venerdì 20 dicembre 2019

Nasce la Fondazione della Manifattura di Doccia

Il museo Richard Ginori a Sesto Fiorentino rappresenta la più completa raccolta delle porcellane e degli strumenti di lavorazione della Manifattura di Doccia dalla nascita, nel 1737, fino ai nostri giorni.  E' uno dei più antichi musei dedicati alla ceramica in Europa, un museo d’impresa ante litteram ed anche un museo del lavoro, oltre che uno straordinario museo del territorio e della città.




E' stato firmato l’atto che dà vita alla Fondazione che il museo dovrà gestire, è nata la Manifattura. La cerimonia si è svolta proprio dove ha trovato casa il primo nucleo della collezione. 
Nasce invece nel 1963 e fu progettato dagli architetti fiorentini Pie Niccolò Berardi e Fabio Rossi per essere da subito museo e show room ed ha racchiuso per quasi cinquant’anni, dal 1965 al 2014, non soltanto la produzione della Manifattura nei suoi tre secoli di attività ma anche un vasto patrimonio archivistico e librario. In seguito al fallimento della Richard-Ginori Spa, avvenuto nel 2013, il museo, di proprietà dell’azienda, ha continuato la propria attività per alcuni mesi, per poi chiudere definitivamente il 14 maggio 2014.
Nel marzo 2017 il Mibact annuncia l’acquisto del Museo e delle collezioni che si perfeziona tra novembre e dicembre dello stesso anno; subito dopo vengono anche stanziati quasi due milioni di euro per gli interventi di ristrutturazione più urgenti.
Nel febbraio del 2018 viene sottoscritto un accordo per la valorizzazione del museo e dell’archivio tra Mibact, Regione e Comune di Sesto Fiorentino. L’accordo prevede la costituzione di un gruppo di lavoro cui viene affidata la elaborazione di un documento di indirizzo per l’elaborazione del programma strategico di sviluppo culturale,  identificarne i principi-guida del progetto, museografico ma non solo, e  delineare gli elementi principali del modello giuridico-istituzionale ed operativo mediante cui configurare il nuovo Museo-Archivio.
I lavori del gruppo di lavoro si concludono nell’autunno del 2019, con l’individuazione degli obiettivi strategici per il rilancio e lo strumento giuridico della fondazione di partecipazione per la gestione del museo.
La Fondazione, di cui è stata oggi sottoscritta la costituzione, ha come soci fondatori il MiBact, che conferisce al fondo di dotazione 100mila euro oltre al diritto d’uso dell’immobile e della collezione, la Regione Toscana, che conferisce al fondo di dotazione 200mila euro oltre a 300mila euro per il 2020 ed altrettanti per il 2021 da destinare alla gestione e al funzionamento, e il Comune di Sesto Fiorentino che conferisce al fondo di dotazione 100mila euro  ed altrettanti per il 2020 e per il 2021 sempre per la gestione.
L’investimento del Ministero è comunque ancora più ampio e vale complessivamente oltre 6 milioni e 150 mila euro.  Tre milioni e 934 mila euro sono serviti per l’acquisizione dell’immobile e delle collezioni, cedute  a compensazione dei debiti fiscali dell’azienda,   per un valore di 3 milioni e 234 mila euro, facendo ricorso alla legge Guttuso.  “Una norma poco usata – ha detto il ministro Franceschini – ma che è molto intelligente, in base alla quale si possono pagare tasse con opere d’arte anziché in denaro”.  Quasi altri 260 mila euro sono stati impegnati in interventi di conservazione e manutenzione anche straordinaria dell’immobile, 60 mila per il restauro delle collezioni. Infine ci sono 1 milione e 900 mila euro di fondi Cipe destinati anch’essi al restauro e al risanamento del museo. 
Gli spazi dell’immobile in viale Pratese dove oggi sono raccolte le collezioni Richard Ginori dovranno essere riorganizzati, spiegano i tecnici del Polo Museale. Il patrimonio delle opere d’arte conservate all’interno è immenso. Oltre alla collezione Gio Ponti, che negli anni Venti e Trenta del Novecento ha fatto acquisire alla manifattura un indiscussa fama internazionale e rivoluzionato l’arte decò, c’è molto altro: circa 8000 opere, 1200 modelli, 3500 lastre in metallo incise per stampare le decalcomanie, 3416 pietre cromolitografiche. E poi ancora circa cinquemila disegni, una biblioteca storica, una moderna specialistica, una fototeca.   
Del Bimbo Fabrizio

IL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA ED ENEL SIGLANO INTESA PER LA FORMAZIONE PROFESSIONALE DEI DETENUTI


E' un'idea per promuovere il lavoro penitenziario attraverso l’istruzione e la formazione professionale dei detenuti nell’ambito del progetto “Mi riscatto per il futuro”: è l’obiettivo del Protocollo d’intesa che il Ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, e l’Amministratore Delegato di Enel, Francesco Starace, hanno siglato a Roma in via Arenula.

Questo progetto punta a realizzare un programma formativo qualificante in favore dei detenuti, finalizzato all’acquisizione di competenze spendibili nel mondo del lavoro. In particolare negli istituti penitenziari saranno attivati percorsi, modulari e flessibili per contenuti e durata, per favorire il recupero e l’acquisizione di abilità e competenze individuali e individuare possibili inserimenti lavorativi professionalizzanti per i detenuti.

Con questa intesa che trova fondamento, da una parte, sulle esperienze positive già sperimentate dal Gruppo Enel per promuovere una formazione professionale sempre più indirizzata alle specifiche esigenze del mondo del lavoro e, dall’altra, sull’impegno del Ministero della Giustizia – Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria di sviluppare attività lavorative in favore dei detenuti, al fine di ridurre il rischio di recidiva e favorire il loro reinserimento nella società.

