martedì 3 marzo 2026

Rotta, una mostra immersiva di Giuseppe Lo Schiavo nella Sala d'Arme a Firenze

 




C’è chi, nel viaggio dalle rotte del Mediterraneo centrale a quelle italiane, non ha neppure la dignità di diventare numero. Vite che attraversano il mare senza lasciare traccia, fuori da ogni statistica, inghiottite da un confine che spesso non riconosce i corpi, i nomi, le storie. È da questa frattura, e dall’esperienza diretta dell’artista Giuseppe Lo Schiavo, che a Palazzo Vecchio di Firenze, dal 4 al 29 marzo 2026, arriva Rotta, mostra immersiva e opera video installativa che esplora il Mediterraneo come spazio di confine, memoria e ascolto,  trasformando il mare in un luogo sospeso tra oblio e testimonianza attraverso immagini, suono e rito.


Un’opera d’arte site specific a cura di Serena Tabacchi - nata come performance in presa diretta - che nelle immagini di un attraversamento in mare aperto, chiama a raccolta e interroga le coscienze. Un’esperienza sensoriale immersiva che coinvolge lo spettatore non come osservatore esterno, ma come presenza attiva all’interno di uno spazio di ascolto e riflessione, dove l’arte non si limita a rappresentare, ma chiede una presa di posizione: una processione laica in mare, in cui cinque imbarcazioni avanzano insieme come un unico corpo, fino a un gesto finale di forte impatto simbolico.

È così che Rotta si colloca consapevolmente all’interno di quello che era lo spazio deputato alla difesa della “fortezza” cittadina, e che Giuseppe Lo Schiavo trasforma in un luogo di riflessione sul concetto contemporaneo di difesa e di confine. Confini che non sono più mura né bastioni, ma superfici liquide, instabili, spesso invisibili. Rotte marittime trasformate in linee di separazione, in spazi di controllo e di attesa, dove la tutela di un territorio coincide spesso con l’esclusione dell’altro. 


Nei 350 metri quadrati della Sala d’Arme, proiezioni perimetrali sincronizzate e un sistema audio immersivo costruiscono un ambiente che agisce sul corpo e sulla percezione: le immagini scorrono come frammenti di una memoria collettiva che non trova archivi ufficiali, mentre il suono avvolge lo spazio e guida l’esperienza in un attraversamento emotivo e sensoriale che sollecita domande, responsabilità, partecipazione.


Non solo dispositivo immersivo: nella Sala d’Arme trovano posto sculture di delfini a grandezza naturale. Spiriti guida per eccellenza, i delfini assumono un valore ambivalente: simboli di salvezza e di mito, ma anche presenze silenziose che accompagnano e interrogano. Un’estensione che amplia il respiro del progetto e rafforza il dialogo tra interno ed esterno, tra esperienza individuale e dimensione collettiva.


La colonna sonora originale, composta da Marco Guazzone, dialoga con l’esecuzione di una banda musicale di Pizzo Calabro, coinvolta direttamente nel progetto, trasformando il viaggio in un atto corale, intimo e collettivo al tempo stesso.


Giuseppe Lo Schiavo, in arte GLOS, è visual artist e researcher attivo tra Milano e Londra. La sua ricerca si muove all’intersezione tra tecnologia, scienze e storia dell’arte attraverso il concetto di Synthetic Photography, sviluppato a partire dal 2022 dopo la collaborazione con il MUSE – Museo delle Scienze di Trento su progetti di biologia sintetica. Il suo lavoro indaga temi come evolutionary biology, transhumanism ed ecocentrism, attraverso installazioni immersive, proiezioni 3D e ambienti audiovisivi complessi. Tra i principali riconoscimenti figurano l’European BioArt Challenge 2021, il Premio Cairo 2024 e la selezione su Domus nel 2023. Le sue opere sono state presentate in musei, fondazioni e collezioni pubbliche e private in ambito nazionale e internazionale.


Rotta è promossa dai Musei Civici Fiorentini con il Patrocinio del Comune di Firenze e con la collaborazione della Fondazione MUS.E


Fabrizio Del Bimbo 

Grande successo per l’edizione 2026 di BigMarket


 È l’appuntamento annuale di BigMat che riunisce rivenditori e fornitori della filiera edile 

A Firenze 168 soci, 120 fornitori e 1.200 presenze per tracciare le strategie di un settore chiave dell’economia nazionale.





