mercoledì 26 aprile 2023

Grande successo per l'Anteprima Sagrantino a Montefalco




Montefalco,  nel cuore della verde Umbria, ha ospitato, il 19 e il 20 aprile 2023,  l' Anteprima Sagrantino, organizzata dal Consorzio Tutela Vini Montefalco, nato nel 1981 per coordinare le aziende della zona nella costante ricerca della qualità,.  Oltre a degustazioni, convegni e alla presentazione alla stampa nazionale e internazionale della nuova annata di Montefalco Sagrantino DOCG, la 2019, si è svolta la quindicesima edizione del Gran Premio Sagrantino che si è inserito nell’ottica della valorizzazione e della conoscenza del grande vitigno rosso umbro. Ai vincitori, infatti, è stata assegnata una borsa di studio finalizzata alla conoscenza e allo sviluppo del Montefalco Sagrantino.





Andrea Gualdoni, sommelier di Ais Lombardia, con una carriera già affermata nel settore all’interno di un ristorante stellato del nord Italia, è il vincitore di questa  edizione del Gran Premio Sagrantino, organizzata da Ais (Associazione Italiana Sommelier) Umbria. Il secondo posto sul podio del Gran Premio è stato conquistato da Michele Manca, di AIS Veneto. Terzo Daniel Tamburri, sommelier molisano. 

È stata una competizione difficile ed impegnativa, anche grazie all’alto livello dei sommelier in concorso, accorsi da tutta Italia per ottenere l’ambito titolo di Ambasciatore del Sagrantino. Il concorso si è svolto durante tutta la giornata del 19 aprile. Prima la prova scritta al mattino con la degustazione di due vini, che nascondeva al suo interno un piccolo “tranello: uno dei due vini, infatti, era un “intruso”, quindi non appartenente alla denominazione Montefalco. A seguire si è poi tenuto un test scritto molto impegnativo. Tra i candidati, solo i primi tre che hanno totalizzato il punteggio più alto e hanno superato la prova hanno avuto accesso direttamente alla finale. I finalisti hanno quindi sostenuto nel pomeriggio la fase finale della prova, con la degustazione di un vino, l’abbinamento al cibo, una prova di servizio con decantazione e infine un test di conoscenza di una etichetta e di un personaggio dell’areale di Montefalco. Il tutto valutato da una giuria di esperti.

Il Presidente di AIS Umbria Pietro Marchi ha affermato che   i candidati al Gran Premio erano molto preparati e si sono misurati sul palco con grande competenza. Il Master si conferma uno strumento di formazione importante, perché dà la possibilità di avere degli ambasciatori del Sagrantino sul territorio nazionale.




 La commissione di esperti ha attribuito il massimo, cioè cinque stelle, all'annata 2019, con l'auspicio che il Sagrantino venga scoperto da un numero sempre più ampio di consumatori.

Lo meritano gli sforzi del Consorzio Tutela Vini di Montefalco, che ha goduto di una presenza sempre più vasta di operatori e giornalisti provenienti dall'estero, chiaro segnale che il Sagrantino e i vini dell'Umbria in generale guardano con interesse sempre crescente ai mercati esteri. L'evento cambia nome diventando 'A Montefalco' per sottolineare l'ampiezza di offerta vinicola della zona.

In questa zona ci sono aziende che già vendono all'estero il 30 o 35% della loro produzione. Inoltre il Consorzio lavora, come afferma il suo presidente Giampaolo Tabarrini, "per un consumo responsabile del vino, perché si accresca consapevolezza sul consumo dei prodotti locali. Il vino è un elemento fondamentale della nostra cultura e non può essere oggetto di iniziative, come quella degli alert sulla nocività del vino che l'Europa vorrebbe introdurre.

Tra i migliori assaggi spiccano eccellenze come il Carapace della Tenuta Castelbuono, il Valdimaggio di Arnaldo Caprai e il 2019 di Antonelli San Marco, Scacciadiavoli e La Veneranda.


Info: www.consorziomontefalco.it/


Fabrizio Del Bimbo   


venerdì 31 marzo 2023

TRAM-E-D’ARTE: visite guidate alla scoperta della Firenze contemporanea lungo la tramvia

 



Prosegue il progetto Tram-e-d’Arte, per scoprire la Firenze moderna e contemporanea lungo il percorso delle linee tranviarie. Dopo il lancio lo scorso anno del sito web con i 200 luoghi d'interesse ubicati lungo la tramvia e dei pannelli con il QR code affissi alle fermate, il progetto continua con successo. Tram-e-d’Arte cresce e si arricchisce di un ulteriore tassello, opportunità per valorizzare un contesto urbano inedito, a partire da un servizio molto utilizzato dalla cittadinanza come quello tranviario.




 


“Il progetto è davvero interessante – aggiunge l’assessore alla Mobilità Stefano Giorgetti - perché utilizzando le linee tranviarie propone ai cittadini e turisti l’opportunità di scoprire luoghi d’interesse, spesso lungo i percorsi abituali o vicini alla propria residenza, ma anche mostre ed eventi. La regolarità del servizio tranviario renderà facile fermarsi, visitare e ripartire verso altre destinazioni. E le future linee tranviarie consentiranno di estendere il progetto su tutto il territorio fiorentino”.


 


“La nostra casa editrice è da sempre impegnata a svelare la Firenze più ‘inedita’. Lo facciamo da 15 anni con Firenze made in Tuscany e l’abbiamo fatto anche con la guida Oltrarno su misura. Tram-e-d’Arte è un nuovo punto di vista su Firenze, che valorizza e fa conoscere la città oltre il centro storico - prosegue Matteo Parigi Bini, direttore editoriale e editore di Gruppo Editoriale - mostrando la bellezza, ma anche la contemporaneità, dell’area urbana, oggi resa ancor più raggiungibile grazie alla tramvia. Un modo per far scoprire luoghi poco conosciuti non solo da chi visita la città, ma anche dai fiorentini”.