Questo accordo prevede inoltre la possibilità di sviluppare ulteriori progetti congiunti, anche in campo internazionale: in questo senso, sarà a breve avviata una collaborazione nell’ambito del progetto di implementazione del lavoro di pubblica utilità nel sistema penitenziario di Città del Messico. Saranno individuate, inoltre, aree di intervento per rendere più sostenibili le strutture penitenziarie attraverso soluzioni di efficientamento energetico e lo sviluppo di impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili.

"Con questo protocollo si concretizza - ha affermato il Guardasigilli - un importante impegno preso, un percorso virtuoso di collaborazione che mi auguro possa diventare un modello da ripetere. Il nostro impegno non mira solo alla rieducazione del detenuto ma comprende anche la sicurezza della collettività, perché quando un detenuto esce dal carcere, grazie a progetti come questo, difficilmente torna a delinquere".

Siamo particolarmente orgogliosi di aver sottoscritto un accordo che permetta un più rapido abbandono della ‘zona grigia’, quella tra l’uscita dal carcere e il reinserimento nella società civile, favorendo l'ingresso dei detenuti nel mondo del lavoro per ridurre il rischio di incorrere negli stessi errori del passato. – ha commentato l’Amministratore Delegato di Enel Francesco Starace - L’obiettivo è proporre una formazione professionale in linea con la rapida evoluzione del mondo del lavoro. I progetti che saranno sviluppati grazie al protocollo confermano l’impegno che Enel si è assunta per il raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite; in particolare per una crescita e una istruzione eque e inclusive”.
 Del Bimbo Fabrizio

mercoledì 11 dicembre 2019

A Firenze A CHRISTMAS CAROL il musical ispirato al racconto di Charles Dickens



A CHRISTMAS CAROL il musical
ispirato al racconto di Charles Dickens Canto di Natale
ROBERTO CIUFOLI nel ruolo di Scrooge
regia e adattamento italiano
FABRIZIO ANGELINI

Dopo il successo ottenuto lo scorso anno, la Compagnia dell’Alba, diretta da Fabrizio Angelini e da Gabriele de Guglielmo, porta di nuovo il tour il musical A Christmas Carol in co-produzione con il TSA – Teatro Stabile d’Abruzzo e con la collaborazione della Scuola d’Arte New Step di Americo Di Francesco e di Paola Lancioni. Il racconto di Charles Dickens viene proposto nella sua versione teatrale, per la prima volta in Italia con le musiche e le canzoni di Alan Menken (autore di La Bella e la Bestia, La Sirenetta, Aladdin, ecc.), con la regia e le coreografie di Fabrizio Angelini e la direzione musicale di Gabriele de Guglielmo.
Ad interpretare il ruolo di Ebenezer Scrooge, ricco uomo d’affari dall’indole meschina e avara, anche quest’anno sarà Roberto Ciufoli attore e regista teatrale italiano.

Da  martedì 31 dicembre  al TEATRO TUSCANY HALL:
COMPAGNIA DELL’ALBA
TEATRO STABILE D'ABRUZZO ente teatrale regionale
NEW STEP Americo Di Francesco e Paola Lancioni
ROBERTO CIUFOLI
A CHRISTMAS CAROL il musical

regia e coreografie Fabrizio Angelini
musiche di liriche di libretto di Alan Menken Lynn Ahrens Mike Ockrent e Lynn Ahrens
 coreografie originali di Susan Stroman regia originale di Mike Ockrent
presentato in prima assoluta da Radio City Entertainment
presso il Teatro del Madison Square Garden

versione italiana Gianfranco Vergoni
direzione musicale Gabriele de Guglielmo
aiuto regia Alessia de Guglielmo
scene Gabriele Moreschi
costumi Marcella Zappatore
disegno luci Francesco Bernabeo
disegno fonico Marco D’Eramo
direzione musicale associata Monja Marrone
costumista associata Francesca Maria D’Antonio

CAST:
Scrooge - Roberto Ciufoli
Mr.Fezziwig - Fabrizio Angelini
Bob Cratchit - Edoardo Pallanca
Spirito del Natale Presente - Gabriele de Guglielmo
Fred Anderson - Angelo Di Figlia / in alternanza Filippo Di Menno
Jacob Marley - Fabrizio Checcacci
Mr.Smythe - Ilario Castagnola
Vecchio Joe - Luca Benini
Scrooge a 18 anni - Mattia Cavallari
Spirito del Natale Passato - Edilge Di Stefano
Madre di Scrooge - Maria Maddalena Adorni
Sally Anderson - Valentina Di Deo
Emily - Elena Valli
Fan - Claudia Mancini
Mrs.Cratchit - Monja Marrone
Mrs.Mops - Serena Mastrosimone
Spirito del Natale Futuro - Giulia Rubino
Mrs. Pickwick - Claudia Vissani
Mrs. Fezziwig - Serena Segoloni

e con Rebecca Barbiero, Mattia Di Nardo, Filippo Di Paolo, Camilla Marinelli, Mariele Oliva, Leonardo Orsolini, Luigi Vito Simmini, Niccolò Storchi (in alternanza nei ruoli di Grace Smythe, Jonathon e del Piccolo Tim).

CANTO DI NATALE
Il Canto di Natale (A Christmas Carol, in Prose. Being a Ghost-Story of Christmas), noto anche come Cantico di Natale, Ballata di Natale o Racconto di Natale, è un romanzo breve di genere fantastico del 1843 di Charles Dickens (1812-1870), di cui è una delle opere più famose e popolari. È il più importante della serie dei Libri di Natale (The Christmas Books), una serie di storie che include anche Le campane (The Chimes, 1845), Il grillo del focolare (The Cricket on the Hearth, 1845), La battaglia della vita (The Battle for Life, 1846) e Il patto col fantasma (The Haunted Man, 1848).
Il romanzo è uno degli esempi di critica di Dickens alla società ed è anche una delle più famose e commoventi storie sul Natale nel mondo. Narra la conversione del vecchio e tirchio Ebenezer Scrooge, visitato nella notte di Natale da tre spiriti (il Natale del passato, del presente e del futuro), preceduti da un'ammonizione dello spettro del defunto amico e collega Jacob Marley.
Il Canto unisce al gusto del racconto gotico l'impegno nella lotta alla povertà e allo sfruttamento minorile, attaccando l'analfabetismo: problemi esasperati apparentemente proprio dalla Poor Law (Legge contro la povertà).
Il Canto di Natale di Dickens è suddiviso in cinque parti, con il protagonista che viene portato ad un profondo cambiamento da tre spiriti.
Del racconto Dickensiano sono state fatti dal 1901 decine di adattamenti cinematografici, tra i più recenti e famosi il film fantastico A Christmas Carol diretto nel 2009 da Robert Zemeckis