Il 26 e 27 febbraio 2026 Firenze è tornata a essere il punto di riferimento nazionale per il mondo della distribuzione edile. Lo ha fatto ospitando la dodicesima edizione di BigMarket, l’appuntamento annuale organizzato da BigMat, primo Gruppo europeo per numero di punti vendita specializzati nella distribuzione di materiali per costruire, ristrutturare e rinnovare.

La manifestazione si è svolta negli splendidi spazi della Fortezza da Basso, luogo dove si sono riuniti tutti i 168 soci italiani del Gruppo insieme a 120 fornitori selezionati. Sono state due giornate di confronto strategico dedicate all’analisi dell’andamento del comparto e alla presentazione delle novità destinate al mercato per il 2026.

In apertura dei lavori, il benvenuto ai partecipanti al BigMarket è stato dato dal presidente di BigMat Italia, Alessandro Cerbai, e da Matteo Camillini, Managing Director BigMat Italia e International. È stata invece Letizia Perini, assessora allo sport, alle politiche giovanili e alle tradizioni popolari del Comune ospitante, ad aprire ufficialmente la parte espositiva della manifestazione. Particolarmente gradito il saluto rivolto ai convenuti all’evento dalla sindaca di Firenze Sara Funaro. 



Grande attenzione ha suscitato la presenza di due protagonisti assoluti dello sport internazionale: Ferdinando De Giorgi e Julio Velasco, commissari tecnici delle Nazionali maggiori di pallavolo, entrambe vincitrici nel 2025 del campionato del mondo. La loro partecipazione ha testimoniato il legame profondo tra BigMat e il mondo del volley, rafforzato dal ruolo di sponsor ufficiale delle Nazionali italiane di pallavolo oltre che dal progetto “Costruiamo per lo Sport” a sostegno dell’attività sportiva anche a livello giovanile.

Intervistati da Matteo Camillini, Managing Director BigMat Italia e International, i due tecnici hanno condiviso riflessioni sul valore della leadership, della gestione delle aspettative e del miglioramento continuo. “Dopo una vittoria – hanno spiegato – è fondamentale evitare di adagiarsi sul risultato: riconfermarsi è più difficile che vincere la prima volta, perché aumentano le pressioni e si rischia di dare per scontato il successo. Occorre rimettersi in discussione, mantenere vivo il senso della sfida, definire ruoli chiari all’interno del team e condividere obiettivi comuni”. Un approccio, quello dei due coach, che rispecchia pienamente la filosofia di BigMat, fondata sul gioco di squadra come leva strategica di crescita.


L’evento è stato anche l’occasione per presentare i numeri che fotografano la solidità del Gruppo BigMat. Nel 2025 i 1.094 punti vendita distribuiti in sette Paesi europei – Italia, Belgio, Francia, Portogallo, Repubblica Ceca, Slovacchia e Spagna – hanno generato un fatturato complessivo di 3,509 miliardi di euro. Di questi, 1,015 miliardi provengono dall’Italia grazie al contributo di 168 soci, protagonisti di una rete capillare (257 punti vendita) al servizio di imprese, artigiani, progettisti, architetti e privati, con soluzioni su misura per ogni esigenza costruttiva.

Ampio spazio nel corso dell’evento è stato riservato anche a HABIMAT, l’insegna di BigMat dedicata agli showroom specializzati in finiture d’interni, oggi presenti in Italia con 49 punti espositivi, dove professionisti e clienti privati possono usufruire di consulenze di interior design e scoprire proposte per rivestimenti, pavimenti, arredo bagno, sanitari, colore e arredamento. Focus inoltre su BigRent, il servizio di noleggio di attrezzature per l’edilizia di BigMat che conta attualmente 52 centri attivi sul territorio nazionale, quasi il doppio rispetto a dodici mesi fa, una crescita che denota la forte evoluzione del settore.

Il programma di BigMarket 2026 ha incluso numerose tavole rotonde dedicate a temi di grande attualità, quali cybersecurity, geomarketing, credito al consumo, assicurazione dei crediti commerciali e digitalizzazione dei listini. Argomenti strategici per una distribuzione edile moderna e competitiva, sui quali BigMat investe per mettere a disposizione della propria rete strumenti concreti utili ad affrontare un mercato complesso, ma ricco di opportunità.