Già da novembre 2022 è stato possibile scoprire questi luoghi anche grazie alle speciali visite guidate (in lingua italiana e inglese), tenute da guide appositamente formate sugli itinerari Tram-e-d’Arte: dalla Stazione di Santa Maria Novella, considerata un vero e proprio capolavoro del Razionalismo italiano, all’Aeroporto intitolato al celebre navigatore fiorentino Amerigo Vespucci, alla scoperta dei tesori preziosi tra passato e presente di Novoli; oppure dal Parco mediceo delle Cascine fino all’Isolotto e al modernissimo Centro Rogers di Scandicci; o ancora dalla Stazione Leopolda al Giardino dell’Orticoltura, dove salire agli Orti del Parnaso per riempirsi gli occhi di un magnifico panorama sulla città. Esperienze pensate per arricchire la quotidianità di chi usufruisce abitualmente di questo servizio, ma anche di chi, fiorentino o turista, vuol sperimentare un nuovo modo di vivere la città scoprendone piccole e grandi ricchezze fuori dai circuiti più inflazionati.

Il sito www.tramedartefirenze.it (in italiano/inglese) è dedicato alla Firenze esterna al centro storico. Attraverso immagini inedite e curiosità se ne raccontano i luoghi d’interesse nell’arco di circa 1,5 km (20 minuti a piedi) dalle varie fermate della tramvia, la nuova grande arteria che collega il cuore della città con la sua estensione, che è diventata così ancora di più una parte integrante e facilmente raggiungibile.

Il progetto - per ora comprensivo della linea T1 (26 fermate da Villa Costanza a Careggi) e della linea T2 (12 fermate da Unità d’Italia a Peretola), ma che poi si amplierà con l’apertura delle prossime linee della tramvia fiorentina - è ideato e a cura di Caterina Paolucci e Olivia Turchi per Associazione Via Maggio, e realizzato da Gruppo Editoriale, con il contributo dell’assessorato al Turismo del Comune di Firenze e della Fondazione CR Firenze.


Sono fruibili circa 200 luoghi d’interesse, divisi in 5 categorie - Top Attractions, Musei e Chiese, Parchi e Sport, Spettacoli e cultura, Botteghe e Mercati - tra cui edifici sacri o di cultura come la Chiesa russa ortodossa della Natività, la prima sul territorio italiano, o la Villa medicea a Careggi dove morì Lorenzo il Magnifico, ma anche centri dello spettacolo espressione di architettura contemporanea come il maestoso Palazzo di Giustizia a Novoli e la Manifattura Tabacchi, eccezionale esempio di recupero di un ex spazio industriale diventato un vero e proprio ‘centro fuori dal centro’, lo straordinario Museo Stibbert, o ancora antiche chiese, custodi di preziose e inaspettate opere d’arte, magnifici parchi e lavori di street art di alcuni degli urban artist più conosciuti, ma anche centri sportivi, università e Centri Commerciali Naturali.


Il sito è in costante aggiornamento, destinato ad ampliarsi in parallelo con la crescita del circuito tramviario e comunicato anche attraverso i social Instagram e Facebook.


Le fermate delle due linee del Tram sono state dotate di un pannello Qr Code che collega i viaggiatori direttamente alla pagina del sito relativa alla fermata in cui si trovano, invitando a scoprire così tutti i luoghi d’interesse circostanti.


Gli itinerari delle prime visite saranno i tre seguenti, e verranno proposti a rotazione


- Novoli: tesori preziosi tra passato e presente


Questo quartiere vi sorprenderà per la densità della sua storia, da quando i frati agostiniani si stabilirono qui con un piccolo oratorio, oggi chiesa di San Donato in Polverosa, a quando i Demidoff acquistarono il convento trasformandolo nella loro magnifica villa. Il parco di San Donato non è solo un’area verde per la comunità del quartiere ma una piacevole evasione dal traffico cittadino tra il polo universitario e il palazzo di giustizia. Un mostro a due passi dal centro storico o un’architettura rivoluzionaria? Cercheremo di capirlo insieme, prima di spostarci all’aeroporto di Peretola dove il nostro tour si concluderà con l’opera di uno degli artisti più amati e criticati del nostro tempo.


- Isolotto: l’anima di un quartiere


Un quartiere popolare nato nel dopoguerra, che ha visto all’opera artisti del calibro di Michelucci, con la realizzazione di abitazioni dallo stile unico circondate dal verde. La natura domina il quartiere dell’Isolotto dove chi, come l’artista Virgilio Sieni, ha deciso di stabilirvisi collabora costantemente con il territorio e la comunità, con proposte affascinanti e significative. C’è poi la street art, a due passi da una casa torre del ‘200 e dalla scuola nel bosco, un luogo quasi magico a cui si accede da un piccolo ponte. Da qui ci sposteremo a Scandicci, dove arriveremo al centro Rogers, inaugurato nel 2013 e progettato dall’architetto fiorentino autore del londinese Millennium Dome. Acciaio, vetro e tanta, tantissima luce, questo spazio innovativo sta diventando anche meta turistica per gli appassionati di architettura contemporanea.