A CHRISTMAS CAROL il musical
È la vigilia di Natale, nella Londra del 1843, e tutti si accingono a festeggiare la ricorrenza. Solo il vecchio usuraio Ebenezer Scrooge, mal sopporta questa festività. Dopo aver cacciato in malo modo tre uomini che gli chiedono un contributo per i bisognosi, Scrooge, chiuso il negozio, si reca solitario verso la sua dimora. Durante la cena prima di andare a letto, riceve la visita dello spirito di Jacob Marley, suo vecchio socio, morto sette anni prima proprio la notte della vigilia di Natale. Lo spirito di Marley è avvolto da pesanti catene alle cui estremità pendono dei forzieri: catene che sono conseguenza dell'avidità e dell'egoismo perpetrati mentre era in vita. Scrooge, spaventato, chiede al vecchio socio come poter evitare la stessa sorte e Marley gli rivela di essere ancora in tempo per mutare il suo destino. Prima di congedarsi, gli annuncia l'immediata visita di tre spiriti: quello del Natale passato, quello del Natale presente e quello del Natale futuro. I tre spettri, tra flashback e premonizioni riusciranno a mutare l'indole meschina ed egoista di Scrooge, che si sveglierà la mattina di Natale con la consapevolezza che l’avidità del denaro e l'attaccamento alle sole cose materiali sono sbagliati: finalmente la carità e la fratellanza si faranno largo nel cuore del vecchio usuraio, che per la prima volta trascorrerà il Natale con il nipote Fred e la sua famiglia.

 REGIA di Fabrizio Angelini


ANTICO TEATRO PAGLIANO
Via Ghibellina 101 50122 Firenze
Tel 055-21.34.96 - Fax 055-29.13.70 

Fabrizio Del Bimbo 

lunedì 9 dicembre 2019

Soffitti lignei, una mostra al Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi



È la prima volta che il Gabinetto dei Disegni e delle Stampe degli Uffizi dedica una mostra a un singolo elemento costruttivo dell’architettura. I soffitti lignei a lacunari, oggetto dell’esposizione, sono infatti una componente integrante degli edifici, sia sotto il profilo funzionale che costruttivo. Il soffitto protegge gli ambienti e lega le pareti, assicurando la fermezza della fabbrica, tanto che Alberti lo definisce l’arma che difende l’edificio dagli assalti del tempo: tanto che il crollo del soffitto segna la morte di un edificio. 
Il Gabinetto dei Disegni e delle Stampe degli Uffizi custodisce numerosissime testimonianze grafiche relative ai soffitti, soprattutto rinascimentali, alla loro costruzione e al loro ornamento. Di questo imponente patrimonio è stata operata una selezione mirata e integrata da fogli dal Louvre, dal Museo Nazionale di Stoccolma, dalla Biblioteca di Storia dell’Arte e di Archeologia, dal Museo di Roma, dagli Archivi di Stato di Roma e di Firenze. La scelta è dettata dalla volontà di ricomporre l’antica unità ideologica e pratica delle Arti figlie del Disegno (secondo la definizione di Vasari), che la moderna specializzazione disciplinare ha separato, fino a renderle reciprocamente estranee. 

La mostra illustra con la bellezza e l’intima parentela delle opere esposte quanto sia riduttiva e fuorviante l’identificazione del soffitto con le sue, pur indiscutibili, funzioni tecnico-costruttive. Figlia della cultura funzionalista, che correda la civiltà industriale, questa identificazione ignora le gagliarde potenzialità figurative e narrative, che hanno contrassegnato la storia dei soffitti lignei a lacunari (una storia che solo ora si sta cominciando a scrivere) e che la mostra documenta con affascinante prodigalità. Nel Rinascimento pittura e scultura erano saldate all’architettura. Questa, in quanto allegoria plastica del potere e del rango, reale o atteso, fu il tramite dei messaggi più evidenti e persuasivi affidati alla pittura e alla plastica. I soffitti erano veicoli particolarmente efficaci per la loro posizione immanente e visibile da ogni parte della stanza e perfino, attraverso le alte finestre, dalle strade e dalle piazze prospicienti. 
La mostra, e gli studi che l’hanno preceduta, si focalizzano sulla doppia natura del soffitto: fondamentale elemento costruttivo e potente tramite figurativo. Disegni tecnici, di ornato e di figura; modelli, dipinti e altri manufatti, preziosi e poco conosciuti, illustrano il carattere polisemico e polimorfico dei soffitti lignei. La loro versatilità decorativa fu sfruttata fin dai tempi remoti, come provano i monumenti classici, dal Partenone al Pantheon: tuttavia in questi e in altri innumerevoli esempi si tratta di cassettonati lapidei o di calcestruzzo. Fino a pochi decenni orsono non si conoscevano reperti lignei che confermassero l’uso negli edifici romani di soffitti a lacunari in legno, pur testimoniato ripetutamente dalle fonti letterarie (Plinio, Vitruvio, Seneca con Lettere a Lucilio). 

