paolo D’Achille, affiancato dagli altri accademici, ha illustrato i tanti modi nei quali i privati e le imprese possono contribuire concretamente all’attività della Crusca, anche per compensare, almeno in parte, la riduzione di fondi pubblici. Tre sono le linee di progetti che la Crusca può sviluppare con l’aiuto di privati, aziende e imprese, sia per la tutela del patrimonio, che per lo sviluppo di progetti di ricerca e innovazione. 


Sarà infatti possibile aderire a progetti aperti al finanziamento diffuso, come il restauro dei beni mobili dell’Accademia, con la formula “adotta” una pala, un documento dell’Archivio storico, un volume antico della Biblioteca; oltre che dare il proprio sostegno a progetti di restauro, conservazione e valorizzazione della sede dell’Accademia, la Villa medicea di Castello, monumento nazionale e parte del sito Unesco “Ville e Giardini medicei della Toscana”. A questo proposito si intende estendere la copertura dell’impianto antincendio, a servizio attualmente solo dei locali della Biblioteca, sviluppare un nuovo sistema di illuminazione della Sala Conferenze, promuovere il restauro della cappella interna e riqualificare il Giardino dell’Imbrecciato. 


“L’Accademia inoltre intende dare nuovo impulso a proprio ai progetti di ricerca scientifica più strettamente di ambito linguistico e lessicografico, da realizzare anche grazie al lavoro di borsisti e ricercatori. La Crusca intende infatti allargare il ventaglio delle risorse lessicografiche che già sono disponibili sul proprio sito web, implementando quelle già esistenti come ad esempio il Dizionario del Battaglia e acquisendo nuove banche dati (come il GRADIT di Tullio De Mauro). 


La sfida è quella di accogliere sempre nuove banche dati in un unico portale e di riprendere così, in forma nuova e al passo coi tempi, l’attività lessicografica che ha caratterizzato l’Accademia fin dal Cinquecento” ha dichiarato il Presidente Paolo D’Achille.


L’Accademia può essere sostenuta con donazioni liberali, con la destinazione del 5x1000 nella propria dichiarazione dei redditi, tramite l’Associazione Amici dell’Accademia e anche accedendo al credito d’imposta Art Bonus nazionale e Art Bonus Toscana. Nelle prossime settimane saranno forniti tutti i dettagli necessari. 


Fabrizio Del Bimbo 
Nicoletta Curradi

giovedì 2 aprile 2026

Tradizione, creatività e nuove ispirazioni La Pasqua 2026 firmata Vergani

 


Per la Pasqua 2026 Vergani rinnova la collezione delle Colombe coniugando ispirazioni “globali”, abbinamenti di gusto contemporaneo e un profondo rispetto per la tradizione italiana. Le nuove Colombe nascono dall’incontro tra l’eccellenza artigianale dello storico marchio milanese, custodita e tramandata da quattro generazioni, e il desiderio di interpretare i trend più attuali, senza mai perdere il legame con la propria identità.


Alla base di ogni creazione, il lievito madre naturale messo a punto dal fondatore Angelo Vergani più di ottant’anni fa, che dona agli impasti un’alveolatura armoniosa e una straordinaria morbidezza, cifra distintiva di tutte le Colombe firmate Vergani.


Queste le novità per la tavola pasquale 2026:


Colomba Dubai Style Chocolate


Tra le novità più sorprendenti, dopo il grande successo del Panettone, “spicca il volo” la Colomba Dubai Style Chocolate, ispirata all’ormai celebre cioccolato che ha conquistato il pubblico internazionale. Il soffice impasto a pasta scura sin dalla prima fetta sprigiona le note intense del cacao, l’avvolgente crema al pistacchio e pasta kataifi dona al palato un’esperienza di gusto che gioca tra cremosità e croccantezza. L’elegante incarto, rifinito a mano e impreziosito da dettagli in oro a caldo, ne sottolinea l’esclusività.


Disponibile nel formato da 800 g.


 

Linea Gourmet: Lampone e Doppio Cioccolato


Si arricchisce la linea Gourmet con un abbinamento ormai iconico nella pasticceria contemporanea: lampone e doppio cioccolato, al latte e fondente. Il contrasto tra la nota dolce-acidula della confettura di lampone e l’intensità del cioccolato dà vita a un equilibrio raffinato e avvolgente. Un vero e proprio inno alla golosità che conquisterà anche i palati più raffinati ed esigenti.