- Musica, fiere e pittori lungo il Mugnone


Un itinerario da Porta a Prato al Giardino dell’orticoltura che metterà in luce gli anni di Firenze Capitale d’Italia, il piano di risanamento del Poggi, accanto ad eccellenze del vivere contemporaneo fiorentino tra arte, cultura e natura. Ci sarà anche spazio per una passeggiata lungo il corso del Mugnone, andando alla scoperta di gemme quali la chiesa russa ortodossa e il palazzo dei Pittori, dove lo svizzero Arnold Böcklin ideò le cinque versioni della sua celebre opera Die Toteninsel (L’isola dei morti), ispirandosi al Cimitero degli Inglesi di Piazzale Donatello. Al termine del tour godremo di una vista unica sulla città da una terrazza panoramica molto speciale.


Info: www.tramedartefirenze.it


Fabrizio Del Bimbo 

lunedì 27 marzo 2023

I miei migliori ristoranti”, storie di cuochi, il nuovo libro di Maurizio Drago

 




  Ecco il nuovo libro di Maurizio Drago dal titolo “I miei migliori ristoranti”, editore il Fontego delle Farine. È la storia dei cuochi di un centinaio di ristoranti e trattorie del Triveneto che il giornalista enogastroturista Maurizio Drago ha raccolto e pubblicato nel suo libro di 260 pagine riccamente illustrate. Il sottotitolo evidenzia bene il contenuto: “Sapori, storie e ricette delle trattorie e dei ristoranti del Triveneto…”


Spesso si frequenta un ristorante o o una trattoria e non si conosce la storia del cuoco. Maurizio Drago fa pertanto uno storytelling raccontando la storia di chi ogni giorno prepara e ci serve i piatti quando andiamo nel loro locale.


È un nuovo modo di raccontare la ristorazione,  non è e non vuole essere una guida ma uno strumento che incuriosisce il lettore sulle storie del cuoco o del titolare del locale. Maurizio Drago si basa sulle esperienze delle precedenti pubblicazioni scritte con Arrigo Cipriani, il più famoso ristoratore italiano nel mondo, quello dell’Harry’s Bar e con l’editorialista e già vicedirettore del Gazzettino Edoardo Pittalis. 


L'autore  scrive di trattorie, di ristoranti e di stellati valorizzando il territorio e raccontando le storie di chi lavora ogni giorno. Maurizio Drago si basa molto sul decalogo di Arrigo Cipriani di quando uno va al ristorante o in trattoria: l’accoglienza, il servizio, la buona e genuina cucina, il gusto dei cibi, l’emozione sensoriale. La cucina italiana è quella più amata nel mondo e ogni territorio ha il proprio piatto. Maurizio Drago punta molto sulla valorizzazione del territorio attraverso i piatti tipici.  

Nelle pagine del libro “I miei migliori ristoranti” si parla anche di sostenibilità,  di quanto sia importante non sprecare il cibo: vale la pena chiedere il “doggy bag” se  avanza del cibo nel piatto del ristorante. I ristoratori saranno ben felici. Non mancano le ricette che ogni cuoco ha proposto, con il relativo abbinamento al vino.

Un libro tutto da leggere!

Maurizio Drago

“I MIEI MIGLIORI RISTORANTI”

Editore:  Fontego delle Farine

260 pp.   € 18,70


Fabrizio Del Bimbo 


sabato 18 marzo 2023

Il congresso "Conoscere e curare il cuore" è giunto alla sua 40° edizione




 Quarant’anni è il traguardo che la Fondazione “Centro Lotta contro l’infarto”, nel 2023, raggiunge con il congresso “Conoscere e Curare il cuore”. 

Il congresso è stato presentato il 17 marzo  in una conferenza stampa moderata  dal giornalista Dr. Onder 

Quarant’anni anni di ricerca scientifica e tecnologica; quarant’anni di corretta informazione scientifica diffusa a beneficio della comunità cardiologica e della pubblica opinione del nostro Paese, grazie ad un’intensa attività editoriale; quarant’anni di formazione delle nuove leve, attraverso borse di studio; ma soprattutto, quarant’anni di innalzamento dell ivello di innovazione e solidità del dato. 

Ed anche per l’edizione 2023, organizzata dalla Fondazione “Centro Lotta contro l’Infarto” dal 16 al 19 marzo 2023 a Fortezza da Basso – Firenze, temi di grande rilievo scientifico. 

I criteri di selezione degli argomenti rispondono ad una precisa strategia. Il Congresso intende puntare sui diversi tipi di argomenti: temi evidence based che stimolino i decisori a costruire opportune strategie di governo della salute pubblica generale; argomenti di carattere più generale e divulgativo e quindi adatti alla pubblica opinione, che possano essere aggiornati dagli ultimi risultati degli studi clinici; le grandi questioni scientifiche ancora non risolte dal dibattito interno alla cardiologia italiana.


La morte improvvisa, il primo tema della selezione, è l’esempio perfetto di questione importante, ancora aperta e che tanto scalpore suscita nella comunità, perché spesso colpisce giovani ed anche atleti.

“La prevenzione della morte improvvisa (SD)” - commenta Francesco Prati, Presidente della Fondazione Centro per la Lotta contro l’Infarto – “ha un ruolo centrale nei percorsi di prevenzione secondaria nei soggetti con cardiopatia ischemica. Le ragioni dell’arresto cardiaco in questa tipologia di pazienti rappresentano tutt’ora un argomento di dibattito.

E’ opinione diffusa che la causa delle aritmie spesso fatali, in questo contesto clinico, sia rappresentata da una instabilizzazione della placca aterosclerotica. Tuttavia studi recenti hanno messo in discussione questo aspetto fisiopatologico, ponendo l’accento su altre cause delle aritmie ventricolari, come causa dell’arresto cardiaco. Quest’ultime potrebbero essere individuate nel muscolo cardiaco e non solo nel letto coronarico.