Per la prima volta viene esposto al pubblico un rarissimo lacunare ligneo di età romana, che conserva ancora tracce di colore, di recente scoperto a Ercolano nell’ambito dell’Herculaneum Conservation Project, promosso dalla Fondazione Packard, di concerto con la locale soprintendenza archeologica. Il mondo antico e il suo ruolo di modello per la rinascita delle arti sono testimoniati in mostra da magistrali disegni di artisti, prevalentemente toscani, che ritraggono gli spartimenti a stucco e pittura degli ambienti della Domus Aurea e di altri insigni monumenti classici a Roma, a Tivoli e a Baia. Il Rinascimento nei soffitti si annuncia in mostra con i colori e gli ornati classici di un portentoso lacunare quattrocentesco in castagno, appositamente restaurato, intagliato dal fiorentino Giovannino de’ Dolci per il Salone del mappamondo di palazzo Venezia, su incarico dal papa veneziano Paolo II Barbo, le cui insegne sono scolpite sull’intradosso. 

La mostra è impreziosita dalla magistrale sapienza grafica che contrassegna i disegni per soffitti di Michelangelo, Peruzzi, Giuliano e Antonio da Sangallo il Giovane, Vasari, Salviati, ai quali si aggiunge, con pari dignità, un magnifico disegno di Carlo Maderno. I progetti dei soffitti mentre combinano fantasiose geometrie con le esigenze costruttive e statiche, declinano figure e ornamenti capaci di suscitare emozioni, di accendere processi di memoria e di riconoscimento, non diversamente da ogni opera d’arte. Se i disegni esposti sono in grandissima maggioranza di artefici fiorentini e toscani, le opere a cui essi si riferiscono si trovano nella gran parte a Roma. Il dato assevera quanto l’azione dei toscani sia stata decisiva nella costruzione dell’identità artistica e dell’immagine urbana della Roma dei papi, la capitale europea, dove si creavano (e si distruggevano!) le reputazioni degli artisti e le fortune degli impresari, tra i quali Antonio da Sangallo il Giovane spicca per versatilità creativa e oculatezza imprenditoriale. 
La polisemia e l’ambivalenza del lacunare incontrano la modernissima sensibilità dell’artista cinese Wu Yuren, che si applica alla costruzione analitica di un doppio lacunare (concavo e convesso), risplendente d’oro: cellula germinale di quei soffitti che da millenni proteggono la casa di Adamo. 
La seducente attualità dei lacunari dipinti è evocata dall’opera di Claudio Parmiggiani, chiamato a reintegrare i cinquecenteschi quadri perduti degli Amori di Giove che ravvivavano la camera del cardinale Ferdinando de’ Medici nella villa pinciana. 
La sapienza architettonica antica e la creatività moderna si legano così in un unico discorso filante, ribadendo l'incanto eterno dei cieli costruiti per gli spazi dell'uomo.

Fabrizio Del Bimbo

domenica 8 dicembre 2019

Don Papa, dalle Filippine alla conquista dell'Italia



Il Rum Don Papa, eccellente rum delle Filippine, sta mostrando in Italia un trend di consumo che va oltre le più ottimistiche aspettative. Infatti, l’Italia sta conquistando il primo posto per trend di crescita tra i principali mercati del rum filippino, anche grazie ad una forte operazione di marketing.

Presso Otel  Firenze, nella città del giglio, si è svolta nei giorni scorsi Fabulous the Party III, una serata esclusiva, con cena e spettacolo, durante la quale è stato possibile degustare questo liquore e realizzare originali maschere  nel laboratorio creativo "Don Papa e le maschere di Sugarlandia", curato da Charlotte Dillon. Le maschere fanno parte dei costumi dell'isola di Negros, nell'arcipelago delle Filippine, da cui il Don Papa proviene.

Il bouquet del Rum Don Papa sprigiona note di vaniglia, miele e frutta candita con un carattere  avvolgente nel finale, richiamando le atmosfere dell’isola di Negros Occidentale, dove viene distillato e invecchiato per sette o dieci anni in botti di rovere americano. Nel Rum Don Papa si possono percepire le straordinarie flora e fauna locali, le montagne, i vulcani, gli animali esotici ed anche la storia con le antiche guerriglie fra le colline di questo luogo, noto anche come Sugarlandia e considerato una delle più ricche e interessanti località al mondo. 

Di colore lievemente ambrato, il Rum Don Papa al palato risulta morbido, delicato e rotondo.

Ideale da servire liscio o con ghiaccio, questo rum è un perfetto ingrediente di  cocktails e long drinks. 


Prodotto in edizione limitata, Don Papa deriva il suo nome da Papa Islo, che nel XIX secolo fu un grande eroe rivoluzionario nella guerra di liberazione delle Filippine dalla dominazione spagnola.

Fabrizio Del Bimbo

martedì 3 dicembre 2019

A Firenze un incontro sulla blockchain economy




Assocoin presenta Firenze Blockchain Day, venerdì 6 dicembre 2019, dalle ore 9 alle 13, presso il Centro Convegni Duomo di Firenze, Via de’ Cerretani, 54/R.
A seguire, saranno erogati 3 Laboratori tematici, dalle ore 15 alle ore 18, presso il Dipartimento di Scienze per l'Economia e l'Impresa (DISEI) dell'Università di Firenze, Via delle Pandette, 32.
“Un importante incontro focalizzato sulla tecnologia Blockchain e le Criptovalute, strumenti decentralizzati, sicuri e tracciabili, per facilitare e migliorare la nostra economia e la società. Un programma ricco, con esponenti di rilievo del mondo della Blockchain Economy italiana per confrontarsi e approfondire il tema assieme ad un importante portafoglio di partner e sponsor per una reale opportunità di ampliare il proprio network. L’evento è totalmente gratuito ma limitato a circa 250 posti, serve quindi l’iscrizione”, afferma Andrea Nicastro, Presidente di Assocoin.


Fabrizio Del Bimbo

giovedì 28 novembre 2019

Congresso SIMG 2019 : il virus dell'influenza è in anticipo



Sono 642mila i cittadini costretti a letto a causa dell’influenza dall’inizio della sorveglianza epidemiologica. Il virus è in anticipo, nello stesso periodo dello scorso anno infatti aveva colpito 505mila persone. Nell’ultima settimana di rilevazione (18-24 novembre) i nuovi casi ammontano a 167.000. Il livello di incidenza del virus in Italia è pari a 2,76 casi per mille assistiti. Le regioni più colpite sono Sicilia (4,16), Lombardia (4,39), Piemonte (4,11), Toscana (3,10) ed Emilia-Romagna (3,07).