Disponibile nel formato da 750 g.


Colomba Pasticciotto


L’innovazione passa anche dalla rilettura dei grandi classici. Nasce così la Colomba Pasticciotto, che unisce la tradizione milanese a quella pugliese. Il soffice impasto con lievito madre naturale, burro e tuorli freschi è arricchito da amarene candite e da una generosa farcitura di crema pasticcera, omaggio alla più autentica tradizione leccese.


Disponibile nel formato da 750 g.


Colomba Total Black


Anche in questo caso, dopo il Panettone a tutti gli amanti del cioccolato Vergani dedica la Colomba Total Black, un concentrato di intensità ed eleganza dall’anima dark. L’impasto a pasta scura con gocce di cioccolato fondente sprigiona note profonde di cacao, la glassatura croccante con granella di cioccolato aumenta il piacere a ogni fetta. La sofisticata confezione nera rende questa colomba un’idea regalo di gran classe. Disponibile nel formato da 750 g e nell’astuccio da 100 g. da portare con sé per una golosa merenda.


Colomba Classica: il restyling


Chiude le novità il restyling dell’incarto della Colomba Classica, icona della linea “Antiche Ricette” collezione Le Medaglie. La ricetta resta invariata, fedele alla tradizione Vergani, mentre l’incarto si rinnova in una raffinata estetica rétro, con delicate sfumature pastello rosa e bianche, motivi floreali stilizzati, sigilli con l’iconico emblema del Comune di Milano e il profilo del Duomo a celebrare il legame profondo tra il marchio e la sua città.



VERGANI


La storia dell’azienda dolciaria Vergani è la storia di una famiglia che da più di ottant’anni e quattro generazioni custodisce e tramanda una tradizione di eccellenza e artigianalità. Vergani è rimasta l’unica azienda milanese aprodurre in città l’originale Panettone di Milano, oltre ad altri classici dolci da ricorrenza come le Colombe pasquali. Primato che fa di Vergani un vero e proprio vessillo di milanesità e ha portato l’azienda a essere insignita,nel 2014 in occasione del settantesimo anniversario, del prestigioso Ambrogino d’Oro. Con le radici ben salde nella tradizione e nella storia, ma allo stesso tempo attenta alle evoluzioni dei consumi e ai trend alimentari, Vergani coniuga ricerca e innovazione con la maestria artigianale che caratterizza il suo heritage e definisce lo stile dei suoi prodotti. A Milano Vergani ha due boutique con caffetteria e uno spaccio aziendale a poche centinaia di metri dal laboratorio di produzione, in via Oristano, nel quartiere Gorla, ed esporta in Europa, Canada, Stati Uniti, Brasile, Australia e Cina, contribuendo così a divulgare la qualità del made in Italy e il nome di Milano nel mondo.



www.panettonevergani.com


Fabrizio Del Bimbo 


martedì 31 marzo 2026

Conclusa Fiera Pastaria & Festival 2026

 




Si è conclusa oggi Fiera Pastaria & Festival (30 e 31 marzo presso la stazione Leopolda di Firenze), manifestazione internazionale di riferimento per il mondo della pasta. Nella giornata di oggi, quella dedicata al dibattito, si è parlato di “Pasta italiana di fronte alle nuove sfide e delle novità legislative sulla fissazione dei prezzi del grano duro attraverso la CUN (Commissione Unica Nazionale)” con i Pastai Unione Italiana Food, che hanno ribadito come “L’avvio della Commissione Unica Nazionale (CUN) per il grano duro, riunitasi ieri per la prima volta può rappresentare uno strumento utile a contribuire a favorire il dialogo ed a creare valore lungo la filiera, confermando la trasparenza delle transazioni che ha sempre contraddistinto il mercato della pasta, dal campo alla tavola”.