Gli studi pongono l’accento sulla presenza della vulnerabilità di placca come elemento che può favorire la morte improvvisa. Lesioni coronariche responsabili degli eventi, con un meccanismo ulcerativo, spesso presentavano una capsula fibrosa sottile, una componente lipidica importante e delle cellule infiammatorie.

Non può sfuggire tuttavia un dato interessante; in circa il 50% dei casi non veniva riscontrata alcuna trombosi coronarica ed erano presenti unicamente delle placche aterosclerotiche stabili. Il meccanismo dell’aritmia fatale spesso non andava ricondotto all’ occlusione improvvisa di un ramo coronarico ma ad unmeccanismo alternativo. Più recentemente studi in vivo effettuati su soggetti sopravvissuti ad arresto cardiaco hanno ulteriormente chiarito degli aspetti fisiopatologici. Lo studio COACT ha randomizzato 552 pazienti per studiare i risultati clinici di una strategia più aggressiva che prevedeva una procedura coronarografica immediata vs una soluzione più attendista che richiedeva una coronarografia differita. In linea con questa osservazione, si evidenziava una stenosi giudicata instabile alla coronarografia solamente nel 15% dei casi, mentre la presenza di malattia coronarica significativa era frequente, osservandosi nel 66% dei casi. Pertanto la maggior parte dei soggetti presentava all’angiografia una malattia aterosclerotica stabile anche se di grado importante. Se gli studi pubblicati sull’argomento fanno comprendere che l’infarto miocardico causato dalla instabilizzazione di placche aterosclerotiche non è l’unico meccanismo fisiopatologico alla base della morte improvvisa nei soggetti con cardiopatia ischemica, rimane da chiedersi quali siano la altre cause. Il recente studio di Holmstrom et al. ha contribuito a chiarire questi aspetti. Lo studio è stato condotto in una popolazione che comprendeva ben 600 soggetti deceduti per morte improvvisa in presenza di malattia coronarica e prevedeva l’analisi istologica delle coronarie e del tessuto miocardico. Il 78% dei soggetti aveva un cuore con peso aumentato rispetto ai valori normali ed il 93% presentava segni di fibrosi. Come conferma degli studi precedenti l’instabilizzazione di placca era pertanto presente in meno della metà dei casi. Come ultimo dato, la rottura di placca o l’erosione, processi di instabilizzazione che comunemente evolvono nella trombosi acuta, si verificavano più spesso nei soggetti con morte improvvisa da attività fisica. Lo studio del muscolo cardiaco ha esplorato meccanismi alternativi all’instabilizzazione della placca come causa scatenante di aritmie fatali. In oltre il 93% dei casi era presente fibrosi miocardica. La fibrosi era di grado importante (substantial) nel 13% dei casi e di grado moderato (patchy) nel 68% dei casi. È anche interessante notare come nel 78% dei soggetti il cuore fosse ipertrofico, con un peso al di sopra della norma, e come solamente il 2.7% delle vittime non presentasse né fibrosi né ipertrofia ventricolare”.


Aria, suono e luce possono minacciare la salute del cuore.

Sulla base della crescente consapevolezza dell’impatto dei fattori di rischio ambientali sulla salute umana, il concetto di esposoma è stato introdotto per identificare un campo di ricerca emergente che studia gli effetti di tutte le esposizioni ambientali sulla salute umana, come l'inquinamento atmosferico, acustico e luminoso. L'inquinamento atmosferico è una miscela complessa di particolato e materiale gassoso rilasciato nell'ambiente dalle attività umane, il quale comprende l'inquinamento ambientale e domestico. L'inquinamento atmosferico è la quarta causa mondiale di morbidità e mortalità e, in particolare, più del 50% di questi decessi può essere attribuito a malattie cardiovascolari (CVD). Tra i diversi componenti dell'inquinamento atmosferico, il particolato con diametro aerodinamico di 2,5 μm (PM2.5) è quello con la più forte associazione con CVD. Infatti, molteplici evidenze collegano l'esposizione a PM2.5 con una maggiore suscettibilità allo sviluppo di aterosclerosi coronarica e la progressione di placche ad alto rischio di rottura. Il PM2.5 determina anche l’attivazione dell'endotelio vascolare responsabile dell'adesione e migrazione dei leucociti circolanti all’interno delle placche aterosclerotiche. Questo stato pro-infiammatorio vascolare determina una maggiore suscettibilità alla destabilizzazione delle placche aterosclerotiche e/o al verificarsi di eventi trombotici, portando quindi ad un maggior rischio di eventi cardiaci ischemici acuti. L'inquinamento acustico può entrare in sinergia con l'inquinamento atmosferico nel mediare un aumento del rischio di aterosclerosi e CVD. Il rumore del traffico può attivare una reazione di risposta a catena allo stress che coinvolge l'ipotalamo, il sistema limbico ed il sistema nervoso autonomo che porta all'attivazione dell'asse ipotalamo-ipofisi-surrene e dell'asse simpatico-midollare surrenalico, portando ad un aumento della frequenza cardiaca e dei livelli di

ormoni dello stress, una maggiore reattività piastrinica, infiammazione vascolare e stress ossidativo. Recenti studi hanno evidenziato un’associazione tra il rumore del traffico stradale e le CVD, calcolando un rischio relativo di CVD per un aumento di 10 dB partendo dal valore soglia di 53 dB di 1.08.