Nel corso della cena di gala Matteo Camillini, Managing Director BigMat Italia e International, ha consegnato alcune targhe a titolo di riconoscimento a quei fornitori che si sono maggiormente distinti per l’impegno profuso in attività e progetti ritenuti strategici per il Gruppo. A Fischer Italia (ritirato da Mauro Monaro, Direttore Vendite e Marketing) è andato il premio come Partner Private Label, per la proposta e lo sviluppo della gamma dei prodotti a marchio BigMat, l’evoluzione tecnica e la fornitura di supporti di merchandising, finalizzati alla valorizzazione del prodotto; a Cooperativa Ceramica d’Imola (ritirato da Marco Mezzopera, Direttore commerciale del brand Imola e Richard Missiroli, Direttore commerciale del brand La Faenza-Leonardo) quello come Partner HABIMAT, per la loro ampia proposta di prodotti che fondono innovazione tecnologica e design, supportando ed esprimendo a pieno il concept stesso degli showroom; a PPG (ritirato da Silla Giusti, General Manager Italia) quello quale miglior partner internazionale per il costante supporto alla rete BigMat in tutta Europa e per lo sviluppo delle sinergie con BigMat International e con gli altri paesi del Gruppo; e infine a Tecfi (ritirato da Michelangelo Tursi, Marketing and Go to Market Director e Valentino Variale, Direttore Vendite Italia) quello per il migliore stand presente a BigMarket, riconoscimento attribuito dai soci BigMat.

L’ampia partecipazione a BigMarket 2026 ha confermato il successo dell’iniziativa: oltre 1.200 presenze complessive nelle due giornate e 650 invitati alla cena di gala del 26 febbraio, anch’essa tenutasi nella meravigliosa cornice della Fortezza da Basso. Numeri che consolidano il ruolo di BigMarket come piattaforma privilegiata di confronto e di crescita per l’intera filiera edile.

Sulla scia di questo risultato, il Gruppo guarda già avanti: sono infatti in corso i preparativi per un’edizione 2027 (la tredicesima) ancora più ricca di contenuti e opportunità.


Fabrizio Del Bimbo 

mercoledì 25 febbraio 2026

BigMarket: il 26 e 27 febbraio l’undicesima edizione alla Fortezza da Basso

 



Torna BigMarket, l’evento di riferimento per il settore edilizio italiano, in programma il 26 e 27 febbraio alla Fortezza da Basso, organizzato da BigMat, gruppo leader per numero di punti vendita dedicati alla distribuzione di materiali per costruzioni, ristrutturazioni e rinnovamenti.


Saranno oltre 150 gli associati presenti in fiera e 90 i fornitori selezionati, protagonisti di due giornate di incontri e networking dedicate all’analisi dell’andamento attuale del mercato edilizio e all’approfondimento di soluzioni e novità di prodotto.


BigMarket si conferma così un momento chiave per rafforzare le relazioni tra distribuzione e industria, condividere strategie e individuare nuove opportunità di crescita in un settore in continua evoluzione.


https://www.bigmarket-italia.it/fiera/


Fabrizio Del Bimbo 

Publiacqua dona un fontanello ai Ragazzi di Sipario

 





Publiacqua sostiene l'inclusione sociale e la sostenibilità ambientale donando un fontanello di acqua di alta qualità ai ragazzi della cooperativa "Ragazzi di Sipario" a Firenze. Questa iniziativa, che rientra nel piano di installazione di impianti di erogazione, promuove il consumo di acqua potabile di rete, riducendo l'uso di plastica

Il fontanello riduce l'inquinamento da bottiglie di plastica, contribuendo a un risparmio ambientale significativo.

L'acqua erogata è buona, controllata e sostenibile.

 Il progetto supporta la cooperativa "Ragazzi di Sipario", che promuove l'inserimento lavorativo di persone con disabilità intellettiva. i clienti del ristorante di via Aretina 16r non pagheranno l'aacqua. 


I fontanelli di Publiacqua sono una realtà diffusa, con oltre 129 installazioni attive nei 46 comuni serviti, che hanno permesso un notevole risparmio economico alle famiglie. 


Fabrizio Del Bimbo 

Nicoletta Curradi 

sabato 21 febbraio 2026

Anteprime di Toscana 2026: presentate le nuove annate del Consorzio Valdarno di Sopra


Il Valdarno di Sopra Day 2026 si è tenuto  il 20 febbraio scorso presso l'Anfiteatro del Borro (AR), chiudendo la Settimana delle Anteprime di Toscana. I produttori hanno presentato le nuove annate della DOC, focalizzandosi su viticoltura biologica e sostenibilità. 