Nell’appuntamento dedicato a “I nuovi trend di consumo e le evoluzioni dei canali distributivi”, con la partecipazione di NielsenIQ e Circana, è emerso quanto la pasta sia sempre più internazionale, tanto che secondo i dati NielsenIQ relativi al canale Retail (consumi tra le mura domestiche), negli ultimi due anni sono aumentati gli acquirenti di pasta secca nei paesi europei, con l’Italia che mantiene una frequenza di acquisto bisettimanale (doppia rispetto agli altri). 7 italiani su 10 dichiarano che per loro la pasta è un piatto irrinunciabile e 13mio di italiani mangiano pasta tutti i giorni. Il giro d’affari della Pasta Secca venduta nella distribuzione moderna (canale Retail) nel mondo è stato di 14,7 Mld€ nell’anno 2025, quasi 7,2 milioni di tonnellate. La pasta accompagnata da un buon sugo rappresenta il 67% del giro di affari del primo piatto. I brand iconici di pasta italiana hanno performato in tutti i paesi del mondo nel 2025, ad eccezione del Messico: sul podio Usa +39,8%, Francia 28,7%, Germania 27,6%. Infine, la pasta secca senza glutine registra un +6,8% rispetto alla frequenza di acquisto ma anche un +4,4% relativo al prezzo medio.


L’analisi dei consumi di pasta fuori casa è stata affrontata da Circana. In Italia consumiamo fuori casa 3,6 miliardi di porzioni di piatti di pasta. Rispetto a questo dato la pasta corta rappresenta il 44,9%, gnocchi, lasagne o altri il 23%, la pasta lunga il 18,4% e quella fresca o ripiena il 13,7%. Il 2025 ha fatto inoltre registrare una diminuzione delle porzioni consumate di pasta corta a fronte di un aumento di quella lunga.


Le abitudini sul consumo della pasta fuori casa restano stabili con 10% dei consumatori che la scelgono dal menu.


Tra le tante novità la presentazione in anteprima del “World Pasta Night”, il nuovo momento celebrativo dedicato alla pasta ideato da Pastaria con il coinvolgimento delle principali associazioni internazionali di pasta, che si terrà a giugno coinvolgendo le comunità social di food lovers, chef, curiosi e appassionati. Infine, tanti riconoscimenti attribuiti al mondo della pasta e ai suoi interpreti tra cui quello dedicato ai pastifici che hanno fatto la storia della pasta, “Pastai senza tempo” Rummo, Pastificio Martelli, Pastificio Oleificio Iannini, Pastificio Andalini e La Sorgente e una premiazione speciale alle aziende che si sono distinte in termini di performance finanziaria e solidità di bilancio, assegnato da Pastaria in collaborazione con la Fondazione Vincenzo Agnesi.


www.fierapastaria.com

Fabrizio Del Bimbo 

sabato 28 marzo 2026

"Cuore d'albergo", il primo libro che racconta la storia dell' ospitalità italiana firmata BWH Hotels

 