Uno studio pubblicato nel 2020 ha evidenziato il ruolo chiave dell’attivazione dell’amigdala nel mediare l’infiammazione vascolare e la patologia CV in risposta ad elevate esposizioni di inquinamento acustico. Una coorte di 498 adulti è stata studiata mediante PET-TC con 18-F-fluorodeossiglucosio per valutare l’attivazione dell’amigdala e l’infiammazione arteriosa (aortica). Una più elevata esposizione all’inquinamento acustico era associata ad alti livelli di attivazione dell’amigdala, a infiammazione aortica ed a rischio di eventi avversi cardiovascolari maggiori. Un recente studio ha riportato che l'esposizione combinata all'inquinamento atmosferico ed a quello acustico è significativamente associata ad un maggior rischio di eventi cardiovascolari (CV) rispetto all'esposizione ad uno o a nessuno di essi; effetto mediato soprattutto dall'infiammazione arteriosa. Gli effetti negativi del rumore del traffico sono molto più significativi durante la notte, probabilmente a causa di interruzioni del ciclo sonno-veglia, privazione del sonno e/o frammentazione e perturbazione dei periodi di tempo critici per il ripristino fisiologico e mentale. Infatti, un recente studio ha dimostrato che l'esposizione al rumore degli aerei durante la notte aumenta lo stress ossidativo vascolare e cerebrale attraverso l'attivazione di NOX e promuove disfunzione vascolare che porta ad un aumento del rischio di eventi CV. Infine, è ormai noto come l’inquinamento luminoso notturno, tramite l’alterazione della secrezione di melatonina, sia associato ad alterazioni del ritmo circadiano e del ciclo sonno-veglia; questi cambiamenti fisiopatologici sono associati ad un aumentato rischio di sviluppare neoplasie, disturbi psichiatrici, sindrome metabolica ed aumento della pressione arteriosa. Uno studio di coorte con 58629 pazienti, ha valutato l’associazione tra esposizione ad inquinamento luminoso notturno e rischio di incidenza di CVD e mortalità CV. Negli 11 anni di follow-up sono state registrate 3772 ospedalizzazioni per CVD e 1695 morti per cause CV dimostrando come l’esposizione all’inquinamento luminoso notturno sia associato ad un aumento del rischio di ospedalizzazione per CVD con un hazard ratio di 1.11. e di 1.10 per la mortalità CV. 


L’alimentazione, lo strumento principe per la prevenzione delle patologie: dieta povera di grassi o Dieta Mediterranea in prevenzione cardiovascolare?

La composizione della dieta ottimale per la prevenzione cardiovascolare si è evoluta negli ultimi decenni. Da tempo la comunità scientifica internazionale è concorde sul fatto che una dieta povera di grassi si effettivamente in grado di apportare dei benefici alla salute cardiovascolare e non solo. Per dieta a basso contenuto di grassi gli esperti intendono un regime alimentare dove le calorie medie assimilate giornalmente sono composte da non più del 30% di grassi. Alcuni consigliano di mantenersi intorno ad una media del 10-15% di grassi assunti in un’intera giornata, altri suggeriscono un apporto calorico quotidiano di grassi saturi non superiore al 7-10%. Per quanto riguarda gli studi randomizzati, il French Lyon Diet Heart è stato uno studio fondamentale nella valutazione dell’impatto della dieta sulla salute cardiovascolare. E’ uno studio di prevenzione secondaria volto a ridurre il rischio di morte cardiovascolare e recidiva di infarto miocardico mediante la modifica della dieta in 605 pazienti sopravvissuti ad un precedente infarto arruolati tra il 1988 e il 1992, e randomizzati ad una dieta di tipo mediterraneo (302 pazienti) o al gruppo controllo (303 pazienti). Lo studio ha mostrato una drastica riduzione degli eventi coronarici maggiori e dei decessi nel follow-up di 4 anni. In un'analisi ad interim a 27 mesi di follow-up, c'è stata una riduzione del 73% degli eventi coronarici e una riduzione del 70% della mortalità totale e lo studio è stato interrotto prematuramente. I risultati del Lyon Diet Heart Study sono stati dunque impressionanti, ma l'intervento non corrispondeva esattamente alla tradizionale Dieta Mediterranea. Più recentemente, lo studio spagnolo PREDIMED ha incluso 7447 partecipanti ad alto rischio cardiovascolare assegnati a 3 tipi di dieta: una Dieta Mediterranea integrata con olio extravergine di oliva, una Dieta Mediterranea integrata con noci miste o una dieta di controllo (con ridotto uso di tutti i sottotipi di grassi alimentari). Lo studio è stato interrotto prematuramente dopo 4,8 anni seguendo le regole di interruzione stabilite a priori nel protocollo.

L'incidenza di eventi cardiovascolari (infarto miocardico, ictus o morte cardiovascolare) nei gruppi Dieta Mediterranea è stata ridotta del 30% rispetto alla dieta di controllo. PREDIMED rimane a oggi il più grande studio di intervento dietetico per valutare gli effetti della Dieta Mediterranea sulla prevenzione delle malattie cardiovascolari. Nonostante studi epidemiologici e meccanicistici mostrino risultati simili, non esistono prove da studi clinici su larga scala e a lungo termine sull'efficacia della Dieta Mediterranea sulla prevenzione cardiovascolare secondaria, specialmente se confrontata con un altro gruppo attivo. Di fatto, ci sono poche evidenze sugli effetti di una Dieta Mediterranea nella prevenzione secondaria delle malattie cardiovascolari. Una revisione critica del 2019 che ha analizzato gli effetti della Dieta Mediterranea ha evidenziato la necessità di nuovi dati sulla prevenzione secondaria, perché gli unici due studi significativi esistenti erano troppo brevi oppure hanno presentato alcune importanti limitazioni. Quindi, sebbene diverse linee guida raccomandino la Dieta Mediterranea anche per la prevenzione secondaria negli ultimi 20 anni non sono stati condotti studi clinici a sostegno di questa raccomandazione.