In totale potrebbero essere oltre 7 milioni gli italiani colpiti dall’influenza nel corso dell’interna stagione 2019-2020. E’ quanto emerge dal 36° Congresso Nazionale della Società Italiana di Medicina Generale e delle Cure Primarie (SIMG), in corso a Firenze, con la partecipazione di oltre 3.000 camici bianchi da tutta la Penisola. “La nostra società scientifica, grazie ai medici sentinella distribuiti su tutto il territorio e a un’esperienza ventennale, è asse portante di questo sistema di rilevazione – spiega il dott. Claudio Cricelli, presidente Società Italiana di Medicina Generale e delle Cure Primarie (SIMG) –. La campagna di vaccinazione anti influenzale sta andando bene, anche se è iniziata un po’ in ritardo. A differenza dello scorso anno, non abbiamo registrato criticità nella distribuzione delle scorte di vaccini e la copertura si preannuncia buona. Non è mai troppo tardi per ricorrere a questo fondamentale strumento di profilassi. Il vaccino è ben tollerato, efficace e sicuro. Sta continuando l’ascesa della curva epidemica, la situazione è sotto controllo e il sistema assistenziale riesce ad assorbire i carichi di lavoro: quest’anno infatti in tutto il territorio si è avuto un incremento della domanda e dell'offerta del vaccino antiinfluenzale, che fa ben sperare sui numeri positivi di copertura vaccinale in tutte le persone a rischio”.

“Il nostro ruolo nel contrasto all’influenza è fondamentale - aggiunge il dott. Ovidio Brignoli, Vice Presidente Nazionale SIMG -. Come medici di famiglia siamo presenti in modo capillare su tutto il territorio nazionale e possiamo fornire alle istituzioni sanitarie, locali e nazionali, tutti i dati relativi a incidenza, prevalenza e mortalità. Sulla base di questi numeri è possibile pianificare interventi concreti di salute nell’interesse della collettività. Nella popolazione generale esistono alcune tipologie di persone che presentano un rischio maggiore di contrarre l’influenza, di trasmetterla e di sviluppare le complicanze correlate, sono gli individui considerati fragili. L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) li ha suddivisi in cinque diverse categorie a rischio, ovvero i bambini al di sotto dei 5 anni di età, le donne in gravidanza, gli over 65, i pazienti cronici e gli operatori sanitari”.


Con il Piano Nazionale Prevenzione 2017-2019, il Ministero della Salute ha confermato la volontà e necessità di raggiungere un obiettivo di copertura minimo pari al 75% e uno ottimale del 95% per la vaccinazione antinfluenzale, da raggiungere in tutte le categorie a rischio individuate dal Piano. Nella stagione 2018-1019, però, i livelli di copertura del vaccino antinfluenzale tra le diverse fasce d’età, comprese le categorie più a rischio, hanno evidenziato percentuali ancora lontane dagli obiettivi fissati nel piano. I bambini al di sotto dei 5 anni, per esempio, mostrano livelli tra l’1,7% e il 3,1%, mentre fra gli over 65 il livello di copertura è pari al 53,1%. “Durante la scorsa stagione i casi gravi sono stati 809 (pazienti ricoverati in unità di terapia intensiva) con insufficienza respiratoria secondaria ad influenza - sottolinea il dott. Aurelio Sessa, responsabile SIMG del settore -. I decessi riconosciuti come effetto finale dell'influenza sono stati 198. L'età media di questi pazienti era di 63 anni e l'età media dei deceduti di 68 anni. L'84% dei casi gravi e l'89% dei deceduti aveva almeno una comorbidità e l'80% non risultava vaccinato. Questi dati ci devono far riflettere sull'utilità della vaccinazione antiinfluenzale. Il virus dell’influenza è caratterizzato da una capacità di diffondersi molto elevata. Una persona è in grado di infettarne altre otto nell’arco di 1 metro di distanza, rendendo classi scolastiche, metropolitane, aerei o altri luoghi di incontro molto pericolosi. Per questo la copertura vaccinale è in grado di fare da scudo efficace ed evitare gravi danni al sistema Paese. La nostra la raccomandazione è di estendere la vaccinazione a più categorie possibili”.

Fabrizio Del Bimbo 

mercoledì 27 novembre 2019

CIA TOSCANA - Il Paese che vogliamo riparte dalla centralità dell'agricoltura.







Si è svolto a Firenze il roadshow di 
Cia Agricoltori Italiani con Toscana, Emilia Romagna e Umbria
Il Paese che vogliamo riparte dalla centralità dell’agricoltura. Filiere produttive ed infrastrutture: le proposte di Cia per le aree rurali

Questo é un ruolo centrale degli agricoltori per far ripartire il Paese partendo dalle aree rurali. Attraverso una maggiore legittimazione e valorizzazione il ruolo degli agricoltori lungo la filiera produttiva, riconoscendo e remunerando le funzioni economiche, sociali, ambientali ed etiche che essi svolgono. Ma anche, arrivare ad un sistema organizzato che punti sul riconoscimento del territorio e sulle varie componenti e risorse (sociali ed economiche) diffuse a livello locale. Sono soltanto alcune delle proposte per rilanciare il territorio rurale emerse dal roadshow di Cia Agricoltori Italiani “Il Paese che Vogliamo” in programma oggi a Firenze. Una tappa interregionale dell’evento Cia, che ha coinvolto Agricoltori Italiani di Toscana, Emilia Romagna ed Umbria, e che ha visto nelle scorse settimane gli addetti ai lavori ed esperti del settore e del mondo della ricerca per affrontare, attraverso tavoli tematici, temi e criticità da risolvere: infrastrutture; governo del territorio; filiere produttive legate al territorio; gestione della fauna selvatica; enti locali e politiche europee. All’evento fiorentino del Palazzo dei Congressi – moderato dal giornalista Alessandro Maurilli – gli interventi del presidente Cia Agricoltori Italiani Dino Scanavino, e dei presidenti delle Cia regionali (Luca Brunelli, Toscana; Cristiano Fini, Emilia Romagna; Matteo Bartolini, Umbria) protagonisti dell’iniziativa sulle produzioni agricole di qualità de “Il Paese che Vogliamo”.