BWH Hotels presenta “Cuore d’Albergo. Storie di Donne e Uomini. Racconti d’Impresa e d’Italia”, il primo libro pubblicato dal Gruppo Alberghiero per raccontare le straordinarie storie degli albergatori e delle imprese che hanno scelto di crescere sotto il segno dei brand BWH. Un’opera editoriale inedita nel panorama dell’hotellerie italiana, che riunisce dieci racconti di impresa capaci di attraversare generazioni, guerre, migrazioni e rinascite, restituendo l’anima autentica del fare ospitalità in Italia. Il progetto nasce da un’intuizione semplice e al tempo stesso profonda: trovare nelle radici l’autenticità e la spinta verso il futuro. Non raccontare numeri o performance, ma restituire la complessità di vite dedicate all’accoglienza, la trasmissione intergenerazionale di un sapere artigianale e la capacità di resistere alle crisi senza mai smettere di aprire le porte agli ospiti. Le storie sono state raccolte e narrate da Simona Teodori, autrice di romanzi storici e scrittrice del volume, che ha incontrato di persona e ascoltato le famiglie protagoniste per restituirne, con fedeltà e sensibilità letteraria, memorie, valori e visioni, con il coordinamento di Rosa Giglio, Head of Marketing di BWH Hotels Italy & South-East Europe e Daniele Viganò, imprenditore, autore di best-seller, e speaker motivazionale. Le pagine di “Cuore d’Albergo” raccolgono dieci diverse storie e altrettanti modi di attraversare l’Italia, dal Novecento e al nuovo millennio. Tutte hanno qualcosa in comune: la capacità di guardare oltre le difficoltà del momento, di tramandare e di immaginare. È questa l’eredità di “Cuore d’Albergo”: non solo un racconto del passato, ma una mappa per chi vorrà costruire il domani dell’accoglienza italiana. Si parte dalla famiglia Ratti, con la pioniera Carmelita che agli inizi del ‘900 aprì “La Babilonia”, un negozio di tessuti a Milano: una storia che nel tempo si è trasformata in un piccolo impero alberghiero, la cui eredità continua a costruirsi. Si arriva a Pio Cancro, che a ventisei anni perse tutto e scelse di ricominciare: un hotel fatiscente di Massafra è diventato nel 2023 una struttura affiliata a BWH, punto di partenza di un percorso ancora tutto da scrivere. C’è poi la famiglia Lamonica, con un imprenditore che a cinquant’anni ha avuto il coraggio di reinventarsi, acquistando un hotel mai aperto a Sabaudia e che, attraversando cantieri bloccati, tradimenti e pandemia, ha trovato nel figlio Mirko la continuità di una visione che guarda avanti. E poi la famiglia Borio, la cui storia inizia a fine ‘800 con una locanda accanto alla stazione di posta e arriva fino a oggi, con un’affiliazione Best Western che dura dal 1989: un filo familiare che non si è mai spezzato e che le nuove generazioni sono chiamate a raccogliere. Tra le pagine anche la storia dei Roscioli che a Roma inventarono il primo centro congressi in hotel nel 1957, aprendo una strada che il settore avrebbe percorso per decenni e che oggi abbraccia nuove visioni; e la famiglia Capuzzo, che nella Torino dell’occupazione nazifascista trasformò il proprio hotel in rifugio per famiglie ebree e punto di incontro per le staffette partigiane, consentendo all’edificio una memoria che ancora oggi ne orienta le scelte e l’identità futura. E ancora la famiglia Ciana, con due donne, Gilda e Luisita, alla guida della struttura tra le due guerre sulla Riviera Ligure, apripista di una leadership che il settore sta ancora imparando a valorizzare; la famiglia Pucci, partita da un bistrot aperto dai nonni in Canada e tornata in Italia nel 1962 per costruire qualcosa destinato a durare; la famiglia Coriddi, cresciuta insieme all’aeroporto di Fiumicino, il cui destino si è intrecciato con quello di un’Italia in movimento e che continua ad evolversi con essa; Irene Luvisi, ingegnere diventata protagonista di una trasformazione culturale all’Hotel Guinigi di Lucca, a dimostrazione che il futuro dell’ospitalità italiana si costruisce anche con coraggio e nuove contaminazioni e inneschi. Vite lontane tra loro per tempo e luogo, eppure percorse dallo stesso filo invisibile, quello di chi sceglie l’ospitalità come vocazione e non come mestiere. “Questo libro esprime grande rispetto e riconoscenza verso chi ha scelto di crescere con noi. Ciò che ci contraddistingue è la straordinaria varietà di storie, percorsi e vocazioni che i nostri albergatori portano con sé: radici profonde, capaci di attraversare generazioni e reinventarsi senza mai smettere di fare ospitalità e capaci di aggregarsi per affrontare insieme le sfide di ogni tempo. Ogni impresa affiliata, ogni famiglia di albergatori, è un pezzo dell’Italia che lavora e costruisce: ‘Cuore d’Albergo’ è il modo più autentico che abbiamo trovato per raccontarla”, ha dichiarato Sara Digiesi, CEO di BWH Hotels Italy & South-East Europe. L’iniziativa si inserisce pienamente nel percorso di BWH Hotels come Società Benefit, forma giuridica adottata ufficialmente a gennaio 2024 in Italia. Un modello d’impresa che misura il proprio successo non solo in termini economici, ma anche a livello di impatto culturale e sociale. Dare voce alle famiglie alberghiere affiliate significa riconoscere che dietro ogni hotel c’è una storia, un’identità che appartiene all’Italia e che quella storia merita di essere preservata e raccontata come ispirazione per chi ascolta. La raccolta evidenzia il tratto comune di queste meravigliose storie: la lungimiranza e la capacità di fare squadra e affidarsi ad un gruppo internazionale per essere più forti.