L’alimentazione, lo strumento principe per la prevenzione delle patologie: meno sodio e più potassio per ridurre il rischio cardiovascolare. Un elevato consumo alimentare di sodio è considerato tra le principali cause di aumento dei valori di pressione arteriosa (PA) e costituisce uno tra i più importanti fattori di rischio legati alla dieta che favorisce la comparsa di eventi cardiovascolari (CV) in tutto il mondo. 

Sono molto numerosi i temi affrontati dal congresso. Per ulteriori informazioni si rimanda  al sito web

https://www.centrolottainfarto.com/


Fabrizio Del Bimbo 

venerdì 24 febbraio 2023

Le specialità siciliane di Arà a Firenze



Arà: pane, fornelli e cose aruci è A una realtà ristorativa tutta basata sulle bontà siciliane declinate nelle varie versioni e tutte rigorosamente artigianali  Partita nel 2020, pochi giorni prima del primo lockdown, il suo titolare, lo chef Carmelo Pannocchietti di Modica è riuscito a mantenerla aperta con la produzione di pane. Oggi le sedi sono ben quattro: in centro in via degli Alfani, al Mercato Centrale e in via Carducci,  più in periferia in via Aretina 


 Arà: pane, fornelli e cose aruci fornisce solo prodotti rigorosamente artigianali. Lo chef prepara tutti i giorni i prodotti esposti al bancone, con materie prime fresche di alta qualità, attentamente selezionate e stagionali. Tutto è realizzato in laboratorio con il minimo utilizzo di prodotti semilavorati. La maggior parte dei prodotti sono presidi Slow Food 


 Arà è aperto tutti giorni  eccetto il martedì con orario continuato ed è frequentato sia per pranzo che per uno spuntino o una cena al volo, in quanto propone specialità sia salate che dolci della tradizione siciliana che si possono gustare sugli sgabelli davanti al bancone.





Oltre ai celebri arancini, si possono assaggiare le  panelle, la caponata, le sarde beccafico, il pane cunzato. Da non perdere il pane nero di Castelvetrano.  Tra i primi ecco la pasta alla Norma e gli spaghetti con le sarde, tra i secondi la cipollata di tonno rosso e l' agrunato.

I cannoli sono riempiti al momento con ricotta fresca, ma ci sono pure le cassatine.

Ogni piatto si può abbinare agli ottimi vini siciliani, disponibili in gran numero.


Arà ha recentemente annunciato il suo ingresso tra i prestigiosi partner di Cosaporto.it, piattaforma di delivery Made in Italy di alta qualità. 

Finalmente è possibile portare le leccornie siciliane nelle case e negli uffici di tutti i fiorentini, attraverso un servizio di Quality Delivery che seleziona solo i migliori artigiani e i grandi brand per garantire un livello di qualità altissimo.


Arà: pane, fornelli e cose aruci

Info: info@arasicilia.com


Fabrizio Del Bimbo 

giovedì 23 febbraio 2023

A Firenze apre il flagship store di Slitti, storica cioccolateria





Slitti, la fabbrica di Cioccolato di Monsummano Terme, in provincia di Pistoia, una delle eccellenze della cosiddetta “Chocolate Valley Toscana”, inaugura  il suo primo flagship store a Firenze, in Piazza dell’Olio 6, a due passi da piazza del Duomo.


Partita dal 1969 dalla torrefazione del caffè, la storia di Andrea Slitti e della sua azienda si è rapidamente evoluta abbracciando il mondo del cioccolato, distinguendosi sin dall’inizio per la selezione delle materie prime e la cura e la lavorazione del prodotto.




Oggi, Andrea Slitti è riconosciuto come uno dei più importanti cioccolatieri artigianali al mondo: esperto selezionatore di cacao, affida al suo palato la realizzazione delle sue ricette, che lo hanno portato a vincere oltre 180 premi per la qualità del suo cioccolato.

L’azienda Slitti nasce come Torrefazione di caffè nel 1969, distinguendosi sin dall’inizio per la cura e la lavorazione del prodotto. Nel 1989, i figli del fondatore, Andrea e Daniele, ampliano l’offerta dell’azienda, includendo la lavorazione del cacao.


Andrea Slitti è ormai uno tra i più importanti cioccolatieri artigianali al mondo. La sua avventura con il cacao parte dall’esperienza maturata nella torrefazione di Caffè di famiglia, ed è stato proprio il caffè, suo unico maestro, che lo ha condotto nel mondo del cioccolato e che gli ha saputo dare l’esperienza per creare miscele equilibrate, rotonde e aromatiche.


Esperto selezionatore di cacao, affida al suo palato la realizzazione delle sue ricette, sempre elaborate con attenzione maniacale, senza tralasciare nessun dettaglio. La sua maestria e vena artistica lo hanno portato a vincere tutti i più prestigiosi concorsi internazionali di cioccolateria fino ad oggi, formando un’invidiabile lista di medaglie d’oro.