IL PAESE CHE VOGLIAMO – Per una filiera corta che valorizzi i prodotti locali secondo Cia Agricoltori Italiani inoltre è necessario spingere ulteriormente sulle filiere di qualità certificata per ampliare i flussi commerciali internazionali necessari a soddisfare la crescita di domanda globale di prodotti Made in Italy. E poi: potenziare la fase di trasformazione su scala locale prevedendo misure e sistemi d’incentivo per la realizzazione di laboratori così da soddisfare la domanda proveniente dalle fasi a valle (distribuzione). Ed anche sviluppare iniziative e percorsi di programmazione tra filiere e ristorazione collettiva che riescano a remunerare l’intero sistema agroalimentare e territoriale. 

Fra le proposte emerse nel capitolo ‘infastrutture’ una fiscalità adeguata alle aree rurali; una promozione delle produzioni agricole, artigianali, artistiche, culturali delle aree interne la necessità di impedire ulteriori impoverimenti delle aree interne con la perdita di scuole, presidi sociali, sanitari, culturali e non ultimo di pubblica sicurezza. Valorizzare percorsi virtuosi per la manutenzione, la gestione e la messa in sicurezza del territorio attraverso relazioni strategiche e pluriennali tra imprenditori agricoli ed enti pubblici di primo e secondo livello per programmi di intervento infrastrutturale. Rafforzare la copertura digitale delle aree interne.

Attenzione è stata posta al governo del territorio: da migliorare le politiche di gestione del suolo; i percorsi di valorizzazione del patrimonio forestale locale, le azioni di prevenzione dei disastri ambientali; ottimizzare gli interventi per il mantenimento e la valorizzazione della biodiversità oltre alla tutela della risorsa paesaggistica.

Del Bimbo Fabrizio

mercoledì 20 novembre 2019

A Firenze il 39° Congresso Nazionale di Farmacologia


Una tre giorni per parlare delle maggiori urgenze da cui dipende la qualità della vita dell’uomo nel primo secolo del secondo millennio , dove – accanto a profonde e rapide trasformazioni tecnologiche e scientifiche – si registrano crisi che mettono a rischio l’intero genere umano. Crisi nelle quali la cultura della salute e il farmaco potranno fare la differenza.



È quello che intende essere il 39° Congresso nazionale della Sif, la Società italiana di Farmacologia,  che si tiene a Firenze, al Palazzo dei Congressi,  dal 20 al 23 novembre.
“Il mondo del farmaco sta vivendo un periodo esaltante, una sorta di nuovo rinascimento” scrive il presidente della Sif Alessandro Mugelli in sede di presentazione dell’importante assise scientifica- “Parafrasando Dickens, potremmo dire che per il mondo del farmaco questi sono i tempi migliori e sono i tempi peggiori. Le metodologie della ricerca sono radicalmente cambiate rispetto al passato e ci sono migliaia di nuovi potenziali farmaci in sviluppo preclinico e clinico; la valutazione del valore dell’innovazione è un processo sempre più complesso e abbiamo l’assoluta necessità di creare un ecosistema che favorisca la ricerca clinica e l’innovazione. Oggi disponiamo di farmaci per patologie non trattabili fino a pochi anni fa; il rapido turn over dell’innovazione porta a costi dei trattamenti elevatissimi e non sostenibili dal singolo; l’accesso ai nuovi trattamenti rischia di mettere in crisi la sostenibilità del nostro sistema sanitario universalistico”.
Personalizzazione delle terapie, medicina di precisione, crescente orientamento verso l’uso di prodotti naturali di una popolazione sempre più attenta al benessere e alla prevenzione delle malattie, big data, intelligenza artificiale e digitalizzazione sono realtà e fenomeni che, secondo Mugelli, stanno rapidamente cambiando il mondo del farmaco: “L’invecchiamento della popolazione e la cronicizzazione di malattie che in precedenza portavano rapidamente a morte aprono nuove problematiche anche sul piano della appropriatezza prescrittiva e della formazione continua” spiega il presidente della Sif. “In questo contesto la farmacologia è chiamata a rivestire un ruolo centrale e nello stesso tempo trasversale favorendo il metodo multidisciplinare, il dialogo intersettoriale, l’approccio olistico alla salute quale bene comune”.
Ricerca, innovazione, sostenibilità, appropriatezza e formazione saranno dunque i grandi temi del congresso fiorentino, dove farmacologi di base e clinici si incontreranno con i regolatori, le aziende farmaceutiche, i clinici, gli esperti di analisi dei big data, i politici, le associazioni dei cittadini-pazienti, “in una contaminazione di saperi e in un percorso di confronto che” scrive Mugelli “è l’unico modo per poter programmare il nostro futuro”.

Particolarmente denso il programma dell’evento  che contempla tutti i principali e più attuali temi della farmacologia: sono previsti simposi, letture , tavole rotonde e comunicazioni, solo per citarne alcuni in ordine sparso, sui nuovi orizzonti del trattamento del dolore, sulla prevenzione degli abusi nell’uso di vecchi e nuovi farmaci, sulla farmacologia nella popolazione anziana (con focus sull’appropriatezza), sulle sfide legate all’uso dei farmaci biologici e biosimilari, sulla farmacologia pediatrica e quella di genere, sulla farmacologia sperimentale e clinica dei nutraceutici,  sui nuovi farmaci all’orizzonte per la terapia dell’obesità. Il tutto, ovviamente, con sessioni specifiche dedicate a un ampio spettro di patologie (dalle malattie neurodegenerative alle demenze, passando attravero quelle cardiovascolari e i tumori) e a questioni di contesto come lo stato di salute della ricerca in Occidente, i dati sulla povertà farmaceutica nei Paesi meno ricchi, il futuro della prevenzione,  l’impatto reale di migrazioni e viaggi sulla salute.