L'evento ha visto la partecipazione di oltre 90 giornalisti internazionali.




La denominazione, riconosciuta nel 2011, punta  su sostenibilità, valorizzazione dei vitigni autoctoni e identità territoriale.

 La vendemmia 2025 promette risultati importanti e la denominazione sta crescendo con una visione chiara, mantenendo saldo il proprio legame con il territorio e una direzione precisa, quella del biologico che il direttore Ettore Ciancico, direttore del Consorzio Valdarno di Sopra Doc, ha definito “una strada necessaria per tutti”.





I miei migliori assaggi:


Campo del Monte Rodos Valdarno di Sopra Cabernet Sauvignon 2019


Fattoria Bellosguardo 

Pipillo Valdarno di Sopra Foglia tonda 2024


Il Borro Valdarno di Sopra Toscana IGT Rosso 2022


Podere Il Carnasciale Ottandadue Valdarno di Sopra Sangiovese 2022


Migliarina & Montoozzi 

Castello di Montozzi Valdarno di Sopra Cabernet Sauvignon  2020 


https://www.valdarnodisopradoc.it/


Fabrizio Del Bimbo 


ADHD nel bambino e nell’adulto, consapevolezza e interventi multimodali, un convegno al CTO

 Un importante convegno a Firenze 




Un tema importante e attuale è stato trattato dal convengo svoltosi il 21 febbraio 2026 nell’Auditorium del CTO dell’Azienda ospedaliero universitaria Careggi a Firenze. L’evento era intitolato: “ADHD nel bambino e nell’adulto, consapevolezza e interventi multimodali” era organizzato da AIFA APS Associazione Italiana Famiglie ADHD, in collaborazione con la Sezione Psichiatria del Dipartimento di Scienze della Salute. Quindi più attenzione all’attenzione, o meglio al diturbo da deficit di attenzione e iperattività (ADHD): non solo nel bambino ma anche nell’adulto. .


“Questo disturbo – spiega il professor Francesco Rotella, responsabile scientifico del convegno e psichiatra a Careggi nella Sod diretta dal Professor Valdo Ricca – è sempre più diagnosticato anche nell’adulto. Gli specialisti, i pazienti e i loro familiari stanno acquisendo consapevolezza dei sintomi connessi ad un disagio tanto rilevante quanto sommerso. Nonostante ciò, questo problema può oggi essere spesso mascherato dalle dinamiche di una società sempre più frenetica e dal cambiamento delle strategie comunicative che oggi richiedono livelli di attenzione che raramente superano i 40 secondi”.


“Si stima – prosegue Rotella – che la popolazione con disturbi classificati nell’ambito delle neuro-divergenze di cui fanno parte sia l’ADHD che l’autismo si manifestino in modo variabile da un minimo a un massimo di gravità fra il 5 e il 10% della popolazione totale. L’insorgenza del disturbo di attenzione è sempre nella fase pediatrica, ma nel 50-60% dei casi persiste nell’età adulta.  


“A Careggi – aggiunge Rotella – i pazienti che richiedono diagnosi e cura sono in costante aumento. Il fenomeno sta emergendo grazie ad una migliore capacità diagnostica che riesce a dare un senso clinico a condizioni di disagio e sofferenza che fino a poco tempo fa non erano prese in considerazione soprattutto nell’adulto. Si stima che nelle province di Firenze, Prato, Empoli e Pistoia, vi siano complessivamente circa 50mila persone adulte con sintomi riconducibili alla ADHD”.


“La buona notizia – conclude Rotella – è che l’ADHD, oltre che con la psicoterapia, può essere curata con uno specifico farmaco che, in circa le metà dei pazienti in trattamento, è in grado di consentire una remissione dei sintomi, o comunque di ridurre in modo significativo l’impatto che i sintomi hanno sulla qualità della vita”.

Fabrizio Del Bimbo 

 

martedì 17 febbraio 2026

La mostra Making light dal 26 febbraio 2026 a Palazzo Cstri 1874 a Firenze

 Il 26 febbraio 2026 si terrà il vernissage della  mostra MAKING LIGHT, personale dell'artista Simone Garofalo, a cura di Loredana Barillaro, allestita nelle sale di Palazzo Castri 1874, Boutique Hotel in Piazza dell'Indipendenza 7, a Firenze.