Lo store di Firenze si sviluppa su una superficie di 150 mq, con circa 30 coperti, suddivisa in 4 aree principali dedicate all'artigianalità: il made in Italy con miscele selezionate di caffè e varie cioccolate calde da gustare al banco caffetteria. Bellissima la vetrina con oltre 40 tipi di praline, tra cui quella al Caffè turco che ha vinto il Premio Tavoletta d'Oro 20023. Un'altra vetrina è riservata alla pasticceria e a me specialità artigianali preparate al momento. Un ultimo corner è dedicato ai prodotti pluripremiati come i fichi Calabacita 


Non solo dolci: Slitti prepara ai suoi clienti anche salati e piatti gourmet, schiacciate farcite, croissants salati e tartare di pregiata carne di vitello adulto piemontese.


Info: www.slittti.it


Fabrizio Del Bimbo 

martedì 21 febbraio 2023

Veneto, un territorio naturale splendido in cui vivere un turismo lento e sostenibile




 La Regione Veneto ha presentato nei giorni scorsi alla BIT 2023 a Milano le sue proposte innovative legate al turismo lento, alla sostenibilità e alla bellezza del patrimonio culturale e naturalistico dei siti Unesco. 


Si tratta di un modo di viaggiare sempre più diffuso, che accompagna il turista alla scoperta di luoghi nascosti, culture diverse e produzioni locali grazie a prodotti slow, come i Cammini Veneti e il consolidamento del prodotto Cicloturismo attraverso l'organizzazione coordinata di itinerari e  progetti ad hoc condivisi da tutte le destinazioni venete aderenti a “Cycling in the Land of Venice”. Ci sono poi i grandi eventi sportivi, fonte di richiamo per tantissimi appassionati da tutta Italia e da tutto il mondo, sono in grado di ampliare l’offerta turistica, puntando sull'accoglienza per cui  la Regione del Veneto ha avviato un importante lavoro attraverso l’adozione de “La Carta dell'Accoglienza e dell'Ospitalità del turismo veneto”, uno strumento che riassume in un vero e proprio decalogo, declinato per le diverse tipologie dell’accoglienza turistica, i valori fondanti per un turismo di qualità, coinvolgendo tutti gli operatori della filiera. 



Federico Caner, Assessore al Turismo della Regione  Veneto ha affermato che occuparsi di turismo oggi non può prescindere dalla sostenibilità per garantire lo sviluppo delle destinazioni venete anche attraverso una migliore ridistribuzione dei flussi turistici. Su questo scenario di fondo la Regione Veneto e le sue 17 destinazioni hanno impostato una serie di attività contenute nella programmazione regionale. Dal 2021, ad esempio, è partito il Progetto “Costa Veneta - Zona Blu”, realizzato dalla Rete di Imprese Venice Sands con l'obiettivo di arrivare alla certificazione sostenibile delle aziende partecipanti. Sempre in quest'ambito, grazie al progetto europeo “Take it Slow” coordinato e diretto dalla Direzione Turismo della Regione Veneto, la zona termale e dei Colli Euganei ha iniziato il percorso di candidatura del territorio a Riserva della Biosfera MAB UNESCO. Grazie allo stesso progetto europeo, nel 2022 la Regione ha inoltre lanciato un programma di formazione sui temi della sostenibilità a cui hanno partecipato 274 imprese e decisori politici; un'iniziativa che ha portato  alla pubblicazione del Manuale della Sostenibilità. Il miglioramento dell’offerta cicloturistica, ad esempio, è l'obiettivo condiviso da tutte le destinazioni venete aderenti a “Cycling in the Land of Venice”. Tra gli obiettivi  c'è l'istituzione di un tavolo permanente degli operatori del cicloturismo, il completamento della segnaletica lungo le ciclovie della REV (Rete Escursionistica Veneta), il ripensamento della modalità di monitoraggio delle ciclabili utilizzando tecnologie più affidabili e l’organizzazione dell’offerta MTB e Bike Park. Altro prodotto slow sono i Cammini Veneti,  rete di itinerari da percorrere  a piedi che comprende il Cammino delle Dolomiti, il Cammino Fogazzaro – Roi, la Via Romea Germanica, la Romea Strata, il Cammino di Sant'Antonio e la Via Claudia Augusta. Per questi verrà definita una nuova Carta dei Servizi. Per il turismo fluviale, invece, il progetto regionale prevede la nascita di nuove reti di impresa come Slow Flow – Veneto Waterways. Tutte le nuove linee di finanziamento del programma FESR avranno al centro il tema della transizione ecologica e digitale, con un investimento di circa 37 milioni di euro per la rigenerazione del comparto ricettivo in un' ottica di transizione green e digitale; fa parte del progetto anche il traguardo di rendere completamente accessibili a tutti le strutture di ospitalità. A questo proposito, uno dei primi bandi per le strutture ricettive, previsto per la primavera 2023, sarà rivolto proprio all’efficientamento energetico e al risparmio idrico. 