Fabrizio Del Bimbo 

martedì 19 novembre 2019

Castel San Pietro Terme, città slow tra Emilia e Romagna







È risaputo che l'Emilia-Romagna sia una delle regioni italiane in cui la qualità della vita e del cibo è migliore. La città di Castel San Pietro Terme dimostra ampiamente questa affermazione.

 Situata fra Imola e Bologna lungo la storica via Emilia, proprio dove l’Emilia diventa Romagna, si può dire che si  collochi... "sul trattino" che divide i 2 toponimi. Fondata nel 1199 come città fortificata, ha molto da offrire a chi la visita: roccaforti, castelli, siti archeologici, ma soprattutto tante persone che ti accolgono col sorriso.  Forse gli abitanti perseguono la filosofia della “lentezza”, tra tradizioni, prodotti genuini, acque termali e paesaggi  naturali di pace e serenità.

L'origine del luogo è molto antica, come dimostrano gli scavi archeologici svolti sul territorio, che hanno evidenziato tracce di insediamenti etruschi e celti, precedenti a quelli romani. 



Ma qui  più diffuse sono le atmosfere del medioevo e del rinascimento: nel centro storico cittadino è ancora visibile un torrione ed un tratto di mura che un tempo difendevano  l’intera città, testimonianze di una cinta muraria un tempo imponente. Notevole è il “cassero” del 1200,  simbolo della città, all’interno del quale si trovava un teatro, probabilmente realizzato dopo il 1500 quando il territorio fu conquistato dalle armate dello Stato Pontificio ed il cassero perse la funzione difensiva.

Alle sue spalle  si trova poi la massiccia torre trecentesca dell’orologio: l'installazione dell’orologio risale al 1784 e grazie ad una continua manutenzione i meccanismi sono ancora originali e l’orologio scandisce i lenti ritmi della città. Ma qui, nonostante  questi ritmi., ci si diverte tutto l'anno tra decine di feste, sagre ed eventi che attraggono sempre un buon numero di visitatori che uniscono allo svago la possibilità di gustare le specialità  locali. La gastronomia tipica si esprime con prodotti come il formaggio Squacquerone di Romagna Dop, 
la patata di Bologna Igp, la cipolla di Medicina, la pasta fatta in casa, i savoiardi e il miele. 


Una verde collina coperta da vigneti sale fino all’azienda vitivinicola Umberto Cesari, una cantina degli anni’60 che coltiva vitigni autoctoni come Sangiovese, Albana, Pignoletto e Trebbiano, oltre ad alcune varietà internazionali come Chardonnay, Cabernet Sauvignon e Merlot.



La Cantina “Fratta Minore", realtà nata nel 2012, è gestita dai coniugi Nicola e Marianna Marrano, due professionisti con la passione per la vigna e il rispetto per l’ambiente.  Nella loro produzione troviamo ancora  i classici di questa zona, Pignoletto, Albana e Sangiovese. Il must è Dama Bianca Pignoletto Metodo Classico. 



L’Osservatorio Nazionale Miele, diretto da Giancarlo Naldi. ha sede proprio a Castel San Pietro Terme ed è un organismo nazionale che dal 1988 supporta il settore apistico. Nel mese di settembre scorso  si è svolta la Fiera Del Miele e la 39esima edizione del Concorso Grandi Mieli D’Italia che assegna  le Gocce D’oro. 

Lo Squacquerone di Romagna DOP prodotto dal caseificio Comellini deve il suo nome alla particolare consistenza deliquescente della sua pasta, che si "squacquera" appunto.

Va infatti servito in un piatto perché non mantiene la forma dello stampo.

Consigliato è   il ristorante Gastarea, dagli interni moderni, curati, una cucina votata alla tradizione con lo chef Dimitri Galuzin, una buona carta di vini ed un servizio inappuntabile. (www.ristorantegastarea.it)



Oltre che per gustare buon cibo e assaggiare buon vino, si va a Castel San Pietro Terme anche per godere del benessere generato dalle  acque termali solfuree e salsoiodiche che sono il cuore di queste Terme.  Il Polo termale presenta  nuove sale per le cure inalatorie, le polverizzazioni, i fanghi e le piscine per la riabilitazione, per un benessere a ,360°.  Sono disponibili trattamenti sia  riabilitativi, sia estetici. L'origine delle cure termali a Castel San Pietro risale al 1337, anche se il primo vero e proprio stabilimento termale è sorto nel 1870 e già allora si caratterizzava per l'approccio scientifico.

Adiacente alle Terme si trova il Golf Club Le Fonti a18 buche, di proprietà comunale, presieduto da Ivano Serantoni, sede di competizioni a livello internazionale. Conta 800 soci ed un primato nazionale per campi a 18 buche.. 



Per alloggiare ci sono varie opportunità: la Gaiana offre ospitalità all'interno di un esteso parco privato, tra verdi colline ricche di ruscelli, vigneti e boschi naturali. Le antiche case coloniche ristrutturate assicurano un'accogliente atmosfera ed un assoluto relax. La location è molto richiesta per matrimoni. (www.lagaianabeb.it)

Un'accoglienza a 5 Stelle è assicurata a Palazzo di Varignana Resort & SPA, un'elegante struttura su vari livelli, immersa nel verde, con sale congressi e meeting, 5 piscine all’aperto, 2 vasche idromassaggio, un campo da tennis scoperto e una piscina coperta, un bar e 2 ristoranti e un lussureggiante giardino. All’interno, VarSana SPA, propone trattamenti benessere e termali. L’edificio più antico e alto del complesso ospita il ristorante “Il Palazzo”, con interni in stile e una cucina tradizionale rivisitata. Intorno al Resort l'azienda agricola omonima, estesa per 180  produce un eccellente olio extravergine di oliva oltre a vini di qualità. (www.palazzodivarignana.com)


A breve distanza da Castel San Pietro Terme si consiglia, prima di lasciare la regione, di visitare il caratteristico borgo medievale di Dozza Imolese, dal centro storico a forma di fuso. Sono affascinanti i numerosi, vivaci murales disseminati sui muri delle case e  imponente è la Rocca Sforzesca, nei cui sotterranei ha sede l'Enoteca Regionale, promotrice dal 1978 dei vini dell'Emilia-Romagna con 1.000 etichette. La Rocca è  medievale, ma fu trasformata da Caterina Sforza in castello fortificato che , in epoca rinascimentale, fu adibito a residenza nobiliare. Oggi è una Casa-Museo aperta al pubblico. 