 italiana firmata BWH Hotels


BWH Hotels presenta “Cuore d’Albergo. Storie di Donne e Uomini. Racconti d’Impresa e d’Italia”, il primo libro pubblicato dal Gruppo Alberghiero per raccontare le straordinarie storie degli albergatori e delle imprese che hanno scelto di crescere sotto il segno dei brand BWH. Un’opera editoriale inedita nel panorama dell’hotellerie italiana, che riunisce dieci racconti di impresa capaci di attraversare generazioni, guerre, migrazioni e rinascite, restituendo l’anima autentica del fare ospitalità in Italia. Il progetto nasce da un’intuizione semplice e al tempo stesso profonda: trovare nelle radici l’autenticità e la spinta verso il futuro. Non raccontare numeri o performance, ma restituire la complessità di vite dedicate all’accoglienza, la trasmissione intergenerazionale di un sapere artigianale e la capacità di resistere alle crisi senza mai smettere di aprire le porte agli ospiti. Le storie sono state raccolte e narrate da Simona Teodori, autrice di romanzi storici e scrittrice del volume, che ha incontrato di persona e ascoltato le famiglie protagoniste per restituirne, con fedeltà e sensibilità letteraria, memorie, valori e visioni, con il coordinamento di Rosa Giglio, Head of Marketing di BWH Hotels Italy & South-East Europe e Daniele Viganò, imprenditore, autore di best-seller, e speaker motivazionale. Le pagine di “Cuore d’Albergo” raccolgono dieci diverse storie e altrettanti modi di attraversare l’Italia, dal Novecento e al nuovo millennio. Tutte hanno qualcosa in comune: la capacità di guardare oltre le difficoltà del momento, di tramandare e di immaginare. È questa l’eredità di “Cuore d’Albergo”: non solo un racconto del passato, ma una mappa per chi vorrà costruire il domani dell’accoglienza italiana. Si parte dalla famiglia Ratti, con la pioniera Carmelita che agli inizi del ‘900 aprì “La Babilonia”, un negozio di tessuti a Milano: una storia che nel tempo si è trasformata in un piccolo impero alberghiero, la cui eredità continua a costruirsi. Si arriva a Pio Cancro, che a ventisei anni perse tutto e scelse di ricominciare: un hotel fatiscente di Massafra è diventato nel 2023 una struttura affiliata a BWH, punto di partenza di un percorso ancora tutto da scrivere. C’è poi la famiglia Lamonica, con un imprenditore che a cinquant’anni ha avuto il coraggio di reinventarsi, acquistando un hotel mai aperto a Sabaudia e che, attraversando cantieri bloccati, tradimenti e pandemia, ha trovato nel figlio Mirko la continuità di una visione che guarda avanti. E poi la famiglia Borio, la cui storia inizia a fine ‘800 con una locanda accanto alla stazione di posta e arriva fino a oggi, con un’affiliazione Best Western che dura dal 1989: un filo familiare che non si è mai spezzato e che le nuove generazioni sono chiamate a raccogliere. Tra le pagine anche la storia dei Roscioli che a Roma inventarono il primo centro congressi in hotel nel 1957, aprendo una strada che il settore avrebbe percorso per decenni e che oggi abbraccia nuove visioni; e la famiglia Capuzzo, che nella Torino dell’occupazione nazifascista trasformò il proprio hotel in rifugio per famiglie ebree e punto di incontro per le staffette partigiane, consentendo all’edificio una memoria che ancora oggi ne orienta le scelte e l’identità futura. E ancora la famiglia Ciana, con due donne, Gilda e Luisita, alla guida della struttura tra le due guerre sulla Riviera Ligure, apripista di una leadership che il settore sta ancora imparando a valorizzare; la famiglia Pucci, partita da un bistrot aperto dai nonni in Canada e tornata in Italia nel 1962 per costruire qualcosa destinato a durare; la famiglia Coriddi, cresciuta insieme all’aeroporto di Fiumicino, il cui destino si è intrecciato con quello di un’Italia in movimento e che continua ad evolversi con essa; Irene Luvisi, ingegnere diventata protagonista di una trasformazione culturale all’Hotel Guinigi di Lucca, a dimostrazione che il futuro dell’ospitalità italiana si costruisce anche con coraggio e nuove contaminazioni e inneschi. Vite lontane tra loro per tempo e luogo, eppure percorse dallo stesso filo invisibile, quello di chi sceglie l’ospitalità come vocazione e non come mestiere. “Questo libro esprime grande rispetto e riconoscenza verso chi ha scelto di crescere con noi. Ciò che ci contraddistingue è la straordinaria varietà di storie, percorsi e vocazioni che i nostri albergatori portano con sé: radici profonde, capaci di attraversare generazioni e reinventarsi senza mai smettere di fare ospitalità e capaci di aggregarsi per affrontare insieme le sfide di ogni tempo. Ogni impresa affiliata, ogni famiglia di albergatori, è un pezzo dell’Italia che lavora e costruisce: ‘Cuore d’Albergo’ è il modo più autentico che abbiamo trovato per raccontarla”, ha dichiarato Sara Digiesi, CEO di BWH Hotels Italy & South-East Europe. L’iniziativa si inserisce pienamente nel percorso di BWH Hotels come Società Benefit, forma giuridica adottata ufficialmente a gennaio 2024 in Italia. Un modello d’impresa che misura il proprio successo non solo in termini economici, ma anche a livello di impatto culturale e sociale. Dare voce alle famiglie alberghiere affiliate significa riconoscere che dietro ogni hotel c’è una storia, un’identità che appartiene all’Italia e che quella storia merita di essere preservata e raccontata come ispirazione per chi ascolta. La raccolta evidenzia il tratto comune di queste meravigliose storie: la lungimiranza e la capacità di fare squadra e affidarsi ad un gruppo internazionale per essere più forti.