La mostra resterà aperta fino al 26 gennaio 2027.




La mostra rientra nell’esigenza di Palazzo Castri 1874 - nella persona della General Manager Chiara Figini - di far diventare l’hotel un punto di riferimento per l’arte contemporanea nella città di Firenze - e non solo - e nella volontà di connotare la propria brand identity attraverso i linguaggi del contemporaneo. Il progetto di Palazzo Castri 1874 mira pertanto ad ospitare artisti di talento che hanno così la possibilità di esibire il loro lavoro ad un pubblico internazionale.

La curatrice Loredana Barillaro, spiega come è nata questa mostra.

“Making Light” è l’atto del costruire, del fabbricare. E Simone Garofalo lo fa con una grande attenzione ai materiali, realizzando lavori che parlano di luce e di spazio. 

Spazi che a tratti si fanno costellazioni, puntellate da elementi che richiamano la sua indole di designer.

Egli ci narra del mito di Dedalo, di Icaro, ma anche di Simone Martini e della pittura del Trecento toscano, mediante l’uso copioso delle superfici oro, così propense a irradiare calore ed energia, assieme al formato tondeggiante che, talora, richiama alla mente il desco tipico dell’epoca rinascimentale, se pensiamo alla luce come nascita e dono. Il riferimento al mito si fa testimone anche della frammentazione tipica della contemporaneità, nelle sue infinite contraddizioni, all’interno di una pittura astratta che diviene manifesta volontà di lasciare il segno.

Frammentazione come ferita, ma una ferita che è al contempo rinascita, in fondo non sappiamo se quello che abbiamo davanti sia stia formando o disgregando, gli elementi “altri” che l’artista posa con garbo sulle superfici sono la traccia che può indicare là dove il suo sguardo volge, che sia pittura, materia densa e concreta, o che sia acquerello, leggero e impalpabile. Ma la tavolozza su cui Simone Garofalo agisce con un fare a volte lieve talaltra più intenso, realizza atmosfere che ricordano intenzionalmente anche le ninfee di Monet, così come la geometria di Kandinskij.

Nell’incontro con la contemporaneità Simone Garofalo - nel superare la bidimensionalità delle superfici piane - costruisce “scatole luminose” in cui il neon led sposa la foglia oro e il legno antico, e in cui il simbolo dell’infinito richiama alla mente la riflessione sull’avanzare del tempo, sulla complessità di un concetto che da epoca immemore si pone al centro dell’arte, della scienza, della filosofia. Il tempo che, nel suo fluire, non si può contenere o arrestare. 

Cerchi, punti, linee ondulate su tonalità di blu, di verde, di oro. Blu come il mare, il cielo, le notti stellate, blu come la bellezza dei soffitti affrescati dai maestri del passato, blu come il manto della Vergine. Il verde, che richiama l’elemento naturale nelle sue molteplici componenti, sviluppa il tema del ricordo, il ricordo della campagna, di un mondo bucolico costellato da farfalle e api che si contrappone ad una contemporaneità in cui la natura diventa artificio e finzione. L’oro così prezioso nel farsi luce, nel farsi evocatore di spazio, di un luogo che si dilata, che respira e si fa specchio. Ma Simone Garofalo sceglie anche la profondità del nero, un colore capace di farsi potenza nella sovrapposizione di piani polimaterici in cui, evidentemente, spiritualità e conoscenza si fondono. 


L’artista dunque si muove su più fronti, alla ricerca di un percorso in cui il bisogno di “creare” si fa impellente, un percorso in cui, ancora una volta, è la luce - quale concetto dal plurimo significato - a determinare il passo, ad interpretare una sinfonia, a farsi luogo privilegiato in cui fermarsi e ascoltare.


Per info:

Palazzo Castri 1874

Piazza dell’Indipendenza 7, Firenze

www.palazzocastri.com - welcome@palazzocastri.com

Fabrizio Del Bimbo 

Rotta, una mostra immersiva di Giuseppe Lo Schiavo nella Sala d'Arme a Firenze

  C’è chi, nel viaggio dalle rotte del Mediterraneo centrale a quelle italiane, non ha neppure la dignità di diventare numero. Vite che attr...