Adriana Miotto, Componente del Cda CISET ha dichiarato che fare turismo oggi significa  responsabilità e consapevolezza: da un lato verso gli ambienti naturali e non che costituiscono il patrimonio delle destinazioni turistiche stesse, dall’altro verso le comunità ospitanti. Il TTCI Index, l’indice del World Economic Forum che analizza la competitività turistica di 136 paesi, dall’anno scorso ha introdotto – non a caso - un ulteriore indice riguardante il Turismo Sostenibile. Se in generale l’Italia si posiziona al 10° posto, per quanto riguarda le performance legate alla sostenibilità scendiamo drasticamente al 33° posto, a causa soprattutto della pressione della domanda (91° posto) e degli impatti che ne conseguono. Contrariamente a quanto si possa pensare, la sostenibilità non è una tematica impalpabile e aleatoria, bensì misurabile e concreta: molti sono gli strumenti e le metodologie per monitorare e rendere oggettivo l’impegno di qualsiasi impresa, organizzazione o destinazione in questo ambito. Si citano ad esempio i Criteri GSTC – gestiti dal Global Sustainable Tourism Council, che forniscono gli standard per un turismo sostenibile sia per le destinazioni che per hotel e tour operator, così come la certificazione ISO 37101, che detta i requisiti per un sistema di gestione sostenibile delle comunità. Non per ultimi ovviamente l’applicazione dei 17 Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile o SDGs (Sustainable Development Goals). Tali obiettivi dovrebbero rimodellare le strategie di ogni destinazione turistica, dettare un nuovo sistema di valori, orientare a metriche di misurazione, a definizioni di rischio e far adottare piani di transizione precisi e misurabili. La tutela ambientale e salvaguardia dei siti fragili dovrebbe essere  posta al centro di ogni nuovo Piano Strategico di destinazione in quanto impatta sull’attrattività, sulla stagionalità, sui costi operativi (quali impianti di riscaldamento e aria condizionata, produzione di neve artificiale, irrigazione, rifornimento di alimenti e acqua, costi di assicurazione, etc.), sull’impossibilità nello svolgere ancora determinate attività (es. sci), sulla perdita di biodiversità (es. trasformazione della vegetazione), sull’erosione costiera etc. La sostenibilità tocca però anche molti altri ambiti: dalla capacità di trasmettere accoglienza alla valorizzazione del capitale umano che dovrebbe essere il vero petrolio della nostra industria. Questa sensibilità va trasmessa ai nostri ospiti, per educarli ad un tipo di turismo sostenibile e responsabile, tenendo presente che l’esigenza di poter fruire di proposte di qualità viene proprio da loro. Una domanda che, non a caso, è sempre più sensibile a questi temi. Secondo un’indagine di Ernst&Young (fonte: Future Travel Behaviours, 2022) il 74% degli intervistati afferma di aver accresciuto la propria consapevolezza sul tema, tanto da preferire soluzioni di viaggio più attente, mentre il 50% pagherebbe un sovrapprezzo del 10% per prodotti più sostenibili. In sintesi, quindi, fare turismo in modo sostenibile rappresenta un’enorme fonte di opportunità: nuovi mercati e segmenti di consumo, rivisitazione dei modelli operativi, nuova finanza. Le destinazioni e le imprese che lo hanno compreso sono già davanti alle altre. 



Giulia Casagrande, Presidente RTI Cycling in the Venice Garden è intervenuta dicendo che nel decennio prepandemico il cicloturismo, in tutte le sue forme, è entrato sempre più prepotentemente nei trend da seguire per un pubblico sempre più ampio. Cogliendo queste indicazioni, la Regione Veneto si era già mossa rapidamente verso il consolidamento del tematismo, attraverso l'organizzazione coordinata degli itinerari, di progetti ad hoc nel campo del marketing turistico e di incentivi rivolti alle imprese che puntassero ad aggregarsi per organizzare l'offerta in maniera puntuale ed efficace. Dopo la pandemia, però, il fenomeno è aumentato esponenzialmente, sia nei numeri che nelle forme (pensiamo al Gravel), obbligando gli enti pubblici ad adeguare ed ampliare le infrastrutture, sia in termini di manutenzione di ciclovie, cartellonistica che di nuovi percorsi, e le imprese a strutturarsi per rispondere ad una domanda sempre più esigente in maniera efficace, qualitativa ed esperienziale. Il cicloturismo sta quindi evolvendo in brevissimo tempo da trend a prodotto turistico. 



Giuliano Vantaggi, Coordinatore regionale siti Unesco del Veneto,  ha parlato dei 9 siti UNESCO del Veneto: i Cicli affrescati del XIV secolo a Padova, le Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene, le opere di difesa veneziane tra il XV ed il XVII secolo, i siti palafitticoli preistorici dell'arco alpino, le Dolomiti, la città di Verona. l''Orto Botanico di Padova, la città di Vicenza e le ville palladiane del Veneto, Venezia e la sua Laguna. Ci sono anche  2 Riserve della Biosfera MAB e 2 patrimoni immateriali, che valorizzano arti e mestieri identitari di una comunità. lI senso del Grand Tour non è mai stato così attuale, come con la realizzazione di un sogno: un viaggio lento dalla laguna della città più bella del mondo alle cime dolomitiche più affascinanti, dalla città dell'amore di Romeo e Giulietta, alle colline disegnate dai viticoltori eroici, dalle ville palladiane agli orti rinascimentali, dalle pennellate di Giotto ai bastioni della "Serenissima" sul Lago di Garda. Il Veneto in cui storia, arte, artigianato non solo si offrono nella loro incredibile bellezza, ma creano una varietà di paesaggi rara in meno di trecento chilometri. Da non dimenticare in questo meraviglioso viaggio i prodotti tipici della tradizione enogastronomica veneta che in poco tempo passa dalle delizie del mare ai sapori della montagna  e alla cucina del Lago di Garda. 



Stefano Longo, Presidente Fondazione Cortina, assicura che i grandi eventi sportivi sono fonte di richiamo per tantissimi appassionati da tutta Italia e da tutto il mondo, essendo in grado di ampliare l’offerta turistica per rendere il territorio più attrattivo e pronto all’accoglienza. In questa prospettiva rientra anche l'organizzazione dei Giochi Olimpici Invernali Milano Cortina 2026. Un'occasione unica per sviluppare una serie di collaborazioni strategiche e partnership con aziende e consorzi privati, con l’obiettivo di innovare i servizi, rendere inclusiva la montagna e far vivere esperienze in grado di dare un valore aggiunto a tutto il territorio.


Fabrizio Del Bimbo 


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