Fabrizio Del Bimbo 

venerdì 27 marzo 2026

La Stüa de Michil accompagna l’Italia sul podio del Bocuse d’Or

 


  Arriva dal Bocuse d’Or, la più prestigiosa competizione internazionale dedicata all’alta gastronomia, un risultato storico per la cucina italiana. Il Bel Paese conquista infatti la medaglia di bronzo grazie al talento e alla determinazione dello chef Matteo Terranova, affiancato dal suo commis Edoardo Magni. Provenienti dal ristorante stellato La Stüa de Michil- Simone Cantafio, all’interno dell’Hotel La Perla di Corvara, nel cuore delle Dolomiti, Terranova e Magni incarnano al meglio una nuova generazione di cuochi italiani capaci di coniugare tecnica, sensibilità e profondo rispetto per la materia prima. Il percorso che ha condotto a questo importante traguardo affonda le radici proprio nella filosofia del ristorante che li ha formati. La Stüa de Michil, guidata dallo Chef Simone Cantafio- membro del I.O.C Bocuse d’Or Italia Academy- è infatti riconosciuta come una fucina di talenti, un luogo dove la cucina diventa esperienza culturale e crescita personale.


Giovanna Pedrollo Costa, direttrice HR di Casa Costa 1956, aggiunge: “siamo estremamente orgogliosi di Matteo che, insieme a Fabio ed Edoardo, ha raggiunto questo importante traguardo di eccellenza. Questo premio rappresenta il meritato riconoscimento del loro talento, della passione e della dedizione che dimostrano ogni giorno nel loro lavoro. In Casa Costa 1956 crediamo fermamente che investire nelle persone non sia un costo, ma una strategia di impresa efficace e sostenibile nel lungo periodo. Riconosciuta l’importanza di questa opportunità, abbiamo fatto il possibile per garantire a Matteo il tempo e le risorse necessarie per partecipare. Nel nostro ristorante La Stüa de Michil puntiamo all’eccellenza e alla valorizzazione del potenziale individuale: sostenere i nostri talenti significa anche offrire loro la possibilità di mettersi alla prova su palcoscenici di grande prestigio”.


È in questo contesto che si inserisce la vittoria di Terranova e Magni, che non rappresenta soltanto un successo personale, ma diventa un importante riconoscimento per il luogo da cui provengono, capace di innovare restando fedele alle proprie radici e di formare professionisti pronti a competere ai massimi livelli internazionali.


A sottolinearlo è lo stesso chef Cantafio: “siamo fieri di questo risultato storico per il gruppo Italia, Matteo e Edoardo sono due cuochi che hanno iniziato il percorso Bocuse d’Or nelle nostre cucine di Corvara, rispettivamente come sous chef e commis. La loro grinta e professionalità, unitamente all’umiltà e alla voglia di inserirsi in un contesto di squadra di altissimo livello, sono i fattori che hanno fatto la differenza. Adesso ci godiamo questa vittoria per poi rimetterci in modalità mondiale, perché Lione sarà il prossimo palcoscenico dove continuare a sognare”.