Il ristorante La Scuderia, nei locali che ospitavano i cavalli proprio di fronte alla Rocca, serve dal 1977 piatti genuini della tradizione locale. (www.lascuderiadozza.it)



Per ulteriori informazioni: www.imolafaenza.it


Fabrizio Del Bimbo 




Ristorante Accademia, eccellenza fiorentina

In Piazza San Marco a Firenze, importante e trafficato fulcro del centro storico di Firenze, il Ristorante Accademia è un'ottima opportunità per  gustare i piatti tipici della Toscana preparati con cura e passione  per i sapori semplici e genuini. Una trattoria tipica casalinga che a Firenze si distingue nel variegato panorama della ristorazione per la continua ricerca di materie prime di altissima qualità e per l'inventiva che ogni giorno viene messa in pratica nella preparazione dei piatti del giorno e del menù. 


Il Ristorante Accademia è un locale molto  accogliente, dove si viene sempre accolti con un sorriso e dove, oltre alle pietanze, si possono gustare i migliori vini toscani. Tra le  specialità la pasta fresca è sicuramente la più apprezzata, soprattutto dalla clientela straniera: ravioli, tortellacci, tagliatelle, gnocchi, cavatelli, spaghetti alla chitarra, conditi con  salse sempre fresche e fantasiose, il pane, i coccoli, i dolci. Tutti i piatti tipici di Firenze e della cucina Toscana si possono trovare qui: dai migliori salumi e formaggi freschi e stagionati delle aziende agricole locali alla vera bistecca alla fiorentina, il tutto accompagnato da oltre duecento etichette di vini accuratamente selezionate. E non manca la pizza creata ad arte dal pizzaiolo Angelo con  pomodoro, verdure fresche, burrata, mozzarella, formaggi in un trionfo di sapori, profumi e colori. 




Fabrizio Del Bimbo 

sabato 9 novembre 2019

Da Grazie assai un'esperienza tutta calabrese


I tifosi viola, assidui frequentatori dello Stadio Artemio Franchi hanno da pochi mesi  un'opportunità in più: quella di assaggiare l'autentica cucina calabrese, ricca di piacevoli, forti sapori.  Si tratta del nuovo ristorante "Grazie Assai", la cui cucina è guidata dallo chef Giovanni Dima. Il nome è stato suggerito dalla ormai celebre espressione usata dal nuovo presidente della Fiorentina Rocco Commisso.  Alcuni piatti in menù rendono appunto omaggio agli esponenti della società viola come il "Tagliere Commisso" ed il "Tagliere Barone", ricchi di saporiti salumi e formaggi. 


Nel corposo menù si consigliano fra gli altri  i rigatoni di Riace, conditi con ricotta salata, pomodorini e melanzane fritte, e il morzello, secondo piatto a base di carne di vitello tipico di Catanzaro, rivisitato per il  gusto toscano.




Ma Grazie Assai è anche pizzeria, dove,  oltre alle pizze classiche, si possono assaggiare pizze calabresi dai sapori forti e decisi, per una vera full immersion nella regione Calabria. Si consigliano l'acritana, la silana e la decollatura, che sono fra le più saporite in menù. Disponibile un'ottima selezione di birre, alla spina e in  bottiglia, e di vini, soprattutto prodotti da cantine calabresi.


Grazie Assai

Via Carnesecchi 2r Firenze

Tel. 055/ 0195799


Fabrizio Del Bimbo

mercoledì 16 ottobre 2019

La domenica al Bristol Winter Garden a Firenze



Il  luogo che più di altri caratterizza l’Hotel Helvetia & Bristol è senza dubbio il Giardino d’inverno. Sovrastato da un bellissimo soffitto di vetro in stile Liberty che risale ai primi del Novecento, il Winter Garden è il luogo dove la tavola diventa un  piacere. Un luogo versatile, dove un gioco di paraventi e specchi crea ogni volta spazi e atmosfere diverse. Qui si trova il ristorante, diretto da Andrea Tempestini, e inoltre il Winter Garden si affaccia sul Tinello, altro esempio di alto artigianato fiorentino firmato Riccardo Barthel. Una sorta di cucina di famiglia con un’atmosfera un po’ retrò che ospita il buffet delle colazioni, ma è anche spazio per eventi e cooking show.




La cultura gastronomica italiana è alla base della proposta di Pasquale D’Ambrosio, chef di origini campane che ha trasformato le sue origini in memoria da tramandare e si diverte a mescolare con quello che il territorio gli offre. Sapori veri, facili, un gioco di tecniche e gusto, con piatti belli da vedere, ma pure buoni da mangiare.



Lo chef Pasquale D'Ambrosio 



Il viaggio in giro per l'Italia si è fermato  recentemente in Calabria, con piatti coloratissimi e saporiti che hanno incontrato il gradimento di una folta clientela, innaffiato dagli ottimi vini delle Cantine Statti.


Bristol Winter Garden

Via dei Pescioni, 2, Firenze

Il Pranzo della Domenica (In Toscana) € 75 a persona, Bevande incluse*
* € 40 bambini 5 - 14 anni


Fabrizio Del Bimbo

Al via MIDA 2024. Tante le novità

L'88esima Mostra Internazionale dell’Artigianato si svolge alla Fortezza da Basso dal 25 aprile al 1° maggio Presentata il 22 aprile all...