HOTEL LA PERLA

HOTEL LA POSTA

BERGHOTEL LADINIA

BIO ALPINE HOTEL GRAN FODÀ


CASA COSTA 1956

CASA COSTA FOUNDATION

Str. Col Alt 105, Corvara in Badia (BZ) - info@hotel-laperla.it -  T +39 0471 831000


Fabrizio Del Bimbo 

mercoledì 25 marzo 2026

Le Buchette raccontano il Vino e le sue Melodie

 



Mostra, incontri ed eno-concerti nelle Sale Ginori di Palazzo Medici Riccardi


26 - 31 marzo 2026

ore 10.00 - 19.00 | ingresso libero




Una mostra per raccontare la storia, la tradizione e l’attualità delle buchette del vino, e cinque eventi eno-musicali per raccontare i paesaggi culturali del nostro Territorio attraverso il filo conduttore del Vino e della sua Musica.


“Le Buchette Raccontano. Il Vino e le sue Melodie” è il titolo della rassegna ideata dalle associazioni culturali Buchette del Vino e Chiave di Vino, in programma da giovedì 26 a martedì 31 marzo nelle Sale Ginori di Palazzo Medici Riccardi (Via Ginori 14), a Firenze.


“Una sfida ambiziosa quella che ci siamo dati organizzando questa kermesse - commentano Matteo Faglia e Susanna Parretti, rispettivamente Presidenti delle Associazioni Buchette del Vino e Chiave di Vino – nata dalla comune consapevolezza che il Vino è un valore fondante della nostra cultura e, nel, contempo, uno dei più strategici fattori di promozione e sviluppo territoriale. Storia e innovazione, tradizione e modernità sono i messaggi che vogliamo comunicare per creare la consapevolezza che il nostro Territorio è un patrimonio collettivo da vivere e condividere. Con il taglio particolare delle iniziative promosse dalle nostre associazioni, vogliamo infine offrire a concittadini e turisti l'occasione di esplorare percorsi nuovi”.


Negli spazi espositivi sarà allestita una mostra immersiva, ricreando così uno spaccato di quella tradizione - esclusivamente fiorentina - voluta da Cosimo I de’ Medici per favorire la somministrazione del vino. Un percorso che accompagna il visitatore in un viaggio dal Cinquecento a oggi attraverso installazioni originali e ricostruzioni scenografiche: una cantinetta del Seicento con le sagome del vinaio e degli avventori, pannelli dedicati alle buchette fiorentine e toscane, una cornice originale in pietra e una porta storica in legno dotata di finestrino, attraverso il quale un oste in costume servirà quotidianamente il vino della cantina ospite.


Completano il percorso un’esposizione di fiaschi antichi, video clip su aspetti curiosi e poco noti dell’uso secolare dei finestrini del vino, card pop-up realizzate da studenti dell’Accademia di Belle Arti di Firenze e gigantografie delle mappe delle buchette in Toscana e nel mondo. La mostra sarà visitabile a ingresso libero, dalle 10 alle 19.


Parte integrante della mostra, “Le Buchette Raccontano – Il Vino e le sue Melodie” è la proposta di cinque eventi eno-musicali a tema che intrecciano storia, musica e degustazione per offrire momenti di convivialità e di condivisione. Ogni evento prevede una specifica “storia di Vino” (a cura di un relatore), la descrizione di un vino “collegato” a quella stessa storia, la presentazione dell’azienda produttrice di quel vino (a cura del produttore), il programma musicale (a cura di giovani musicisti del Conservatorio Cherubini), la degustazione del Vino. Un “viaggio virtuale” che accompagna il visitatore a conoscere la Toscana, attraverso i suoi vini e le loro melodie, quale paesaggio culturale da vivere e condividere.


Si parte giovedì 26 marzo con Marco Passeri che celebra la figura di Cosimo III de’ Medici (e del figlio Giangastone) grazie al quale il vino toscano è diventato un valore identitario e strumento di diffusione della nostra cultura. Venerdì 27 sarà Giovanni Cipriani a raccontare Michelangelo-produttore di vino nel Chianti, attraverso la descrizione del suo celebre affresco “L’ebbrezza di Noé” all’interno della Cappella Sistina. Sabato 28 Zeffiro Ciuffoletti dedica la sua narrazione alla nascita della cucina italiana, ora patrimonio immateriale dell’umanità. Lunedì 30 Mauro Agnoletti racconta il patrimonio delle vigne urbane a Firenze. Chiude martedì 31 Massimo Seriacopi con un approfondimento su Dante e il vino, attraverso l’interpretazione di alcuni brani della Divina Commedia. Ogni evento prevede un momento musicale, eseguito da giovani musicisti del Conservatorio Cherubini e, a chiudere l’appuntamento, la degustazione del vino, somministrato attraverso la buchetta. Gli eventi sono a ingresso libero, dalle 17.00 alle 19.00.


PROGRAMMA INCONTRI ED ENO-CONCERTI


orario 17:00-19:00


giovedì 26 marzo


Marco PASSERI


Dalla Toscana alla Boemia. Una nuova cultura del vino di Cosimo III de’ Medici


CONCERTO: Giuseppe de Nitto fisarmonica, Matilde Michelin clarinetto


DEGUSTAZIONE: Vino Tenuta BOSSI dei Marchesi Gondi


venerdì 27 marzo

Giovanni CIPRIANI


L'ebbrezza di Noè. Il vino e i suoi strumenti negli affreschi di Michelangelo


CONCERTO: Giuseppe de Nitto fisarmonica, Anton Marashi violoncello


DEGUSTAZIONE: Vino Tenuta NITTARDI


sabato 28 marzo


Zeffiro CIUFFOLETTI


La Cucina italiana, patrimonio dell’umanità. E il Vino…


CONCERTO: Giuseppe de Nitto fisarmonica, Akemi Battistini violoncello


DEGUSTAZIONE: Vino Podere LA VILLA


lunedì 30 marzo


Mauro AGNOLETTI


Tra palazzi e vigneti: il paesaggio rurale storico di Firenze


CONCERTO: Giuseppe de Nitto fisarmonica, Giacomo Ferracci violino


DEGUSTAZIONE: Vino Fattoria di BAGNOLO



martedì 31 marzo


Massimo SERIACOPI


Quanto vino nella ‘Commedia’ di Dante


CONCERTO: Giuseppe de Nitto fisarmonica, Giacomo Ferracci violino


DEGUSTAZIONE: Vino Tenuta MALENCHINI


Ingresso libero fino a esaurimento posti. Posti limitati. Si consiglia la prenotazione alla mail info@chiavedivino.it



Le Buchette Raccontano – Il Vino e le sue Melodie è un progetto realizzato dalle associazioni culturali Buchette del Vino e Chiave di Vino con il patrocinio di Città Metropolitana di Firenze, Comune di Firenze, Regione Toscana, ConfGuide-ConfCommercio e il contributo di Marchesi Antinori, Vetreria Etrusca, Il Grande Nuti e OMCF. Sponsor tecnici Unicooop Firenze e Conservatorio Cherubini.


Info www.buchettedelvino.org – www.chiavedivino.it



Associazione Buchette del Vino


L’Associazione Buchette del Vino è nata a Firenze nell’ottobre del 2015 con lo scopo di censire, studiare, documentare, far conoscere e salvaguardare un patrimonio diffuso del territorio toscano a partire dalla metà del 500. Testimonianza unica e del tutto originale di commercio del vino direttamente dal produttore al consumatore, le buchette del vino, cadute in disuso a metà 900 e via via dimenticate, sono state riscoperte durante la pandemia di Covid, che ha portato una dozzina di esercizi fiorentini a rielaborarne la tradizione. Il censimento operato dall’Associazione, tuttora in corso, registra ad oggi più di 300 referenze in tutta la Toscana. Attraverso il sito e i social, inoltre, vengono riportate e aggiornate tutte le nuove scoperte e le numerose iniziative, fatte di studi, incontri, visite guidate, produzione di video-tour, cacce alle buchette e altro.


Associazione Chiave di Vino


Nata nel 2017, l’Associazione Chiave di Vino è un ente no profit che si dedica a esplorare e valorizzare le ricchezze paesaggistiche, produttive, artistiche, di accoglienza del territorio toscano, utilizzando la cultura del Vino come «agente di creatività» nella generazione di valore in un’ottica di marketing territoriale. Specializzata in organizzazione di eventi eno-musicali dal format distintivo e innovativo, l’associazione realizza e offre esperienze che tessono storie, sapori e suoni, articolate in circuiti di Vini e Musica: eventi a tema organizzati in contesti esclusivi e inusuali  - quali cantine e vigne, dimore storiche, biblioteche, musei e piccoli musei – che fanno emergere l'eccezionale particolarità, culturale, naturale e produttiva, di ogni singola realtà toccata e rafforzano il legame di identità e unicità del territorio.


Fabrizio Del Bimbo 

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